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Visualizzazione dei post da luglio, 2025

Notte di luce

Ti tengo qui tra la mente che sa e il cuore che sogna. Ti tengo qui  per vincere insieme  l'incertezza dei giorni Ti tengo qui per spegnere la luce della notte che non dà tregua alla mente che sa e si fa beffe  di un cuore che spera di poterti avere ancora nei giorni e nelle notti che verranno.

La parte dell'attrice

Nel chiaroscuro delle emozioni trovai  (forse) la forza  di tornare sotto la luce  di quei riflettori  che non regalano fama ma illuminano il palco della mia vita. Perché  non voglio più essere un'attrice imprigionata in un'arte che non le dà  parte alcuna nel Mondo. E spero ancora  che almeno una parte del copione possiamo ancora  scriverla insieme  io e te.

La prigione di Virginia

Quando il campanello suonò, fu Virginia ad aprire. Suo fratello Claudio, come al solito, stava scrollando il cellulare. Sonya salutò con un sorriso, a cui Virginia si sottrasse limitandosi a un rispettoso Buongiorno, ma sottraendosi a ogni altro contatto. Poi si spinse in fondo al corridoio e lasciò il mondo dietro la porta. Per non sentire alcun suono che provenisse da fuori, alzò al massimo il volume degli auricolari, per ascoltare la sua playlist. Chiuse gli occhi e subito le lacrime scesero. Oramai, non era più dolore, solo una reazione automatica, puramente fisica. Quando anche il pianto finì, prese il quaderno e scrisse qualche riga che, subito dopo, percepì come estranea. Richiuse il quaderno, afferrò uno dei libri che, oramai, saturavano la sua stanza, tolse il segnalibro dalle pagine, ma era passato così tanto tempo, che non riuscì a trovare il punto esatto dove era arrivata. Mise da parte anche il libro e si dedicò alla lettura delle riviste, ma persino i racconti brevi le ri...

FollaFolle

Alla deriva  mi perdo  nella mia essenza cercando un briciolo di lucida stabilità. La dove regna la follia  abbraccio  te  e la nostra vita insieme. E quando la folla mi accusa di essere folle grido La follia accanto a te sono ali. La realtà  lontano da te  è abisso soffocante.

Granita

Come in una granita la mia mente sgranata scioglie  grumi di ghiaccio versandovi sopra attenzioni apparenti come sciroppo  travestito da succo.

Mente in cammino

Per quanto tempo ancora la mia mente si rifiuterà  di camminare? Certo anche ora si muove. Con passi  troppo incerti. Incespicando spesso. E guai se le faccio notare  che il percorso è ancora molto lungo! Le metterei troppa ansia. Così rimango in silenzio e la guardo  procedere al suo ritmo. Ma la sera quando mi si ferma accanto  non posso far a meno di chiederle Per quanto tempo ancora?

Grida notturne

L'eco delle risate riempie ancora la mia vita. Lo so che è così  anche quando non mi sembra. Anche quando  le notti insonni sembrano gridare che tu non ci sei più. E anche se poi all'alba ti ritrovo  ho bisogno di gridare al Mondo che tu non ci sei. Forse perché  mi piace troppo  sentire l'eco delle risate non essere andato mai (troppo)  lontano dalla mia vita.

In barca senza te

Perché non apri quella porta? È troppo pesante! Ma tu che ne sai? Tu che sai chi sei come puoi accettare che io vaghi da un' identità all'altra senza trovare  mai pace? Tu che hai portato la tua vita  oltre la burrasca come puoi sentire la mancanza  di trasgressione nella mia vita  senza di te?

Gar(z)a!

Il sangue ormai nero che incrostava il lenzuolo sudicio, aveva scritto la parola fine alla vita di Shireen. Il corpo non aveva retto al tentativo del dottor Giona Bertelli e dei suoi colleghi di salvarla. Così, il giovane medico era corso di fuori dalla tenda che fungeva da sala operatoria e si era rifugiato in quella destinata a deposito dei pochissimi medicinali che riuscivano a oltrepassare il Valico di Rafah. Quando Sylvia entrò, lo trovò a dare pugni sempre più forti all'armadietto dei medicinali, anch'esso da giorni ormai vuoto di speranza. La donna lo prese per spalle e, con delicatezza, lo costrinse a voltarsi. -Shireen non ce l'ha fatta, vero? -Chi te l'ha detto? -Me lo stanno dicendo i tuoi occhi. La donna provò ad abbracciarlo, ma l'uomo si divincolò. -Non è a noi che dobbiamo pensare. Dov'è Tariq? -Monika, la volontaria che è arrivata un mese fa, si è offerta di rimanere accanto a lui mentre dorme nella nostra stanza, al compound. Lo sai quanto si è ...

