Un bicchiere di sole
Dovevo immaginare che il sole che mi ha spinto a uscire era troppo incerto, per durare a lungo. Al primo lampo abbacinante, comincio ad essere scossa da un tremore che non so tenere a bada. Vorrei gridare, ma il respiro affannoso impedisce alle corde vocali di vibrare. Colpita dall’improvviso pensiero che l’ombrello che stringo convulsamente tra le mani ha un puntale di metallo, lo chiudo di scatto e lo getto a terra. Rimango immobile per quello che mi pare un tempo infinito, mentre i lampi continuano ad incrociarsi come spade luminose, questa volta accompagnati da uno fitto scroscio di pioggia che, per quanto rumoroso sia, non riesce a sovrastare il boato del tuono. Solo a questo punto, come prese da una danza impazzita, le mie gambe cominciano a muoversi in una corsa che, mi conduce sotto un portico e quasi mi catapulta all’interno di un bar. Mi aspetto che un’entrata di quel tipo, attiri l’attenzione dei pochi presenti. Invece nessuno mi chiede se ho bisogno di una mano, né tan...