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Visualizzazione dei post da settembre, 2021

Senza chiedere Permesso

Manca di nuovo il respiro. Non c'è apparente motivo perché ciò avvenga. Allora apre un libro e si immerge nella lettura pur non essere costretta a guardare negli occhi il tempo che passa. Eppure, deve rimanere ancora un po'. E la situazione sembra non migliore nemmeno se prova a rilassare il corpo, chiudere gli occhi, svuotare i pensieri e provare a dormire. Ma è difficile, per non dire impossibile. E tutto per una Paura subdola. Paura di un futuro che si preannuncia difficile senza avere nemmeno la buona educazione di chiedere Permesso!

Una Vita tranquilla

- Perché affannarsi tanto? Non godi di una vita tranquilla? - Non sempre. Ma poi, anche fosse vero, fino a quando potrebbe dirsi tale? - Vedete? Nessuno può saperlo ed io non voglio certo giungere impreparata. - Un giorno avrai una casa più piccola e rimarrete tu e lei a farvi compagnia. - E chi ha deciso che le cose debbano andare così? - Vedi alternative? - Certo, per ora no. - Vedi che allora convieni anche tu sul fatto che sia meglio essere realisti? In fondo, si tratterebbe semplicemente di una vita tranquilla. - Ma la tranquillità non ha proprio nulla a che vedere con la Tristezza dei progetti di Vita scritti da altri. Quest'ultima frase risulta superflua. Le lacrime hanno preso la parola.

Ribellione

È di nuovo stanca, anche se non sa nei confronti di chi potrebbe provare Rabbia. E poi, non è nemmeno detto che avere un bersaglio per il proprio rancore, cambierebbe la situazione. Allora, non le rimane altro da fare se non sorvolare su tutto, in attesa di tempi migliori. Un tempo in cui qualcun altro si occuperà a tempo pieno del suo dolore che oramai è diventato indomabile, se non nei momenti in cui sta ferma (quasi) immobile. Eppure sa che non può farlo a lungo, perché arriverà un momento in cui il suo corpo si ribellerà e vorrà scappare dallo stare sempre e solo fermo e solo apparentemente tranquillo.

Umanissimo

Le dice che ha Paura del dolore eppure a lei non sembra proprio. L'espressione del suo volto dice esattamente il contrario. Il tono della sua voce racconta tutt'altra storia. E poi non gli era mai capitato di travisare in quel modo il linguaggio non verbale di chi sta di fronte a lui. Quindi, almeno per qualche minuto, lei si sente smarrita fin quasi ad essere incapace di trovare una spiegazione logica a ciò che stanno vivendo. E così attende paziente che sia lui a parlare, fornendole qualche dettaglio utile ad orientarsi e capire. Ed esso, puntualmente, arriva. E poco importa se giunge sottoforma di fredda analisi scientifica del suo dolore. Le è sufficiente incrociare nuovamente il suo sguardo, per essere certa, una volta di più, che loro proprio non c'entrano nulla con tutto ciò che non è umanissimo.

Stupore

- Puoi star certa che quando leggerà letur pagine, capirà. - Vuoi forse dire che ho fatto male a scriverle? - Non ho assolutamente detto questo! - E cosa credi che potrebbe capitare, una volta che avrà compreso? - Difficile a dirsi! - È un modo carino e gentile per dirmi che l'idea di conoscerlo quantomeno abbastanza bene è stata sempre e solo un'illusione? - Non interpretare sempre a modo tuo, mia cara! - Ed allora, potresti essere leggermente più chiara, per favore? - Ok, anch'io penso tu lo conosca abbastanza bene ed è proprio per questo che mi chiedo perché tu non abbia pensato prima al fatto che l'atteggiamento migliore che tu possa (man)tenere è quello di lasciarti sorprendere senza farti troppe domande. Perché, in fondo, non c'è Amore senza stupore.

A poca distanza

Appare triste, ne è profondamente consapevole. O forse, più che triste appare stanca. Stanca di non aver ancora raggiunto il traguardo. Ma oramai, ha capito che non deve insistere con le parole, pur avendo le idee molto chiare su ciò che vuole dalla Vita. Ed anzi, ha imparato che deve recuperare la tranquillità necessaria per raccontare la sua idea di futuro, in modo il più possibile convincente. Inoltre, ha capito che, pur essendo un'appassionata narratrice, per parlare di ciò che le sta più a cuore, ha bisogno di qualcuno che si alterni a lei, per esporre i passaggi più delicati della strada che vorrebbe la conducesse forse anche solo a poca distanza da dove si trova ora.

