Ritornello senza strofa
La noia, questa bava schifosa, questo viscido serpente che paralizza tutti i moti del cuore.
(Caterina Percoto)
Avete presente quando ve ne andate a letto con un ossessivo ritornello che vi ronza nella testa, quasi ad impedirvi di prendere sonno?
Eva si sentiva proprio così quella sera, mentre tentava invano di addormentarsi.
Come sempre, aveva atteso l’ora di coricarsi, facendosi trasportare dalle atmosfere di un libro scelto a caso tra i numerosi testi che stipavano la sua fornitissima libreria, di cui andava particolarmente orgogliosa.
Quella sera era toccato a Novelle, di Caterina Percoto.
Quando si sentì troppo stanca per rimanere alzata, si diresse verso la sua stanza, portandosi dietro il libro con l’intenzione di concludere almeno la lettura del racconto che aveva lasciato a metà perché la sua attenzione sembrava essersi pian piano smorzata.
Così si riscosse leggermente, mise il segnalibro tra le pagine del volume che poi posò sul comodino.
Ma gli occhi tardavano a chiudersi, la mente vagava tra ricordi più o meno lontani, finché si fermò a quella sera.
Aveva appena affrontato un altro colloquio, alla ricerca dell’agognato posto fisso conclusosi però anche quel giorno, con un nulla di fatto, opportunamente mascherato da un ‘le faremo sapere’.
Dopo un momento di comprensibile sconforto, Eva aveva deciso che piangersi addosso non sarebbe servito a nulla; così chiamò Romina, la sua amica storica, la persona con cui aveva sempre condiviso sorrisi, risate e lacrime:
- Tesoro, come stai?
- Solita vita, quindi direi che sono felice.
- Che ne dici di regalarmi un po’ della tua serenità?
- Alle otto e mezza da te, allora?
- Grazie mille per esserci sempre, carissima!
- A te!
Durante il tragitto verso il bar del centro, Romina cercò di indagare il motivo del velo d’inquietudine che percepiva nello sguardo di Eva, ma l’amica sembrava non volerle dare alcun indizio.
Così Romina si disse che, probabilmente, l’argomento della serata sarebbe stata l’ennesima delusione sentimentale; era sinceramente dispiaciuta per la sua amica; lei, sempre così disposta a mettersi in gioco nelle relazioni, si sarebbe proprio meritata un amore corrisposto.
Non c’era folla quella sera e così Romina fece appena in tempo a chiederle:
- Come si chiama questa volta il tuo Principe-Azzurro-a-senso-unico?
Eva non fece in tempo a rispondere, perché arrivò la cameriera per le ordinazioni; tuttavia rivolse a Romina un sorriso di gratitudine per la sua capacità di sdrammatizzare, usando l’ironia, forse uno dei tratti migliori del suo carattere.
- Questa volta, mia cara, sei proprio fuori strada; anche il colloquio di questa mattina è andato a vuoto.
Improvvisamente, Romina s’illuminò:
-Credo sia proprio venuto il momento di darci un taglio!
- Qualcosa del tipo: Cercasi Parrucchiera disperatamente?
- Sei sempre la solita!
- Diciamo pure che ho la fortuna di avere un’ottima Maestra…Ma torniamo serie.
Cosa intendi, esattamente per darci un taglio?
- Intendo che forse dovresti cambiare strategia, nella ricerca di un lavoro Perché non provi, per esempio, a puntare sulle tue passioni per la lettura e la scrittura?
Eva alzò un sopracciglio:
- Ma mi hai mai sentito leggere ad alta voce? Ho quel tono inespressivo e monocorde, frutto delle tante ore passate sui testi universitari a leggere per me stessa (e mai per altri!), con l’unico scopo di fissare al meglio i concetti principali e di farlo anche in un tempo ragionevolmente breve, perché i testi da studiare, per un singolo esame, non erano mai pochi.
- E allora, buttati sulla scrittura!
- Peggio che andar di notte! Non sono mica Umberto Eco!
- Ma pure Eco prima che l’eco della sua fama lo precedesse, avrà pure iniziato da qualche parte.
Eva stava per infilare un’altra delle sue battute, ma Romina la precedette:
- E poi Eco non aveva il nostro asso nella manica; mica c’erano i blog, all’epoca
Sono passati ben otto anni da quella sera.
Eva ha aperto, non uno, ma ben due blog di scrittura che arricchisce ogni giorno di un nuovo testo.
Certo, non ha ancora un vero e proprio lavoro ma, nel frattempo, sono arrivate un paio di interessanti collaborazioni che, in questo particolare periodo che stiamo vivendo, potrebbero anche trasformarsi in promettente smart working…
Nel frattempo, sotto l’impulso di una nuova idea, torna al computer e ricomincia a scrivere:
Carissima Signorina Bavosa,
innanzitutto non si indigni per l'appellativo che le attribuisco; prima di me lo ha fatto una celeberrima poetessa friulana che risponde al nome di Caterina Percoto e, a quanto mi risulta, in tale occasione, non ha battuto ciglio.
Ma torniamo a noi.
Le dico subito che la sua peggior caratteristica è la presunzione con cui Lei s'illude di essere entrata a pieno titolo nell'esistenza della maggior parte della gente, ma non nella mia.
Sa, nonostante qualche problema fisico che mi affligge sin dalla nascita, ho imparato abbastanza presto a mantenermi in equilibrio (anche) da sola, soprattutto grazie alla Lettura e la Scrittura che la Vita mi ha fatto amare fin da piccola.
E non mi dia della presuntuosa, se ho personificato le mie passioni scrivendole con le iniziali maiuscole; il fatto è che le sento vicine proprio come fossero degli individui dotati di un Corpo oltre che, naturalmente, di un'Anima ricca ed interessante.
Un corpo che, nel corso degli anni, ho imparato a gestire molto meglio di come abbia mai saputo fare con il mio Corpo.
Grazie a tutto ciò, anche in questo momento particolare, sono (stata) capace di farmi scivolare addosso la tua bava senza rimanerne irrimediabilmente invischiata.
Con sentita cordialità,
Una cantautrice in erba
Infatti Eva si sente anche un po’ cantautrice, fiera di aver finalmente trovato una degna strofa a quel ritornello che adesso non le appariva poi così fastidioso, ma che anzi, cominciava persino a piacerle.
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