Voce di stomaco
Quanto (ti) è insopportabile
la mia penna?
Ti immagino
mentre con foga
la infili
lettera per lettera
parola per parola
frase per frase
pagina per pagina
nello stomaco elettrico
che digerisce
ciò che non deve
lasciare traccia.
Quanto (ti) è insopportabile
l'aria che entra
e sbatte le mie corde vocali?
Mai ti permetteresti
di chiudermi
in faccia la finestra.
Eppure
metti i tappi
per non essere disturbato
dalla mia voce
gelida come una notte
(di) tormenta(ta).
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