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Visualizzazione dei post da luglio, 2019

La finta Madre

Quegli scampoli di tessuto colorati catturarono la mia attenzione sin da subito. Così chiesi, alla ragazza che li stava accuratamente scegliendo, cosa ne intendesse fare. Mi disse che, volendo imparare a cucire, aveva deciso di cominciare ad esercitarsi con piccoli pezzi di tessuto: quale modo migliore allora, se non creare deliziosi vestiti per le bambole? Già le bambole. Tu ne avevi solo una che, a ben guardare, non era nemmeno davvero tua. Nonostante tutto, avevi già deciso che anche tu avresti dovuto avere un vestito per la Barbie: doveva essere lungo, come quello delle spose, ma non solo bianco; ti sarebbe piaciuto anche un po' di blu. Blu e bianco, infatti, erano i tuoi colori preferiti. Quando, alcune settimane dopo, andai con mia madre, a prendere il vestito finito, a stento riuscivo a trattenere l'emozione. Il vestito era proprio come me l'ero immaginato. In realtà, credo di aver vestito la mia Barbie una volta sola. Infatti, mi era fin troppo chiaro ch...

Gentile Signora Argento...

O forse sarebbe più giusto che la chiamassi Arianna (scelga Lei il nome che preferisce). Le scrivo per chiederle quale sia, a dista il Suo giudizio su Perdiamoci di vista, a distanza di ben 25 anni. Mi spiego meglio: per motivi di studio, mi è capitato di vedere più volte la pellicola e di analizzare la vicenda narrata nei minimi dettagli. Credo che, interpretando il suo personaggio in modo così freddo e cinico, non offra un esempio positivo delle persone in carrozzina. Sa, sono dell'avviso che battere così forte sul tasto dell'autosufficienza di una persona costretta su una sedia a rotelle, fa sentire leggermente inadeguate... Ma non è tutto: sono anche convinta del fatto che, questa sua strenua tendenza a non voler alcun aiuto, Le abbia precluso anche la possibilità di vivere un'autentica storia d'amore con Carlo (o Jepy, se preferisce). Mi permetto di dirle questo perché sono dell'opinione che, accogliere una mano tesa verso di noi, sia (anche) un modo per far en...

Ma non esisteva la libertà di opinione?

Ci conoscevamo tutti, in quella strada privata in cui abitammo fino ai miei quattro anni. Ero l'abitante più piccola della via e certo non ero particolarmente interessata a mantenere rapporti di buon vicinato e, tantomeno, a coltivare delle amicizie. Quella sera, passeggiando per la via, incontrando una nostra vicina, la salutai: "Ciao, Brutta Vecchiaccia!" A quelle parole, vidi la mia famiglia sbiancare ed intimarmi di chiedere immediatamente scusa alla signora. Eseguii prontamente, ma lo feci solo per quieto vivere. Ma non esisteva la libertà d'opinione? La signora aveva sicuramente una certa età e, quanto alla sua avvenenza, in quel momento non mi sembrava un granché. Che cosa ci potevo fare? Ad ulteriore mia discolpa, ribadisco che avevo solo quattro anni, all'epoca dei fatti, e che ancora non conoscevo tutte le regole del vivere civile. Da ultimo, sento il dovere di scagionare completamente la mia famiglia che ha sempre messo al primo posto la buona educazion...

Gentile Cliente...

Mi trovo nella cucina fumosa di questo raffinatissimo ristorante dove Lei si è recato con quella che ho dedotto dev'essere la Sua Amante. Le confesso che, nelle intenzioni del mio Capo, questa lettera dovrebbe servire a porgerle le mie più sentimenti scuse. Ma io non vedo proprio cosa mai dovrei farmi perdonare. Del resto è Lei ad aver commesso un grave errore. Ma come le è venuto in mente di portare la Sua Amante a cena nel nostro locale? Come ho capito che quella non poteva essere Sua moglie? Vede, gentile Cliente, si dà il caso che il nostro raffinato ristorante venga scelto dalle coppie in cui Lui vuole risultare indimenticabile agli occhi (e al cuore) di Lei e questo è un un'atteggiamento che si addice alle Coppie fresche di fidanzamento o matrimonio o, appunto, agli Amanti. E che voi facciate parte di questa seconda categoria, l'ho capito dallo sguardo torvo che mi ha lanciato quando, inciampando, il Suo piatto mi è sfuggito di mano, provocando lo schianto della no...

