Dizionario dei (dis)gusti

Agrumi
Frutti a me particolarmente graditi, specie perché trovo il loro succo estremamente dissetante. Il Limone poi merita una voce a parte.
Asparagi
Non li sopporto, specie se lessi. Con il loro gusto acquosamente insignificante ed il loro retrogusto decisamente troppo amarotico. Li mangio solo se spalmati con abbondante salsa ottenuta mischiando uova sode e senape.
Baci
Mi piacciono tutti, tranne i celeberrimi cioccolatini. Li trovo eccessivamente pastosi in bocca.
Ballo
Frequentare un corso di ballo è uno dei miei sogni per poter sperimentare la complicità con il proprio partner di pista. 
Carnevale
Un periodo dell'anno che, con il passare del tempo, apprezzo sempre meno perché ho sviluppato un'avversione piuttosto acuta per i travestimenti. Tuttavia, non posso dimenticare le due occasioni in cui mi sono vestita rispettivamente da cuoca, (io che entro in cucina solo per degustare i piatti preparati da altri) e da cowgirl (io che, la prima volta che sono salita su un cavallo per affrontare alcune sedute di ippoterapia, ho esclamato spaventata: 'ma il cavallo si muove!'.).
Ciliegie
Continuano ad essere tra i miei frutti preferiti nonostante all'età di 6 anni io ne abbia mangiata mezza terrina e tale imprudenza mi sia costata un'indigestione piuttosto dolorosa. 
Compleanno
Si tratta di una ricorrenza a cui tengo molto perché mi consente di ricordarmi (e di essere ricordata da) tutti coloro che hanno lasciato qualche traccia nella mia vita. A quanti sostengono poi che l'avvento di Facebook abbia snaturato i ricordi del compleanno, rispondo che il social si limita a farci memoria di una data. Rimane invece sempre a noi la decisione sul se e come fare gli auguri a quella persona.
Diario
Si tratta di uno dei generi letterari a cui mi ispiro più spesso, perché consente di mantenere la dimensione quotidiana della scrittura. Mentre quand'ero adolescente, me avevo uno segreto, con l'avvento dei social network, mi piace rendere pubblici i miei diari, perché ciò mi offre l'occasione di misurarmi con la responsabilità di ciò che decido di mettere a disposizione di tutti e, soprattutto, di come lo scrivo.
Dolci
Potendo scegliere tra dolce e salato, opto per il secondo. Anche se, quando mi capita l'occasione, mi concedo un dolce con la crema: una coccola per il palato.
Empatia
Una delle doti che preferisco in una persona, perché consente una speciale sintonia che apre al confronto sincero anche partendo da posizioni molto distanti.
Enigmistica
Trovo i giochi enigmistici piuttosto noiosi e ripetitivi. Infatti mi ricordo che, quando mi cimentavo a farne qualcuno, non lo finivo mai e anzi saltavo da uno all'altro: chiaro segno di noia, appunto.
Filosofia
Oltre ad essere la Facoltà che ho scelto è anche uno stile di vita che mi impone di mantenere il pensiero sempre attivo.
Formaggio
Forse in assoluto il cibo che preferisco in tutte le sue forme. A questo alimento è anche legato un dolcissimo ricordo d'infanzia. Quando stavo a scuola fino alle 16.45, mia madre portava con sé dei piccoli pezzi di formaggio che mi gustavo lungo il tragitto da scuola a casa, non prima però di averli scovati nella borsa di mamma, in una sorta di caccia al tesoro.
Fotografie
Non mi piace scattarle per due motivi: mi vengono male anche in quest'epoca in cui si usa lo smartphone, e poi preferisco vivere le emozioni dal vivo, piuttosto che immortalarle. Adoro invece ricevere le foto dei miei Amici per sentirmi partecipe dei loro momenti speciali, anche quando non posso essere lì con loro.
Gatti
Trattasi di animali domestici che non mi sono mai piaciuti particolarmente perché, quand'ero bambina, una zia di mio padre, me li metteva sulle ginocchia e loro, percependo la mia tensione, estraevano le unghie per difendersi.
Giallo
Colore che da sempre associo alla gioia e alla positività del sole. Mi ricordo che, quand'ero piccola, avevo una tutina gialla che mi piaceva particolarmente perché sul davanti, era disegnato un cappello di paglia, ovvero quell'oggetto che ci permette di godere solo degli aspetti positivi del sole.
