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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Un bicchiere di sole

Dovevo immaginare che il sole che mi ha spinto a uscire era troppo incerto, per durare a lungo. Al primo lampo abbacinante, comincio ad essere scossa da un tremore che non so tenere a bada. Vorrei gridare, ma il respiro affannoso impedisce alle corde vocali di vibrare. Colpita dall’improvviso pensiero che l’ombrello che stringo convulsamente tra le mani ha un puntale di metallo, lo chiudo di scatto e lo getto a terra.  Rimango immobile per quello che mi pare un tempo infinito, mentre i lampi continuano ad incrociarsi come spade luminose, questa volta accompagnati da uno fitto scroscio di pioggia che, per quanto rumoroso sia, non riesce a sovrastare il boato del tuono. Solo a questo punto, come prese da una danza impazzita, le mie gambe cominciano a muoversi in una corsa che, mi conduce sotto un portico e quasi mi catapulta all’interno di un bar. Mi aspetto che un’entrata di quel tipo, attiri l’attenzione dei pochi presenti. Invece nessuno mi chiede se ho bisogno di una mano, né tan...

Ritornello senza strofa

La noia, questa bava schifosa, questo viscido serpente che paralizza tutti i moti del cuore. (Caterina Percoto) Avete presente quando ve ne andate a letto con un ossessivo ritornello che vi ronza nella testa, quasi ad impedirvi di prendere sonno? Eva si sentiva proprio così quella sera, mentre tentava invano di addormentarsi. Come sempre, aveva atteso l’ora di coricarsi, facendosi trasportare dalle atmosfere di un libro scelto a caso tra i numerosi testi che stipavano la sua fornitissima libreria, di cui andava particolarmente orgogliosa. Quella sera era toccato a Novelle, di Caterina Percoto. Quando si sentì troppo stanca per rimanere alzata, si diresse verso la sua stanza, portandosi dietro il libro con l’intenzione di concludere almeno la lettura del racconto che aveva lasciato a metà perché la sua attenzione sembrava essersi pian piano smorzata. Così si riscosse leggermente, mise il segnalibro tra le pagine del volume che poi posò sul comodino. Ma gli occhi tardavano a chiudersi, ...

Nube

Ricordo il suo profumo. No. Il profumo è il tuo. Lo ricorderò sempre anche se la mia mente dovesse rimanere imprigionata  in una nube. Tuo e suo lo sai anche tu sono sinonimi. O sono la stessa parola. Perché  non ricordo  altra nube che mi avvolga riportandomi qui. Lontano dalle mie fantasie su di te.

Creatività

Sono divisa tra l'urgenza delle parole e il loro essere sole. non ne vogliono sapere  di stare a vedere la potenza di una frase. È solo una fase? Tornerà la creatività?

Penna di fuoco

Stringo  tra le mani una penna di fuoco. Vorrei marchiare il foglio  per liberarmi dal dolore, per far danzare  la gioia e le passioni come intorno  a un falò sulla spiaggia. Ed invece no. Rimango  con la mia penna di fuoco  tra le mani mentre  un denso fumo  intorno a me mi annebbia la vista e mi impedisce di pensare di scrivere in maniera coerente. Spargo  versi a caso. Prometeo  mi ha ingannato. Mi ha regalato  una penna di fuoco che brucia le dita ma non sa scrivere.

Smart

Smart. Un tempo era solo un’auto a me sempre inaccessibile nel mio costante bisogno  di largheggiare. Ma oggi il mondo  ha invertito  il senso di marcia  e con esso  anche quello delle parole. E così da luogo angusto per il mio corpo  di carne e metallo smart  è diventato  sinonimo di nuovi cammini verso orizzonti  da lungo tempo accarezzati ma mai seriamente intrapresi sempre presa com’ero da un mondo  che mi chiedeva solo di stare al mio posto. Ma ora  che il mondo è cambiato decido io quale dev’essere  il mio posto nel mondo.

Ansia piatta

Nonostante la tempesta? Ma quale tempesta! il sole? Ma quale sole! Vento forte ansia piatta. Futuro orizzont(al)e. Solo io in verticale cado mentre in superficie (ti) attendo.

