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Visualizzazione dei post da gennaio, 2025

Ora vola

Quante volte  hai cercato rifugio  nei miei pensieri? Hai parlato piano temendo di svegliare il cuore? Quante volte  hai scritto il mio nome senza voce? L'hai fatto per nostalgia o solo per sentire  cosa resta? Sono io che mi aggrappo strenuamente  ai tuoi pensieri  perché voglio  volare via da un presente  privo di futuro. Grido nella notte perché so che il tuo cuore ora vola tra le stelle e da domani sarà  a distanza oceanica dalla mia terra. Il tuo nome  invece  non lo scrivo mai. Ma lo grido  nella mente per tentare  di lenire quel dolore  che si arrende  solo al tocco  delle tue mani.

Corpo di danza

Abbiamo danzato sotto la pioggia. No, non è vero. Tu danzi. Io neppure posso guardarti da lontano. E non m'importa se ti stai allontanando da me a passo di danza. Per me è sempre lontananza. No. Non avrei preteso spiegazione alcuna. Solo non (pos)so dirti quanto sarà dura non poter più parlare  con te che oramai ascolti  solo musica senza parole. Tu che oramai sei andato via a passo di danza. E così a me non rimane altro  che il rumore della pioggia. Mi dirai/canterai/suonerai Anche lei  ha un ritmo tutto suo. Ti risponderei È un ritmo  troppo uniforme. Mai interrotto  dai nostri corpi danzanti. 

Capelli

Più mi guardo allo specchio  e più vedo la donna a cui hai detto No. Hai ragione tu. Non ti piacciono le donne come me. E allora mi sforzo di non pensare. E allora esco a passeggiare nella pioggia che lucida i capelli attaccandoli alla fronte. Come fa il tuo gel il cui profumo ho imparato ad apprezzare. Peccato però  non poter sussurrare dentro i tuoi capelli  quanto ti vorrei accanto a me almeno per una sera .

L'arco e il viale

Un arco. Il trionfo  del nostro Non-Amore alla fine di un viale. Al tramonto le nostre mani si sfiorano di nuovo dopo un tempo  forse così infinito  da non ricordare nemmeno quand'è stata l'ultima volta  che si sono incontrate. Ma siamo arrivati in fondo al viale. La musica sta per finire. Il sole sta per finire. Le nostre labbra  non si possono incontrare.

Scommessa persa

Scommetto  non volessi  accendere un bel nulla nel mio corpo nella mia mente nella mia anima. Eppure  tutto hai acceso. Perché  non sei riuscito  a limitar(ti) (al)la pallida ombra  di una parola . E così tutto è sfuggito al controllo. E ora ti chiedo di non chiedermi  nemmeno di cercare  di arginare  il tuo  fiume   che sta attraversando  la mia esistenza.

È colpa del vento!

E poi venne il vento e portò con sé  la tua voce. E a chi mi dice(va) di non pensarti più  di costruire  una vita lontano da te. Perché l'impossibile è un'inutile perdita di tempo? di possibilità? Perché l'impossibile  è la culla di un ostinato capriccio. A tutti coloro grido Non è colpa mia. È colpa del vento!

Sana e viva

Anche le stelle cadenti hanno un desiderio . E allora (forse)  io sono il contrario di una stella cadente. Io  che mi nutro del desiderio di te per non cadere nella paura  di una vita  senza (più) emozioni forti. Quelle che mi fanno dimenticare  tutto il resto. Perché  in un Mondo  dove la dimenticanza  è malattia ho un disperato bisogno  di sentirmi  sana e viva accanto a te.

Nuvola vuota

Personaggio dei fumetti senza parole creative.

FineOnde

Dove  finiscono le onde inizia ... Non sapevo  che le onde avessero una fine  per lasciare spazio  all'inizio  di qualcosa di diverso. Perché vedi le onde siamo noi o per meglio dire il nostro amore. Tutti dicono tu per primo  che non è mai esistito. E tu non mi hai mai mentito. Così  anch'io lo ammetto. Ma non mi chiedere  di sostituire  con qualcos'altro ciò che (non) c'è.

TerraCrepa(ta)

Reticolo di zolle (im)perfette che non saprò coltivare. Solo un fiore spezza la monotonia della terra crepata  da una siccità persistente. Ma non so se sarà commestibile. Eppure devo coltivare (la) speranza (che) non morirò  di fame. Mal che vada mi nutrirò di luce. Quella che vedo  al centro  del (tuo) cuore.

L'inchino

Vorrei inchinarmi a te fino a sfiorarti (forse anche) le labbra. Invece me ne sto qui curva aggrappata  a una vita tenace  ma piena di crepe. Da qui non passa luce alcuna come su vasi cinesi  impreziositi d'oro colato. E allora rimani lì dove sei ti prego. Così  potrò amare almeno la tua vicinanza.