Goccia cinese
Definisco così l'esasperante atteggiamento di chi, persevera in comportamenti scorretti nei confronti dell'Altro, anche dopo che questi ha manifestato apertamente il suo disagio a riguardo. Una doverosa precisazione: la goccia cinese è una forma di tortura (quindi una forma di violenza su cui non mi permetterei mai di scherzare). Nella mia voce del Dizionario intendo questa espressione in maniera ironica; infatti dalla Goccia cinese si può sempre trovare il modo di scappare. Pena diventare colpevoli di Lamentele.
Gossip
Non ho alcun problema nel dire che, nelle Riviste, le pagine di gossip, non mancano mai di suscitare in me una certa curiosità (specie se riguardano i Reali). Ho scoperto che occuparsi di Gossip è un modo per essere curiosi del Mondo che ci circonda.
Influencer
Termine che imperversa in questi ultimi anni. Sta ad indicare la persona che riesce ad avere gusti e stili di vita talmente particolari da trascinare molte altre persone nella stessa direzione. Ma, se ci pensiamo un attimo, non può certo sfuggirci il favore che questa radice di Influenza, una situazione che condiziona la nostra quotidianità a volte anche in modo piuttosto pesante.
Italiano
La nostra lingua, quella che ho amato sin da piccola a casa ma anche e soprattutto, a scuola, grazie alle ottime insegnanti che ho sempre avuto e che mi hanno fatto scoprire (anche) la passione per la scrittura. 
Lamentele
Sacrosante in alcuni casi (chi dice di non lamentarsi mai, secondo me, mente in maniera spudorata). In altre circostanze esse risultano piuttosto fastidiose. Accade quando si pone al lamentante questa domanda: 'Cosa stai facendo o hai provato a fare per modificare la situazione in cui ti trovi?' E la candida risposta è: 'Nulla'.
Libri
Ho scritto molto (qualcuno potrebbe dire fin troppo), su questo tema; eppure, non me la sono proprio sentita di escludere tale parola da questo piccolo Dizionario. Questa volta però ho deciso di raccontare un un aneddoto che credo pochi conoscano. A parte quelle scolastiche, la mia prima lettura che ho affrontato da sola sono state Le avventure di Calimero. Ricordo che, mentre leggevo, chiedevo a mamma, papà e sorella il significato di ogni parola. Non sto scherzando: una volta ho chiesto persino il significato della parola il. Dopodiché le ho realizzato che, se fossi andata avanti di quel passo, non sarei mai arrivata alla fine del libro.
Limone 
Sin da piccola ho adorato il suo gusto aspro della sua polpa mescolato a quello lievemente salino della buccia. E sarà stata proprio questa mescolanza di sapori a farmi rifiutare, quella mattina a colazione, le fette di limone spolverate di zucchero perché giudicate troppo acide. Ancora oggi, nelle sere d'estate eccessivamente calde, ho l'abitudine di bere un bicchiere d'acqua fresca con il succo di mezzo limone e alcune fettine in superficie che, una volta finita l'acqua, costituiscono la gioia del mio palato. Posso permettermi di fare tutto questo in sicurezza, perché abbiamo numerose piante di limoni (non trattati, ovviamente).
Mare
Un po' come per i libri, anche sul mare ho scritto molto. Ciò di cui non ho ancora parlato è il fatto che, mentre quand'ero piccola, le vacanze al mare mi erano state prescritte dal medico e quindi sono state 'imposte' alla mia famiglia, ora ci vado solo se riesco a trovare qualcun altro con cui condividere questa esperienza. E devo dire che, in questi ultimi due anni, l'ho sempre trovato.
Menta
Ora mangio volentieri la frittata con la menta Brooklyn perché è una varietà dal sapore delicato, ma conservo un ricordo d'infanzia tutt'altro che piacevole. Un giorno, una mia vicina di casa mi offrì una caramella alla menta glaciale perché - mi disse - a mio nipote non piacciono. All'epoca, io avevo quattro anni, il nipote della generosa signora ne aveva dodici!
