E le stelle non staranno a guardare
-Klara Bartolomei? Non l'ho mai vista da queste parti.
-Questo è il mio secondo giorno di lavoro. Cosa le porto…?
-Ufficiale Hoffmayer, per lei sarò solo Franz.
Clara gli rivolse uno sguardo enigmatico, ma piuttosto freddo, che intrigò ancor di più il giovane Ufficiale
-Cosa le porto?- ripetè Klara.
Quando la ragazza tornò con il vassoio, Franz si alzò e finse un lieve baciamano.
La ragazza corse via, stizzita.
Non si accorse che, poco più in là Nel frattempo, Heirich aveva raccolto un biglietto stropicciato. Quel pomeriggio, Franz salì sulla sua Balilla, raggiunse lo spiazzo dietro la caserma e si stupi nel vedere Heirich.
-Che ci fai qui?-lo aggredi Franz, non appena lo vide scendere dalla macchina.
-Aspetto Klara- disse Heirich.
-Impossibile! Io ho appuntamento con lei!
All’improvviso, sentirono dei passi ritmici sul selciato, provocati dai tacchi.
-Molto piacere, Signorina…?- le chiese Heinrich.
-Bartolomei.
-Oggi a pranzo le è caduto questo biglietto e ho pensato che è sempre un piacere portare una donna sulla Collina delle Stelle.
-Non verrò con nessuno di voi due. Sono ebrea. Non potrei mai tradire la mia gente con il Nemico.
Heirich si se ne andò senza aggiungere altro; Franz invece s'incamminò lungo la strada in fondo al quale si trovava la caserma.
Clara prese la direzione opposta. Mentre entrambi pensarono:
E le stelle non staranno a guardare.
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