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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Pellicola

Una voce roca ha preso possesso di un angolo di cielo soltanto. Ma subito il suo respiro affannoso forse a lungo trattenuto mi urta le labbra. Getto la testa indietro cercando  un po' di sollievo. Ma i miei occhi vanno a sbattere contro la volta celeste di nero livore. Fuggo dal suo sguardo rabbioso gettando gli occhi sulle mie scarpe insozzate  da un impasto maleodorantse di terra intrisa di pioggia. Respiro più forte per espellere l'odore insopportabile. Il bianco  illumina i capelli ma subito dopo li spegne. Cerco riparo ma vado a sbattere contro poche gocce di pioggia che diventano  trasparente pellicola che repentina  mi avvolge. Nulla può contro il vento  che ha cominciato a scuotere il Mondo là fuori. Ancora uno strato di pioggia. Il rumore  delle mie mani che staccano lembi di maglietta dalla pelle oramai condensata.

Concerto

A chi dice che è effimero il nostro amore rispondo se inconsistente fosse nulla per te sentirei. E anche se il mio corpo non è pianoforte  da sfiorare. E anche se le tue dita non sono d' aurora boreale il reale  riverbero delle tue parole mi convince che vittima non sono di un Mondo che tutto  (tranne te) mi ha tolto.

Ostello

Ho lasciato la porta socchiusa non per aspettarti ma per permettere ai miei pensieri di uscire  a cercarti . Affannati vagheranno per ore respirando il buio. finché  non ti incontreranno  per caso. E lo giuro mai vorrebbero trattenerti o sbarrarti la strada. Ma la vedi  quella porta laggiù? Ha sbattuto contro la mia paura di perderti. E ora  che non hanno  più un posto dove stare continueranno a vagare in attesa di trovare anche un piccolo ostello per poter riposare.

Zitto!

Il tuo arrivo mi trova (quasi sempre) a terra muta. Pian piano poi il respiro si fa più regolare. Le parole cominciano a uscire sempre più alte ma non raggiungono mai le vette dell' ardore . Eppure mi concedo la gioia di cucire a doppio filo ogni tua parola. M'illudo così di tacitare il cuore che la mente vorrebbe condannare  a un eterno letargo .

Turbante

Bianco come il turbante di schiuma che vorrei indossassi anche per me almeno una volta. Bianco come il cotone che guardasti  nascere in cielo  e morire a terra in un'inconsistente camicia d'acqua.

Pentola

Da troppo tempo oramai sono (fatta di)  paure senza bordi . Sconfinato è anche il tuo essere lontano . Allora  cosa mi rimane per resistere come pianta che stagione dopo stagione non rinuncia a  rifiorire ? Rimani tu che asciughi il mio timore. Tutto perfetto, allora? No. Mi manca un piatto di pasta cucinato da te e con te mangiato mentre mi fai ridere fino alle lacrime che si mescolano ai cristalli di sale abbandonati  sul fondo  della pentola.

D'annata fretta

Non mi dai nemmeno il tempo di decidere cosa  portare con me e cosa  lasciarmi alle spalle. Urlo di sirena. Il battello  sta partendo. Non so se augurarmi che si incagli nel sedimento di un brindisi (tra noi) mai avvenuto. Eppure  vago ubriaca tra i miei pensieri erranti privi persino di quella pietosa bugia che recita(va) Risponderò alla tua attrazione (per me).

(Non) basta una stanza?

Io  ti dic(ev)o Ne ho abbastanza. Tu posizion(av)i il tuo cuore abbastanza vicino alle mie dita tremanti di lacrime. Il mio abbastanza non è ancora finito. Anche la tua stanza è ancora lì ad aspettarmi. Eppure sento che più non mi basta. Proprio come io non sarei stata per te abbastanza.

Voce di stomaco

Quanto (ti) è insopportabile la mia penna? Ti immagino mentre con foga la infili lettera per lettera parola per parola frase per frase pagina per pagina nello stomaco elettrico che digerisce ciò che non deve lasciare traccia. Quanto (ti) è insopportabile l'aria che entra e sbatte le mie corde vocali? Mai ti permetteresti di chiudermi  in faccia la finestra. Eppure metti i tappi per non essere disturbato dalla mia voce gelida come una notte (di) tormenta(ta).

Ti ripeto

Ripeto te non ripeto a te. (Forse perché) non ho più niente da dirti. Ti ripeterò fin che non troverò qualcun altro su cui riversare le mie ripetizioni da studentessa  supponente e navigata in acque limpide ma troppo calme. (Rim)piango  il mio corpo quando si ripete(va) nell'ostinato infinito che un giorno (non era importante quanto lontano) avrebbe esaudito il suo desiderio di essere tuo (anche solo per un secondo).

