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Visualizzazione dei post da agosto, 2019

Nel camerino di una scrittrice

Com'è nata la tua passione per la scrittura? Ne ho già parlato nel mio Dizionario dei (dis)gusti . Immagino che alle elementari tu fossi un asso in italiano? Nì, perché, mentre nei temi mi sentivo effettivamente a mio agio, avversavo con tutta me stessa i 'pensierini', che mi uscivano dalla penna poveri, banali e scontati. Credo dipendesse dal fatto li trovavo limitati e limitanti rispetto alla mia voglia di esprimere ciò che avevo dentro.Penso che anche per questo motivo, quando le maestre ci invitavano a fare dei disegni liberi, io mi sentivo altrettanto libera di staccare un foglio da uno dei miei quaderni a righe, e scrivere dei lunghi racconti che, spesso, avevano per protagonisti gli animali perché, in quel periodo amavo attribuire loro azioni e pensieri umani. Al di là dei temi in classe, quando ti è venuta l'idea di far conoscere ciò che scrivevi? Per questo devo ringraziare la mia amica d'infanzia che, alle medie, mi propose di pubblicare u...

Chiamami Stella

Anche se non è il mio vero nome, so che mi chiami Stella. Hai scelto questo nome perché, nel corso del nostro tempo insieme, mi hai raccontato più volte che sono un Astro luminoso nel cielo della tua vita. Ancora oggi mi strappa più di un sorriso il pensiero che, quando ci siamo conosciute, ben 31 anni fa, mi consideravi davvero antipatica, specie per quella mia abitudine di dire sempre ciò che penso. Ed è curioso anche notare che, proprio quel lato del mio carattere, ora invece è uno dei punti di forza del nostro legame. Perché, crescendo e maturando, hai scoperto che la sincerità, anche quando (apparentemente) fa male, è alla base di ogni rapporto autentico tra le persone. Mentre prima, scambiavi per luminose amicizie, delle pallide e scostanti attenzioni che, molto spesso eri costretta ad elemosinare, più che ricevere in modo autentico. Ti ha sempre colpito anche il fatto che, nonostante non mi piacesse né andare al mercato, né tantomeno al mare, per molto tempo abbiamo condiviso q...

Festa d'argento

Carissima zia, sei una delle persone importanti della mia vita, eppure non ti ho mai scritto una lettera. Così lo faccio ora. Volgi lo sguardo alla vostra casa. È umo sguardo sereno ma forse anche un po’ nostalgico. Oggi si chiude una parte importante della tua vita. La casa dove avete cresciuto tre splendide figlie si sta svuotando, mentre è il gazebo alle tue spalle che si sta riempiendo di gente e di festa. Quella festa di cui tieni in mano uno dei simboli più gioiosi: quel calice con cui forse, tra poco, lo zio ti inviterà a fare il vostro brindisi. Un brindisi pubblico in mezzo a molti invitati, appunto. Lo stesso che avete fatto molti anni fa, quando gli sposi eravate voi; oppure ancora quello che avete fatto durante la vostra Festa d’argento. Ricordo quella domenica soleggiata di maggio come una delle più divertenti trascorse in vostra compagnia. Il pranzo all’aperto nello stesso giardino di oggi e poi gli scherzosi giochi...

Dizionario dei (dis)gusti

Agrumi Frutti a me particolarmente graditi, specie perché trovo il loro succo estremamente dissetante. Il  Limone  poi merita una voce a parte. Asparagi Non li sopporto, specie se lessi. Con il loro gusto acquosamente insignificante ed il loro retrogusto decisamente troppo amarotico. Li mangio solo se spalmati con abbondante salsa ottenuta mischiando uova sode e senape. Baci Mi piacciono tutti, tranne i celeberrimi cioccolatini. Li trovo eccessivamente pastosi in bocca. Ballo Frequentare un corso di ballo è uno dei miei sogni per poter sperimentare la complicità con il proprio partner di pista.  Carnevale Un periodo dell'anno che, con il passare del tempo, apprezzo sempre meno perché ho sviluppato un'avversione piuttosto acuta per i travestimenti. Tuttavia, non posso dimenticare le due occasioni in cui mi sono vestita rispettivamente da cuoca, (io che entro in cucina solo per degustare i piatti preparati da altri) e da cowgirl (io che, la prima volta c...

Senza cicatrici

Ogni volta che (ri)vedo quella raccolta di fumetti, mi ricordo di quella giornata trascorsa con voi al mare. L'avevo acquistata al volo, in un'edicola vicina alla spiaggia, per evitare di mettervi in imbarazzo qualora, presi dal vostro Amore, non aveste avuto voglia di fare conversazione. Ogni volta che (ri)vedo Roma, mi ricordo di quel viaggio fatto insieme, ed in particolare di quella sera in cui, hai dovuto sollevarmi di peso per farmi salire sul pullman, perché le troppe ore passate seduta sulla mia sedia, mi avevano provocato un fastidiosissimo crampo alla gamba. Ogni volta che (ri)vedo i Mondiali di calcio in TV, mi ricordo di quella serata, trascorsa a casa di un'Amica comune, a guardare tutti insieme una partita della Nazionale. A me però non interessava nulla di tutto ciò. Avrei solo voluto trovare il modo per parlarti da sola e confidarti ciò che non potevo certo dirti davanti a tutti. Ogni volta che (ri)vedo quei CD, mi ricordo di quella volta in cui mi...

Scena muta

È la prima volta che entro in questo edificio, mentre tu lo conosci molto bene, per averci insegnato per anni. Mi sorprendo a pensare se, mentre interrogavi, riuscivi a mettere a loro agio gli studenti, oppure ti limitavi a scorrere l'indice sul registro, scegliere un nome a caso e porre delle domande sul programma svolto. Ma poi mi dico che questo particolare con ha nessuna importanza, perché oggi sarò io ad interrogare te e dovrai rispondere. Quando faccio il mio ingresso in aula, ti avvicini per salutarmi con calore, ma io non lascio spazio ai convenevoli. Ho troppa fretta di sapere... Ingenuamente, forse avrai creduto di poter giocare sull'effetto sorpresa, visto che non ci vediamo da anni. Ma tu non sei affatto cambiato ed io sono sempre stata altamente riconoscibile, non fosse altro che per la sedia che mi porto appresso. Quindi non ci resta che cominciare. Non ti ricordi cosa stavo cercando la prima volta che ci siamo visti, la prima volta che i tuoi occhi inc...

Emozioni...mediche

• In ospedale, nell'unica foto che mi ritrae fra le braccia di mia madre, nonostante avessi pochi mesi di vita. Per il resto del tempo ero costretta ad essere avvolta nell'abbraccio vetroso di un'incubatrice. • Nel giardino della casa della mia infanzia. Sono seduta sul mio passeggino. Accanto a me c'è mia sorella, che accarezza il cane che ci ha fatto compagnia per ben diciassette anni. Lei era solita toccarlo e prendersi cura (anche) della sua igiene; invece io, pur adorandolo, non riuscivo a toccarlo, forse nel timore inconsapevole di fargli del male. Un po' come capita ancora oggi; motivo per cui preferisco guardare gli animali da lontano. • Nello studio della fotografa, a qualche settimana dalla mia Prima Comunione. Le foto scattate sono state parecchie, ma quella che poi ho scelto per il biglietto da accompagnare alle bomboniere, mi ritrae con il velo. Mi sentivo come se fossi stata vestita da sposa. • Seduta sul divano di casa. Ancora accanto a mia sorella...