Soltanto mio

C'è solo vuoto nel mio corpo  che rimane muto perché incapace di esprimere anche il più piccolo desiderio. C'è solo vuoto e anche quando  riempio la mia bocca alla voce Sapore  c'è null'altro  che una riga vuota. C'è solo vuoto ma tu insisti a dirmi che dovrei riempirmi la vita  di qualcosa  di soltanto mio. Ma cosa c'è  di più mio del mio desiderio  di te?

E le stelle non staranno a guardare

Immagine
-Klara Bartolomei? Non l'ho mai vista da queste parti. -Questo è il mio secondo giorno di lavoro. Cosa le porto…? -Ufficiale Hoffmayer, per lei sarò solo Franz. Clara gli rivolse uno sguardo enigmatico, ma piuttosto freddo, che intrigò ancor di più il giovane Ufficiale -Cosa le porto?- ripetè Klara. Quando la ragazza tornò con il vassoio, Franz si alzò e finse un lieve baciamano. La ragazza corse via, stizzita. Non si accorse che, poco più in là Nel frattempo, Heirich aveva raccolto un biglietto stropicciato. Quel pomeriggio, Franz salì sulla sua Balilla, raggiunse lo spiazzo dietro la caserma e si stupi nel vedere Heirich. -Che ci fai qui?-lo aggredi Franz, non appena lo vide scendere dalla macchina. -Aspetto Klara- disse Heirich. -Impossibile! Io ho appuntamento con lei! All’improvviso, sentirono dei passi ritmici sul selciato, provocati dai tacchi. -Molto piacere, Signorina…?- le chiese Heinrich. -Bartolomei. -Oggi a pranzo le è caduto questo biglietto e ho pensato c...

La campana di vetro

-A mezzogiorno ho appuntamento con l'agente immobiliare dall’altra parte della città e sono già le undici e mezza, quindi sbrigati a dirmi quello che devi dirmi- disse Marta, tutto d'un fiato, senza nemmeno guardare Riccardo negli occhi. - Ecco, appunto! L'agente immobiliare. - Allora non mi ascolti, come al solito, del resto!- gridò Marta, afferrandogli il braccio, per farlo tacere. -Lasciami finire, per favore!- insistè Riccardo. Marta alzò gli occhi al cielo e, almeno questa volta, suo fratello capì che doveva cambiare registro; così disse, in tono più conciliante: - Sai che mamma e papà volevano che io mi prendessi cura di te, quando loro non ci sarebbero stati più? - Ah, ora decidere cosa sia meglio per gli altri, si chiama prendersi cura  - Non dire così, stai offendendo non solo me, ma anche i nostri genitori! -Ma vi rendevate conto che mi stavate trattando come una bambina, incapace di badare a sé stessa?- gridò la ragazza, i pugni chiusi per impedirsi di colpire i...

GonfiOrgiglio

Sotto la luna  le promesse diventano nuova Vita. Se solo riuscissi a guardarla in faccia  questa stramaledetta luna! Invece io amo solo le stelle. Solo loro mi parlano di te. La luna altro non è  che un volto troppo spesso gonfio di muto orgoglio. Hai mai visto  la luna  posarsi sulla pelle e farvi l'amore  fino al mattino? Mentre ho visto stelle  avvolgere e accarezzare sogni proibiti. E dissolvendosi all'alba promettermi di tornare ogni notte a parlarmi di te.