Montagna
La montagna, al contrario del mare, non mi è mai piaciuta. L'ho sempre considerata un luogo opprimente e deprimente; forse perché, non potendoci camminare, non ho mai trovato nulla d'interessante da fare. L'unico periodo della mia vita durante il quale mi sono divertita pur essendo in montagna appunto, sono stati gli anni dei campiscuola con l'oratorio. Perché, in fondo, le montagne facevano solo da cornice alle varie attività che spesso non aveva nulla a che vedere con essa. Un'ultima nota in punta di penna: la prima e ultima volta che ho provato a scrivere una poesia di elogio ai monti, l'ho regalata alla persona che me l'aveva chiesta, ma per me non ne ho tenuta alcuna copia, magari per rileggerla nel corso del tempo, come mi è capitato spesso con altre poesie.
Nave
Mezzo di trasporto che prediligo per i miei viaggi perché non mi costringe a fare i conti con le troppe barriere architettoniche che infestano la Terraferma.
Noci
Uno dei due frutti che proprio non sopporto (l'altro è la Zucca). Esse sono però anche protagoniste di un siparietto divertente tra me e mamma. Nel nostro dialetto le noci si chiamano Coccole e quando le chiedo di farmi le coccole, ridendo mi dice: 'Ma se le noci non ti piacciono!'.
Ordine
Mantenerlo, per esempio nella mia stanza, mi dà un senso di (ritrovata) tranquillità. Al contrario, mal sopporto l'idea di impartirli. Preferisco la condivisione, anche quando si tratta di chiedere aiuto per superare i limiti imposti dal mio corpo.
Orologio
Strumento che suscita su di me un certo fascino a causa delle sue insite contraddizioni. I suoi complicati ingranaggi, infatti, scandiscono in modo freddamente preciso, un tempo che percepisco in modo del tutto personale; passando cioè dall'ansia dell'attesa del ritorno (o dell'arrivo) di una persona cara, alla segreta speranza che se ne vada tutto in frantumi, lasciandomi il tempo di stare con te.
Pantaloni
Indumento che, specie da bambina, non sopportavo. Lo consideravo decisamente poco femminile, preferendo le meno pratiche gonne. Ricordo un giorno di Pasqua in cui, a dispetto dell'aria fredda ed umida, mi ero intestardita a voler mettere il completo di giacca e gonna, che la mamma mi aveva confezionato con tanto amore e cura. Salvo poi chiedere, più volte nel corso della Messa, quanto mancasse alla fine, per poter tornare finalmente a casa ed infilare un paio di pantaloni (che restavano sempre poco femminili, ma pur sempre più caldi.
Penne
Conoscendo la mia passione per la scrittura, molte persone a me molto care, in passato mi hanno regalato delle Penne anche molto particolari. Le conservo tutte con affetto ma, alla fine uso sempre quelle usa e getta a causa della propensione a calcare, che rovina immancabilmente le punte, nonché della mia distrazione che me ne fa perdere più di qualcuna.
Pesce
Da bambina lo odiavo, spaventata com'ero dall'idea d'ingoiare uno spino. Ora lo adoro in tutte le salse (con o senza spine). L'anno scorso è capitato che, per un periodo che mi è sembrato interminabile, per un piccolo disturbo di salute, non ho potuto mangiare pesce fritto. Dire che ne ho sofferto, sarebbe certamente esagerato, ma di sicuro mi ha leggermente infastidito. Quando il tutto è rientrato, la prima cosa che ho fatto è stata concedermi un buon fritto misto!
Quadri
L'arte figurativa non è mai stata nelle mie corde, forse perché non l'ho mai studiata in modo serio e sistematico. Tuttavia, c'è un quadro che non ha mai mancato di suscitare emozioni: si tra de Il Bacio di Gustav Klimt, di cui ho comprato una riproduzione durante il mio viaggio a Vienna.
Quiz
Mi sono divertita a crearne alcuni per te che volevi allenarsi per partecipare ad un quiz televisivo. Io stessa, anni fa, avevo mandato la mia candidatura a Chi vuol essere Milionario e spesso, già a quei tempi, pensavo che mi sarebbe piaciuto scrivere le domande. 
Riviste
Rappresentano le mie letture leggere che alterano a quelle decisamente più impegnative dei romanzi. I rotocalchi sono anche uno spunto per scoprire nuovi stili di scrittura da sperimentare.
Roma
Città particolarmente ambigua di cui ricordo, da un lato, il viaggio con i miei più cari Amici, nel 2007 e dall'altro il mio ritorno nella Capitale nel 2013. Entrambi furono viaggi piuttosto faticosi ma, mentre nel primo, ho avuto la possibilità di superare gli ostacoli attraverso l'ironia, nella seconda occasione, ci sono state solo molte difficoltà, senza spazio per l'ironia, che non sarebbe stata apprezzata dagli altri viaggiatori.
