Lettera o discorso?
Non è da lei stare zitta così a lungo e, se la conosco (abbastanza) bene, sono certa che a quest'ora avrebbe già preso carta e penna e (le) avrebbe scritto una lunga lettera, che poi le avrebbe fatto trovare sul letto.
Invece (finora) non è accaduto nulla di tutto questo.
Eppure lei continua a scrivere.
Eppure lei vorrebbe parlare del suo disagio ma questa volta vorrebbe farlo perché trovare una soluzione il più possibile definitiva, che non si fermi alla pura, semplice (anche se fondamentale) comprensione del problema.
Se la conosco abbastanza bene, credo che già da qualche settimana stia limando ed aggiustando il discorso dentro di sé, ma ancora non ha trovato l'occasione propizia per dargli voce.
E nei suoi occhi leggo tutto il timore che io possa abbandonarla mentre si schiarisce la voce, un attimo prima di cominciare a parlare.
Invece non ho alcuna intenzione di lasciarla.
Perché io sono Calma.
Invece (finora) non è accaduto nulla di tutto questo.
Eppure lei continua a scrivere.
Eppure lei vorrebbe parlare del suo disagio ma questa volta vorrebbe farlo perché trovare una soluzione il più possibile definitiva, che non si fermi alla pura, semplice (anche se fondamentale) comprensione del problema.
Se la conosco abbastanza bene, credo che già da qualche settimana stia limando ed aggiustando il discorso dentro di sé, ma ancora non ha trovato l'occasione propizia per dargli voce.
E nei suoi occhi leggo tutto il timore che io possa abbandonarla mentre si schiarisce la voce, un attimo prima di cominciare a parlare.
Invece non ho alcuna intenzione di lasciarla.
Perché io sono Calma.
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