Trampolino del cielo

Suoni che mi fondono tremo all’idea di ripartire. Non lasciare che la polvere si alzi non merito un tuo saluto al calar del sole? No. Altrimenti  mi porteresti  in riva al mare a guardare il sole lanciarsi dal trampolino del cielo verso la piscina salata  che mai ha bagnato i nostri corpi. Corpi  che mai giaceranno (asciutti?) sulla riva  dell'infinita piscina salata?

Rigida ruggine

Vorrei lanciare sassi infiniti per squarciare l' ombra del mio destino che il Mondo  sta scrivendo per me a colpi  di tratti di rigida ruggine Per impedirmi un esordio da protagonista?

BiancoStinto

I ricordi hanno il sapere di vapore candeggiato. Eppure nulla tra noi è mai (stato) bianco o stinto. Semmai  un po' appannato ma sempre  con lo sguardo rivolto  al panorama  di ciò che siamo (sempre stati).

(Il) nostro nastro

La musica  di un tempo  invadeva i miei silenzi ancora ti arrampicavi  su ricordi inevasi: prati innevati silenti immacolati. Ora scelgo la musica  non per uccidere il silenzio tra noi. Sarebbe inutile. C'è stato un tempo in cui la musica si insinuava per caso tra noi E più lei si insinuava più io (com)battevo il caso ascoltando le tue parole. Pronunciate per caso dic(ev)i tu. Parte di una storia  che doveva  essere raccontata dic(ev)o io. Almeno finché (e se) la nostra storia diventerà un ricordo  da cui  (mi) sarà dif(faci)le evadere (anche) con la musica. Musica  che rispedirò al mittente  non prima di aver consumato l'intero nostro nastro virtuale.

Passi impressi

Passi impressi su sabbioso asfalto. Passi impressi da un uomo contornato da bianche ombre artificiali. Sempre loro. Sempre le stesse e nulla può  la luce naturale della sera imminente. E nulla può  la luce di un faro umano piegato al volere  di un'intelligenza  (ancora) sconosciuta.

ProFumoTuRo

Devo vivere  lontano da te che mi dedichi ascolto  e dialogo  pu/e/rché non sia  sempre e solo la copia di me stessa. Vuoi da me fiducia  nel mio futuro sempre in evoluzione dici tu. Mentre io so solo pensare  all' astinenza presente dal tuo lieve profumo  addosso (a te).

Digestione

Non era  solo un sogno era proprio un'altra vita. Sempre la stessa in realtà  per chi sta con me o anche solo con le mie parole. Per chi dà loro lo stesso senso. Per chi dà loro  un senso inverso Forse anche ingoiandole di traverso. Ma io no. Ho faticato  a portare alla bocca  il tuo No.  Ma poi ho preso tempo  per masticare (a volte anche) ignorando il sapore fino al giorno della digestione che (forse?) arriverà.

Miss Carbonara

Sbarbato non sei più. Ma m'incanto ancora accanto al tuo volto. Accanto  al tuo modo giocoso di farmi entrare  nella tua vita. Vita che danza come una frusta da cucina per dar vita  alla tua specialità  Miss Carbonara. Mentre il cielo si colora di notte pregust(iam)o l' apertura  di una nuova pagina  della nostra vita.

Incontro alla sera

Nel silenzio dell'anima  ho trovato  ancora il tuo volto. Di notte non vieni mai a trovarmi. Ma lo fai mentre  il pomeriggio inoltrato compie il primo passo incontro alla sera. Sei il primo volto che vedo un attimo prima di riaprire gli occhi. E (all)ora ho capito perché  nemmeno stanotte ho trovato  il tuo volto. Perché di notte il dolore (del corpo) costringe l'anima  a gridare la propria rabbia. Quando invece  il corpo non soffre l'anima tace. E ritrovo  il tuo volto.

Mano d'albero

  Una sola radice non salda nel terreno ma aerea. Nessuna chioma a farmi  ombra nei giorni stancanti lontani da te. Niente sussurro d'amore perché le nostre parole  raramente incontrano il silenzio perfetto. (Forse) allora  non mi rimangono  che fili d' inchiostro a disegnare lungo la linea della (mia) mano la mia vita con te in un altrove imprencis(at)o e misterioso.

(Im)pura finzione

Ogni notte  ha il suo segreto  e così  ripenso a quando anche tra noi c'era un segreto a tenerci uniti. Perché  i segreti dividono solo quando finisce la storia infinita  che per anni ci siamo raccontati senza sapere nemmeno quando e dove  tutto fosse iniziato. Anzi io sapevo tutto. Tu non sapevi nulla. (O fingevi?). Ma  anche la (nostra) storia  altro non è  che pura finzione resa impura dalle mie notti segrete lontano da te anche se penso di tutto pur di averti con me.

Falso ma non tendenzioso

Non è vero che non voglio arrendermi. Non è vero che non posso  arrendermi. È vero che non ho motivo alcuno  per arrendermi. Eppure  ci sono giorni in cui la metà della mia mente  scorre foto immagina voci. Mentre l'altra metà  (ti) inventa diffetti che il cuore sa già  di dover bollare  come falsi ma per nulla tendenziosi. Perché  è già abituato ad arrendersi alla tua presenza (anche se) alla periferia  del mio cuore. Cuore  che non ha mai tentato di trascinarti nel suo centro.