La compagnia dell'anello

-Dai amore, ieri sera ero solo nervoso! Il destinatario di questa frase fin troppo banale è solo un letto stropicciato ma silenzioso. Nemmeno le tazzine che cadono dal vassoio rompono il silenzio, perché atterrano sul tappeto ai piedi del letto. Per sentire almeno un po' di rumore, Paolo potrebbe aprire e chiudere i cassetti, alla ricerca di un indizio su dove possa essere andata Anna. Ma, subito si accorge che, ancora una volta, sua moglie ha pensato anche a questo. Infatti, ha lasciato (o dimenticato?) aperto uno dei suoi cassetti. E proprio da dentro viene la voce maschile che attira l’attenzione di Paolo. -Menomale che almeno a te, caro amico, importa ancora qualcosa di me. Stranito, Paolo prende la fede di Anna e se la rigira tra le dita. E subito, quella voce stridula, ricomincia: -A quanto pare, siamo rimasti solo io e te, in questa casa.  -Ma che le hai fatto ieri sera? -Niente. Anche se sono stato troppo impulsivo. -Già, come quella volta che sei entrato di corsa nella gio...

Predica

Dannata Vita, che prospettiva  avrò  se mi obbligherai a camminarti da sola? Se indicherò  la luna solo a me stessa? Se l' incanto della sua voce non giungerà più  alle mie orecchie ? E ti prego sulla tua croce (che da tempo non è più la mia!) risparmiami la predica sulla serenità  da mantenere sempre e comunque. (Soprattutto lontano da lui!)

Ricalcolo!

Smetto . Me ne vado altrove in mezzo al vuoto dove poter costruire  una vita possibile. Smetto. Me ne dovrei andare altrove eccetera eccetera. Ma la vita  mi ha donato un pessimo senso  dell'orientamento. Così  ti ho mandato il mio indirizzo  e ho lasciato che trovassi  da solo  la strada per raggiungermi. Ma se ora smetto chi verrà a spegnere l'idiosa voce stridula che mi intima Ricalcolo!

Il banchetto

Ogni incontro  ha il sapore di Nulla. Perché nulla  è ciò  che abbiamo assaporato nella realtà. Ma nella mia fantasia? Nella mia fantasia  i nostri incontri hanno il sapore  di un intero banchetto. Quello  che tu non sei più capace  di sopportare affamato come sei di solitudine. E allora decido io. Me ne vado. E non sarai  nemmeno costretto  ad alzarti da tavola  per spostarmi la sedia. Perché lei è sempre con me. Pronta  a portare via la mia presenza  a te indifferentemente sgradita. Pronta  a portare via la tua assenza a me  sgradevolmente differente.

Punti anneriti

Fermo sul punto. Mi muovo appena non esiste voce non vedo luce. Nel binomio nascosto sento il mio posto. Capisco qualcosa. O forse ormai da tempo  ho capito tutto  di te. Sarà per questo  che sfrutto il tuo punto fermo per muovere le parole  avanti indietro  di lato in diagonale come un gioco di strada di un passato più remoto  di te. di me. di noi. Noi che spesso  abbiamo giocato. Noi che spesso  abbiamo saltato  da un punto all'altro e poi unendoli  abbiamo sempre ridefinito ciò che siamo annerendo lo sfondo  di ciò che non siamo.

Mira

Vietato arrendersi ! Il tuo tono è delicato  mentre (me) lo ripeti ogni volta  che ci vediamo. Ma  di questo pensiero  ne ho piena la vita. Vita  che affronto da sola perché nessuno  ha preso la mira  del mio cuore  (non ancora) mirabile . Cuore  così stanco che non sa più ridere  nemmeno quando  tu sei qui con me.

Omero & Sharazad

-Sharazad, sono stufo di stare qui! -Omero, sempre il solito esagerato. Non saranno mica anni! - Ore, giorni, mesi, anni, secoli… che differenza fa, se nessuno ci ha ancora degnato di uno sguardo! - Smettila di lamentarti- lo rimprovera bonariamente Sharazad, -guarda piuttosto le due donne che stanno entrando; magari cercano proprio noi. - Allora, non ci resta che raddrizzare orecchie, vibrisse e coda per avere un'aria composta e ordinata - dice tutto orgoglioso Omero. - La ragazza ci sta indicando - nota subito Sharazad. Pochi minuti dopo, ci sollevano dallo scaffale. Io me la rido sotto le vibrisse, mentre Sharazad, un po' spaventata, si aggrappa alla mia coda. Atterriamo sul bancone e cominciamo a sentire il tipico rumore che fa la carta da regalo quando viene stropicciata. All'improvviso, su di noi cala il buio. Ora penserete: ‘Due gatti al buio, che atmosfera romantica!’. Beh, non è stata una passeggiata per due gatti fifoni come noi. Infatti, io e la mia Dolce Metà ci...