L'unica attesa?

Il tempo delle lacrime è finito. Improvvisamente. È arrivato quello del silenzio rassegnato. Tipico dei giorni che devono giocoforza passare inesorabilmente, perché su di essi non ha alcuna voce in capitolo. Ma contemporaneamente non può far a meno di sognare una casa e una vita tutta sua. Una vita in cui l'attesa degli altri sia solo uno dei tanti momenti della giornata; ma per favore, non l'unico. E, proprio perché non sarà imminente la realizzazione di questo suo desiderio, almeno non lasciatela in balia di questa frustrante Tristezza, che ormai non ha nemmeno più la forza di descrivere.

Sguardi inebetiti

Non sanno far altro se non guardarla inebetiti mentre digita nervosamente. Il caffè  che ha di fronte si raffredda come sempre. Ma questa volta la conversazione intorno a lei non c'entra affatto. Anzi, di quella oggi farebbe volentieri a meno. Ma loro non se ne accorgono. Incuranti, gettano sale sulle ferite, rendendola incapace di domare laRabbia che le monta dentro. Mentre loro continuano a parlare di viaggi, futuro, traguardi raggiunti e da raggiungere. E le intimano di non preoccuparsi. Al futuro manca ancora tanto tempo. Ma lei è stanca di aspettare e del loro ricco (e, soprattutto, imminente) futuro non gliene importa nulla! Ed infatti digita(va) nervosamente sulla tastiera per allontanarsi da(l) loro (futuro) cercando di guardare in faccia il suo. Ma loro non hanno saputo far altro se non piantarle addosso i loro sguardi inebetiti.

Soccorrere l'intera Umanità

Ed ha di nuovo Paura che tutto si ripeta esattamente come quella mattina in cui di tutto si sarebbe aspettata tranne di ripiombare nell'incubo. Ma questa volta, come spesso capita, è pure peggio; anche degli anni in cui soffriva di attacchi di panico. In quelle circostanze, infatti, il pianto atroce si spegneva, con l'avvicinarsi dei rumori che indicavano il ritorno delle persone care. Oggi invece, è tutto così imprevedibile che, se da un lato si illudeva che quella fosse la condizione ottimale per stare sempre all'erta (e, quindi, pronta ad affrontare ogni evenienza, ora trova questa stessa circostanza fonte di ulteriore ansia. E nemmeno l'aver imparato a compiere tutta una serie di azioni per fronteggiare una possibile emergenza, la fa sentire realmente tranquilla. Forse perché è noto a tutti che siamo potenzialmente programmati per soccorrere l'intera Umanità, a patto che non sia 'troppo' vicina a noi.

Mai respinta

Non ne è rimasta affatto sorpresa. Aveva sperimentato quella sensazione di pace e Calma almeno un milione di altre volte. Eppure anche oggi ha assistito a scene a lei precluse: le corse spensierate dei bambini sulla spiaggia, i tuffi temerari degli ultimi bagnanti, coppie immerse in passeggiate romantiche in riva al mare. Nonostante tutto questo, non si è mai sentita respinta. Perché il mare le ha sempre trasmesso un grande sollievo. Anche dei dolori. Sia del Corpo che del Cuore.

Tentazione

Ha scelto di abbandonarsi di nuovo alla Gioia della sua presenza nella sua vita. Ma non è una felicità come tutte le altre. Per certi versi, si tratta di una Gioia più pacata e persino critica. Infatti, le ha fatto notare quanto lei si lasci spesso prendere dal pessimismo di chi cede alla tentazione di fare l'elenco particolareggiato di tutto quello che, intorno a lei proprio non funziona. Eppure, non se ne era mai resa conto prima. Lei che, fino ad oggi, si è crogiolata nell'effimera certezza di avergli sempre mostrato la parte migliore di sé.

