Il tuo arrivo mi trova (quasi sempre) a terra muta. Pian piano poi il respiro si fa più regolare. Le parole cominciano a uscire sempre più alte ma non raggiungono mai le vette dell' ardore . Eppure mi concedo la gioia di cucire a doppio filo ogni tua parola. M'illudo così di tacitare il cuore che la mente vorrebbe condannare a un eterno letargo .
Vietato arrendersi ! Il tuo tono è delicato mentre (me) lo ripeti ogni volta che ci vediamo. Ma di questo pensiero ne ho piena la vita. Vita che affronto da sola perché nessuno ha preso la mira del mio cuore (non ancora) mirabile . Cuore così stanco che non sa più ridere nemmeno quando tu sei qui con me.
Il sangue ormai nero che incrostava il lenzuolo sudicio, aveva scritto la parola fine alla vita di Shireen. Il corpo non aveva retto al tentativo del dottor Giona Bertelli e dei suoi colleghi di salvarla. Così, il giovane medico era corso di fuori dalla tenda che fungeva da sala operatoria e si era rifugiato in quella destinata a deposito dei pochissimi medicinali che riuscivano a oltrepassare il Valico di Rafah. Quando Sylvia entrò, lo trovò a dare pugni sempre più forti all'armadietto dei medicinali, anch'esso da giorni ormai vuoto di speranza. La donna lo prese per spalle e, con delicatezza, lo costrinse a voltarsi. -Shireen non ce l'ha fatta, vero? -Chi te l'ha detto? -Me lo stanno dicendo i tuoi occhi. La donna provò ad abbracciarlo, ma l'uomo si divincolò. -Non è a noi che dobbiamo pensare. Dov'è Tariq? -Monika, la volontaria che è arrivata un mese fa, si è offerta di rimanere accanto a lui mentre dorme nella nostra stanza, al compound. Lo sai quanto si è ...
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