Se non è un mio problema, allora non è un problema

Se non è un mio problema, allora non è un problema.
Dovrebbe provare Rabbia, di fronte a questa frase.
Ed in realtà, la prova in modo piuttosto forte.
Tuttavia si sforza di stare Calma e, per ottenere questo risultato, chiederebbe il permesso di andare altrove, almeno per un po'.
Perché sente l'insopprimibile necessità di rimanere in sintonia con il Mondo che la circonda.
Una sintonia fatta di dialoghi fossero anche incrociati, durante i quali, a volte, ci si interrompe vicendevolmente, ma dove, comunque, si cavalca la stessa onda.
Ed invece, intorno a lei, vede gente che invoca pazienza, ma solo perché non è toccata direttamente dai problemi.
E quindi non si sforza nemmeno di riconoscerli, negli occhi degli Altri.
Occhi di fronte ai quali ci si mette solo per recitare la parte di chi, anche senza parlare, sembra dire, Se non è un mio problema, allora non è un problema.

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