Scrittura
Così come è capitato per il Mare ed i Libri, ho scritto talmente tanto che, forse, pensereste che questa voce non sia nemmeno necessaria. Ed invece perché non ho raccontato spesso che, fino agli anni universitari, odiavo la scrittura al computer con tutte le mie forze; poi, un giorno, mio malgrado, ho dovuto persino crearmi una casella mail. Così, seppur per gradi e molto lentamente, ho cominciato ad accostarmi alla scrittura al computer. E proprio ora, mentre scrivo, mi viene in mente che il passaggio dalla scrittura a mano a quella al computer, può essere paragonata al momento in cui ho scoperto che in casa c'era una macchina da scrivere. Ricordo che sui suoi tasti, ho trascorso interi pomeriggi. 
Sedie
Le ho odiate sin da piccola, specie quelle senza braccioli che mettevano alla prova (e per la verità lo mettono alla prova tutt'ora) il mio precario senso dell'equilibrio. C'è stato un tempo poi, in cui non sopportavo la mia sedia a rotelle, ambiguo simbolo di prigione (per tutto ciò che, a causa sua, non posso fare) e libertà (di muovermi nonostante non possa camminare automamente).
Temporale
Ne ho una paura folle. Quella sera, sulla strada per Trieste, eravamo stati sorpresi da un violento acquazzone. Arrivati davanti alla palazzina in cui alloggiavo, un boato fortissimo. Un bagliore. Un grido. Poi più nulla. Se non la drammatica consapevolezza che la mamma fosse morta. Naturalmente non era vero; ma la paura dei fulmini, da quel giorno, fu qualcosa di estremamente reale, che ancora mi porto addosso.
Trieste
La città dove ho frequentato l'Università e in cui, soprattutto, ho lasciato un pezzetto di cuore; la città ricca di storia, romanticismo e di mare, dove avrei voluto vivere per continuare a studiare. 
Università
Già, lo studio. Ne avrei fatto volentieri una delle mie ragioni di vita perché mi ha sempre offerto la possibilità di mettermi in gioco, senza mai sentire il peso del mio handicap.
Urlo
Mi riferisco allo squillo del telefono che, se suona mentre sto dormendo, nella mia mente si trasforma in un annuncio di eventi drammatici. Tanto che, specie quando sono sola in casa, preferisco tenerlo a portata di mano, per non dover correre a rispondere con il respiro reso affannoso dalla paura.
Vivacità
Mi piace circondarmi di persone vivaci che mi permettono di prendermi una pausa da me stessa. Ne avverto la necessità soprattutto quando attraverso momenti leggermente cupi, quelli in cui mi ripiego ostinatamente su me stessa. 
Venezia
Città da sempre problematica ed altamente inospitale, persino nell'unico mezzo a disposizione per raggiungerla: il treno. Ricordo il giorno in cui, durante l'ultimo anno di Liceo, c'era il giro di visite agli Atenei (compreso quello in Laguna, ovviamente). Per l'occasione era stato prenotato un treno provvisto di pedana; peccato che si trattasse di una pedana fantasma. La soluzione? Caricarmi sul vagone riservato al trasporto delle biciclette. Tanto, in fatto di ruote le battevo 4 a 2!
Zia
In realtà ne ho molte, specie da parte paterna. Tuttavia, la zia a cui sono maggiormente legata è la mia madrina di Cresima. Ha chiesto di poter avere questo ruolo, proprio per essermi vicina anche e soprattutto nei momenti più difficili della mia vita. In particolare quelli in cui mia mamma è stata male ed io sono stata travolta dal folle terrore di perderla. Nell'abbraccio di mia zia ho potuto dare sfogo a tutte le mie lacrime riuscendo al tempo stesso, a pensare con relativa serenità anche a come sarà la mia esistenza oltre la mia famiglia.
Zucca
Il suo sapore eccessivamente dolciastro non mi è mai piaciuto. L'unica volta in cui sono riuscita a mangiare i tortelli di zucca trovandoli speciali, è stata appunto a casa di mia zia. Ricordo che li aveva conditi con del gorgonzola fuso, che conferiva loro un gusto piacevolmente piccante. Li ricordo con particolare affetto, nonostante fossi a pranzo dagli zii perché mamma stava male.

Commenti

Post popolari in questo blog

Zitto!

Mira

Gar(z)a!