Non voglio più

Non voglio più una casa tutta mia piena  di libri  riviste penne quaderni e vuota d'immagini mandate da altri. Non voglio più nessun amore ora che il tuo sembra essersene andato a una distanza disumana. Non voglio più perché quando volevo mi diceva(no)  che nemmeno potevo dire (ciò) che volevo.

(Lo strabismo di) Venere

Incrocio lo sguardo ma è solo il mio. Di Venere non ho nemmeno il corpo. Troppo rigido  e asimmetrico  il mio generoso e flessuoso quello di Venere. Venere. Dea dell'Amore quello  che non ho mai incrociato (forse) perché guardavamo entrambi dalla parte opposta.

Addio(?)

Hai chiuso i solchi che per troppo tempo hanno cullato fiumi inquinati dal dolore. È (stata) tutt'altro che follia . Ora goditi oceani di fiducia nel futuro. E ora che hai raggiunto l' eternità più profonda guardare  i miei occhi non ha più alcun senso.

(Ab)bocca(re)

Sacro è anche il tuo cuore avvolto da strati su strati di corpo dannatamente passionale. Lo penso (anc)ora ancorchè il corpo che ami sia quello di tutt'altra donna. E la mia anima? Potresti provare ad amare almeno lei? Non ti scomodare. La mia anima è ingolfata di amori mai nati. Da te vorrei corpo. Anima. Tutto. E me li prendo ogni volta  mi parli mi guardi mi tocchi. E li lascio andare ogni volta  che mi lasci a bocca aperta ad abboccare il tuo profumo.

(Appena tra)scorsa

Siamo glicini . Io mi appoggio tu mi accogli. Così mi ha spiazzato la tempesta (appena tra)scorsa. E proprio non voleva saperne di sgretolarsi figuriamoci annullarsi ! Eppure sapevo che la nostra bolla era ancora lì. Sotto un glicine?

EpistoDiario

Sogno un EpistoDiario Ogni pagina una lettera. Chi comincia? [Silenzio]. Comincio io. E tu, (mi raccomando) seguimi in punta di penna. Se non lo farai l'avremo data vinta a chi Non siete ancora pronti per l'EpistoDiario!

Terra (di) conquista(ta)

Non c'è nulla di te che non ho mai raccontato. Proprio di te che sei  il mio unico vero viaggio. Quello  che nessuno ha organizzato per me a soli tre secondi dalla partenza. Quello  a cui nessuno ha assegnato una destinazione. Quello che anche  se ha trovato  una terra  già conquistata ha deciso di rimanere a godersi il panorama abbracciato  da ciò che siamo quando sono con te.

Diario corporeo

Se (tu)  mi amassi avrebbe ancora senso la (nostra) storia? Quando non vivo scrivo scrissi (molto prima del tuo arrivo). (Ora) scriverei comunque  (di noi). Solo  le pagine  sbaverebbero gioia anziché trasudare tristezza.

Circuito corto

Sei sempre tu che mi sproni a non frenare. Ma non hai ancora accettato? capito? che l'unica a frenare è l'auto che mi porta  davanti alla (tua) porta? Entro. Questa volta  sono io a frenare davanti a te. Lascio a te far partire accelerare deviare rallentare frenare (lentamente) inchiodare le nostre parole. Fosse per me nemmeno partirebbero (a volte). Ma il pilota sei tu. E chi meglio di te conosce a memoria il nostro circuito troppo corto come le pareti della tua stanza?

Carnevale

Il tuo nome non compariva nella lista che il Mondo mi aveva creato. Nessuno sospettava che ne avrei fatto coriandoli. O forse si era illuso che fosse tutto uno scherzo?

Tritatutto

Apro, frugo, chiudo cassetti cercando  idee abbozzate da gettare in un famelico tritatutto senza nemmeno guardare. Non sento più trasporto alcuno per quella palla informe ripiena di parole sbavate (se va bene)  cancellate (se va male). Mentre perdo anche ore dietro ogni tua singola parola. Perché di te non butto via niente.

Sì!

Certo azzurro  non sei perché non arrivi  da un lontano Pianeta. Mi vivi accanto e così non mi costringi a guardarti attraverso uno specchio egoista che ti tiene tutto per sé  lasciandomi solo un fatuo riflesso E quando non posso guardarti do voce scritta all' incontenibile vibrazione che sento per te che azzurro non sei ma Princpe sì.

Volto impresso

Non credo in piccole pennellate a definire a malapena i contorni del tuo volto ricco di dettagli nel mio cuore. Ma so che anche una pagina di diario può accogliere  un volto. E se scorressi le pagine  di questo mio diario troveresti  non un solo ritratto ma un'intera galleria a te dedicata.