Agguati senza orologio

Mi tendi nuovamente i tuoi assurdi agguati.
Lo fai confondendo volti, voci e situazioni.
Non mi permetti nemmeno di fare luce, né nella stanza, né tantomeno dentro di me.
Mi lasci solo uno squasso allo stomaco, che fatico a far tacere nel silenzio buio che ancora mi avvolge.
Ed oramai lo so, non posso nemmeno illudermi che la chiara giornata che mi attende, mi porti necessariamente pace.
Perché, ahimé, i tuoi Paurosi agguati si sono evoluti, e ora non hanno nemmeno più bisogno di alcun orologio.
Loro che, oramai, colpiscono a qualsiasi ora del Giorno e della Notte.
Spesso cerco di batterli sul tempo, restando vigile e descrivendoli il più minuziosamente possibile, affinché non si sentano ignorati.

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