Polvere antifurto

La luna è davvero valorosa. E tu come lo sai? Ha il coraggio di vegliare e proteggere il valore  del nostro sentimento coprendoci la pelle con una polvere lucida per rendere impenetrabili i nostri carezzevoli baci agli occhi di chi vorrebbe rubarcelo  per esibirlo  come unico trofeo di una vita altrimenti ordinaria.

Scor(icor)do

Se chiudo gli occhi  posso ancora sentire. Niente. Non sento nulla perché  non hai mai davvero  sfiorato la mia pelle. Non sento nulla perché di te non serbo ricordo alcuno almeno finché  potrò viverti con discreta frequenza. Così discreti rimarranno  i tuoi tocchi  sul mio corpo. Eppure ogni minuto con te rivivo il tuo tocco il tuo profumo il tuo corpo  (guardare, ma non toccare). Ma poi  scordo tutto fino al prossimo tuo tocco profumo corpo.

L'incantatore di serpenti

E se un giorno  ti ricordassi  di non aver detto parole i sentimenti non espressi vibrerebbero  come tormenti serpenti  o trame latenti? Forse sarebbero  rami protesi  verso l'infinito, se sol tu  li lasciassi andare  verso il cielo. Certo all'inizio di noi il mio cuore era avvinghiato tra le spire di un serpente di cui tu eri l'abile incantatore. Dapprima  lo sono stati solo il tuo corpo poi i tuoi occhi e infine  la tua voce. Quando anche la tua anima si è attaccata al mio cuore il gioco poteva essere  finito oppure  appena iniziato. È vero nel corso del nostro tempo siamo passati spesso dal via. Ma non abbiamo mai perso la voglia di giocare. Tu col tuo incanto. Io con le (nostre) parole. I rami degli alberi si sono spogliati e rivestiti infinite volte. Ma la musica la tua incantevole musica  (ri)suona ancora per me e in me. A volte più vicina altre più lontana. E io non so mai se voglio stare sola  (con te)  p...

(Nel) caos (del) caso

Il sole è oramai  alle mie spalle. Non mi costerebbe nulla scendere  lungo il sentiero Ma ogni discesa  è da sempre  futura salita. E io non amo né le discese né le salite. Ecco perché  rimanengo qui. Immobile. La mia mano in tasca scorge dei dadi che nemmeno sapevo di avere. Mi affido a loro  per conoscere  il mio domani. Ma loro cadono ai miei piedi senza un ordine. Vivrò un altro giorno  nel caos ordinato dal caso che mi affanno a combattere. Ma non ottengo altro  se non la perdita  di calma e lucidità.

Cometa

Luci teatrali. Luci laiche per eccellenza. Lontane da un Dio che sembra  non aver mai avuto  la capacità di (sor)ridere. Eppure  la luce che avvolge la sua ombra è una cometa che indica a lei il luogo dove rimanere e a lui il luogo dove tornare. La stessa cometa  che avvolge  le rose e suo viso sconsolati e sconfitti in trepida attesa  non di un ritorno ma di un addio.

Filo di vento

Ci sono parole  che restano  sospese come quella tua maglietta  esposta al caldo abbraccio del sole sorretta da un solo filo di vento e poi ritirata. Ma oramai la luna  vi ha posato i suoi occhi così invadenti da farla impallidire per la vergogna  di essere (stata) fissata così a lungo. Ma poi arrivi tu e afferrandola la circondi con il tuo corpo affascinante e rassicurante. E vorrei  esserci anch'io lì con voi. E vorrei fossero mie quelle parole sospese.

Pista di atterraggio

La luce  di quell'istante  illuminava i tuoi gesti rendendoli lenti. Mi affrettavo così  a dar corso  ai miei passi veloci  felpati chiassosi. Ero rimasta a fissarti sulla soglia. Non mi avevi sentito entrare. Ma poi l'urgenza di sfiorarti anche solo col pensiero era arrivata alle mie gambe come un comando a decollare. Stai calmo. Lo so  che su di te  non posso planare. Mi basta  quel po' di spazio  che trovo  (sempre e comunque) sulla pista di atterraggio  del tuo cuore.  

Papir(arid)o

Di un amore corrisposto sento la mancanza? Se la risposta  fosse un secco Sì  tutte queste poche righe  potrebbero finire qui. Chiamarle Versi sarebbe troppo pretenzioso. Invece la risposta è un fertile Non lo so (più). Ed è da questa terra fertile  che ho provato a scriver(ti). Ma da tempo oramai la mia corrispondenza  non trova in te risposta alcuna. Forse perché  la tua terra  è sempre stata arida? Che domanda idiota! Lo sanno tutti  che persino la carta  di migliorar qualità  gettata in pasto  a un'aridità imperante si sbriciola  come papiro indecifrabile.