Carissimo Principe...
Carissimo Principe,
è vero che una delle prime domande che ti ho rivolto appena ci hanno messo a lavorare nello stesso ufficio, riguardava la tua vita sentimentale.
Ma cos'altro potevo fare se hai esordito facendo battute sugli uomini single?
E poi, comunque, in seguito, non ti ho mai chiesto nulla sulla tua Donna del Cuore, semmai sei stato tu, a volte, a raccontarmi qualcosa di lei, mentre io mi sono sempre e solo limitata ad ascoltare.
E pazienza se mi dicevi che avevi timore dei miei silenzi.
E cosa avrei dovuto fare?
Parlarti di sentimenti, forse?
Del resto, nemmeno tu riuscivi a stare per molto tempo senza rivolgermi la parola.
Ho perso il conto di quanti libri ti sei fatto consigliare da me, approfittando della mia grande passione per la lettura. Per non parlare poi del lunedì mattina in cui mi chiedevi sempre cosa avevo fatto durante il weekend e, quando ti dicevo che me ne ero stata in casa a leggere e a scrivere, mi chiedevi perché non uscissi con le mie amiche... Spesso ti facevo notare che forse le mie eccessive chiacchiere, ti avrebbero fatto venire il mal di testa. Ed allora ti suggerivo di lasciare la mia formazione a qualche altro tuo collega.
Ma tu replicavi che il tempo con me passava velocemente, perché sono una persona piena di vita e con me il tempo passa più velocemente.
Effettivamente è trascorso in un lampo e tu hai lasciato davvero il tuo incarico.
Prima di salutarti, ti ho chiesto se, di tanto in tanto, avrei potuto scriverti.
Credo che in fondo, ti faccia piacere ricevere mie notizie, altrimenti non avresti risposto a quasi tutti i messaggi. Quasi tutti tranne quello in cui ti chiedevo perdono per aver fatto qualche battuta sulla tua vita sentimentale. Un modo per dirmi che non avrei dovuto più toccare questo argomento?
Ma non temere, presto le nostre chiacchierate riprenderanno, perché, non so se ti è giunta notizia, ma questa volta sono io ad essere stata assegnata al tuo ufficio.
E allora, ci saranno più parole o più silenzi tra noi?
A te la risposta...
Firmato
La Principiante
P.S.: Ti ho chiamato Principe non per un eccesso di romanticismo, ma perché etimologicamente significa 'colui che viene prima' e non si può dire che tu non fossi già qui quando sono arrivata io!
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