Zitto!

Il tuo arrivo
mi trova
(quasi sempre)
a terra
muta.
Pian piano poi
il respiro
si fa più regolare.
Le parole cominciano
a uscire
sempre più alte
ma non raggiungono mai
le vette dell'ardore.
Eppure
mi concedo la gioia
di cucire a doppio filo
ogni tua parola.
M'illudo così
di tacitare il cuore
che la mente vorrebbe
condannare 
a un eterno letargo.






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