A.A.A. Risate cercasi

C'era una volta una Principessa che non era come tutte le altre. A lei non veniva mai chiesto quando si sarebbe sposata perché tutti erano convinti che mai nessun Principe le avrebbe rapito il cuore. Questo non mancava mai di suscitare l'invidia delle sue amiche, le Principesse dei Regni vicini. Loro, infatti, erano obbligate a sposare rampolli che i genitori avevano scelto prima della loro nascita o, nel migliore dei casi, che conoscevano a malapena. Certo, pensava la Principessa, non era auspicabile piegarsi ad un matrimonio combinato ma, a farla soffrire di più era l'ostinazione, che sentiva intorno a lei, a non parlare d'amore. Nemmeno l'arma dell'ironia l'aiutava, in questi casi. Un giorno aveva persino immaginato il suo matrimonio al contrario: prima l'aveva organizzato per filo e per segno e poi aveva scritto un buffo annuncio per trovare lo Sposo. Personalmente le sembrava un'idea molto divertente ma nessuno aveva riso, di fronte al suo bi...

Gentilissima Signorina Matematica...

Gentilissima Signorina Matematica, non è mio costume lamentarmi, ma ora non mi posso più esimere dal farle notare come Lei abbia passato il segno.  E non mi riferisco ai suoi degni sodali Più, Meno, Per e Diviso. Intendo il fatto che Lei dovrebbe smetterla di tormentare il sonno delle persone fin dalla più tenera età.  Me le ricordo fin troppo bene le notti in bianco e i potenti mal di pancia alla vigilia di una verifica sulle Tabelline...  Tabelline ? Ma chi crede di ingannare con i Suoi vezzeggiativi?  Per quanto mi riguardava, quelle erano solo astruse combinazioni di numeri e segni da mandare a memoria!  E non creda di cavarsela con l'assurda storiella di Albert Einstein, suo celeberrimo Amante perché, a quanto mi risulta, anche lui, da bambino, nutriva un odio viscerale, nei suoi confronti.  E poi non mi dica che è tipico di un Amante farsi immortalare mentre Le fa una plateale linguaccia! Con Disistima ed Astio profondissimi, U...

Un domestico in fuga

Camilla era una donna di mezza età, ma più frivola di un'adolescente. Per questo motivo quando, alla morte di un'anziana zia di sua madre, aveva ereditato un'ingente somma, non si era fatta alcuno scrupolo a lasciare il posto modesto ma sicuro da impiegata, per vivere di rendita. Non si era mai sposata perché non voleva legami che limitassero la sua libertà. Parenti ed amici però non vedevano di buon occhio questa sua ostinata solitudine e, a più riprese, avevano cercato di accasarla. Ma, dopo aver compreso che non avrebbero ottenuto nulla, rassegnati, le regalarono almeno un cane. Mirtillo entrò nella vita di Camilla proprio in questo modo. I rapporti tra la donna e il suo coinquilino peloso si rivelarono quasi subito piuttosto problematici, perché Camilla non era per nulla intenzionata ad accudire Mirtillo in modo amorevole; certo, almeno nei primi tempi, non gli faceva mai mancare cibo e acqua in quantità adeguata ma, quando gli serviva...

Carissimo Principe...

Carissimo Principe, è vero che una delle prime domande che ti ho rivolto appena ci hanno messo a lavorare nello stesso ufficio, riguardava la tua vita sentimentale.  Ma cos'altro potevo fare se hai esordito facendo battute sugli uomini single?  E poi, comunque, in seguito, non ti ho mai chiesto nulla sulla tua Donna del Cuore, semmai sei stato tu, a volte, a raccontarmi qualcosa di lei, mentre io mi sono sempre e solo limitata ad ascoltare.  E pazienza se mi dicevi che avevi timore dei miei silenzi.  E cosa avrei dovuto fare?  Parlarti di sentimenti, forse?  Del resto, nemmeno tu riuscivi a stare per molto tempo senza rivolgermi la parola.  Ho perso il conto di quanti libri ti sei fatto consigliare da me, approfittando della mia grande passione per la lettura. Per non parlare poi del lunedì mattina in cui mi chiedevi sempre cosa avevo fatto durante il weekend e, quando ti dicevo che me ne ero stata in casa a leggere e a scrivere, m...