Carta bianca

Tutto passa. Questo  (è)  l'inizio. Tra un anno non sarai la persona  che sei oggi Questo (potrebbe essere) il finale. E nel mezzo? Racconta(mi). Hai carta bianca perché  non voglio  tu segua nemmeno le righe  più sottili. Puoi anche decidere  di non raccontar(mi) nulla. Lasciare che sia la Vita  a prendere la parola. Sentirò  comunque della carta  rimasta bianca.

Rottura

Pagine bianche  troppo stanche. Pagine scritte  troppo fitte. Così con la scrittura  è arrivata la (spero sanabile) rottura.

Pelle di onda

E poi  c'è quel momento  in cui tutto diventa  una carezza  sulla pelle di un'onda  prima furiosa e ribollente di sangue salato. Una brezza leggera le dita che donano  quella carezza. Ma a me non arriva  nemmeno un soffio di quella brezza. Troppo distante la mia anima scottata  da una rabbia ustionante senza nemmeno un'impercettibile onda ad accarezzarmi la pelle animata che avvolge (e dovrebbe proteggere)  il mio cuore.

Senza riposo

Se queste mani potessero  trovare rifugio nel tuo cuore smetterebbero di brandire e maledire l'aria resa irrespirabile da un respiro senza posa adagiato su un cuscino reso scivoloso da un volto  senza riposo.

Lontano inverno

Regalami almeno un giorno  senza pensieri intorno. Regalami una tempesta emotiva a riempire la stiva di un volo oltreoceano diretto lontano da questo inverno. 

Futuro remoto

C'è un angolo del cuore  riservato  a te. C'è  e ci sarà sempre nel mio oscillare tra possibilità  e certezza. Possibilità  che non chiede. Certezza  che non osa. In mezzo  un futuro remoto. Un incrocio casuale tra la mia vita e la tua. Lì ascolterai il battito  di quell'angolo di cuore riservato  a te(?)

Offerta sofferta

Mi offri ciò per cui soffri. Dovrei odiarti anziché amarti. Ma in te amo il richiamo di ciò che ora sono. Così mi fai un grande dono.

Ter(remoto)?

E poi ? Poi. Un tempo per noi ancora remoto. Non so  se provocherà  un terremoto o solo  quelle minuscole crepe che già ora vedo crearsi  nella mia mente. Non so  se dovrei sospingerle verso l'anima  per abituarla  ad abitare  la tua assenza. Non so se dovrei  stuccare la crepa prima che arrivi  al cuore fino a renderlo incapace  di ricordare (tutto) ciò che siamo stati (tranne che Casa).

Asfalto

Le strade deserte raccontano di  una rabbia ormai svanita come asfalto assolato liquido. Giornate invivibili a scrollare immagini di viaggi altrui. Mi sono scrollata di dosso pure l'estate. Che passi o non passi non fa differenza. Procedo a passi guardinghi  lungo strade deserte. Non devo dare  precedenza a nessuno  se non a me stessa. Non so che farmene di una carreggiata  tutta per me. Di una strada che non sa raccontare sentimenti ed emozioni.  

Pagine ansiose

Rimasi sulla soglia ad aspirare il profumo delle storie, che emanava da ogni angolo della libreria. Solo dopo qualche minuto, mi decisi a entrare. Urtai contro un palo di metallo e subito la stanza si illuminò. Bastò questo ad attirare l'attenzione di un uomo che comparve da dietro una tenda. -La figlia di Teresa? Notai subito una marcata inflessione triestina; una leggera nostalgia della mia giovinezza mi sfiorò il cuore. Trieste era stata l'ultima città dove avevo  scelto di vivere. Cominciai a sfogliare la galleria di volti che avevo incontrato nella mia vita, ma di quegli occhi marroni, i capelli castano chiari, ingrigiti in qualche punto, nessuna traccia. -Io e lei non ci conosciamo. -Ha ragione. Ma lei assomiglia così tanto a Teresa. Io sono Lorenzo. -Martina. -Lorenzo ‘93, immagino- continuai, estraendo la foto dallo zaino e porgendogliela. L'uomo la prese fra le mani tremanti. -Perché ha una foto del mio chiosco? -Me l'ha data mia madre prima di morire. -Così, g...

Aspettando settembre

Faccio ciò che voglio scrivo su di un foglio  un elenco di obiettivi. Partenze o nuovi arrivi? Ci sarai ancora tu? Non te lo chiedo più. Aspettando settembre sarai qui per sempre.