(Non) cadere all'indietro

Deve stare più Calma, ora lo sa. Ciò che ancora non ha ancora capito, invece, è cosa fare concretamente per raggiungere tale obiettivo. Perché ha già commesso troppi con lui. E, così facendo, ha tradito se stessa e tutto ciò che aveva deciso di fare per proteggere tutto ciò che loro avevano creato. Ma, come si suol dire, da qualche parte dovrà pur iniziare. Quindi ha deciso di usare meno parole del solito, anche se le sarebbe stato molto più facile scrivere tutto come se nulla fosse accaduto. Ma, fortunatamente, il dubbio e la paura blocca le sue peggiori intenzioni. In realtà però qualcosa sta capitando: deve fare un passo indietro, ma non sa farlo con la Calma, necessaria per non cadere all'indietro.

Da una prigione

Sa che non ce la farebbe mai a provare Rabbia nei suoi confronti. Eppure, ripensando all'ultimo loro dialogo, lei è completamente smarrita. Ma non è frustrazione, come è solita pensare quando sperimenta l'Emozione della Rabbia. O forse sì; ma questa volta la prova verso sé stessa, per essere caduta di nuovo nei pensieri quasi ossessivi di cui è nuovamente prigioniera. E ciò le fa molto male ancora una volta. Grazie alla consapevolezza che, dallo spazio angusto di una prigione, non si può avere quell'animo libero e speciale che la purezza dell'Amore richiede.

Maschera sciolta

Nonostante la facesse ridere fino alle lacrime, la maschera che aveva indossato sin dal primo giorno, finora aveva retto alla perfezione. Almeno finché non ha arbitrariamente deciso che sarebbe stato decisamente troppo faticoso continuare a nascondersi dietro di essa. E così, ha cominciato a parlare. Trascorsi i primi giorni di euforica liberazione, tutto è divenuta estremamente più complicato. Ed ora è costretta a fare i conti con il suo volto triste in cui i colori ormai sciolti della maschera si mescolano in modo confuso e pacchiano alle lacrime di un volto che lei stessa fatica a riconoscere come suo.

Contro l'immaginazione

Ancora una volta, spinge all'esterno le sue Paure in quello che oramai, dovrebbe essere per lei solo un gioco innocente (e, presumibilmente, divertene). E perché mai dovrebbe esserlo? Perché, dopo essersi resi conto di uno scampato pericolo o, ancor meglio, dopo essersi accorti che esso era solo frutto di un'immaginazione troppo fervida, si potrebbe essere presi da un riso che, seppur appartenente convulso, potrebbe essere liberatorio. Nel suo caso, tutto questo non è ancora avvenuto, ma oramai ha imparato che è solo questione di tempo. Perché, non pensarla in questo modo, significherebbe tradire la fiducia che, con il tempo, ha faticosamente imparato a nutrire nel suo intuito; che le implora serenità. E, nel profondo del suo cuore, lei sa che esso non mente...

Relegata

Nuvole si addensano sulla sua Gioia. Eppure sa, che una notizia appresa distrattamente alla TV non può minare la felicità dei giorni di festa. Al contrario, è perfettamente consapevole del fatto che scriverlo ogni volta che avverte questa leggera sensazione, le è utile per non dimenticare il percorso fatto finora (anche se non può certo dirsi ancora concluso). Eppure lei, questa volta, ha deciso di andare fino in fondo e, così facendo, provare a vincere le resistenze di cui, agli occhi di qualcuno, sembra essere piena. E, in questo percorso, trova ancor più strano il fatto che, per superare questi ostacoli interiori, lei usi la scrittura; ovvero utilizzi l'attività che, per antonomasia, la relega all'interno delle sue sicurezze.

Autostima ammaccata

Sarebbe meglio che stesse molto più Calma. Infatti, in cuor suo, sa di aver già analizzato la questione da tutti i punti di vista possibili. Ora si tratta solo di prendere il coraggio a due mani e buttarsi. Ed il gioco dovrebbe risultare anche abbastanza facile, non essendo chiamati in causa i sentimenti altrui. Eppure, teme ancora ciò che potrebbe dire la gente (anche se si trattasse di pochissime persone). Ma di cosa ha realmente paura? Di ammaccarsi l'autostima a causa di qualche (o molte) critiche? Ed allora, le suggerisco sin d'ora di abbandonare la piazza. Uscire (allo scoperto) comporta sempre dei rischi e non sempre si ha accanto a sé qualcosa sotto cui ripararsi...

Imprevedibile

Non sono trascorse nemmeno ventiquattr'ore dalle angoscie di ieri, e già si sente più gioiosa, come se ieri non fosse mai esistito. Del resto, lui non le chiede nulla, ma lei nemmeno avrebbe voglia di parlare. Perché in fondo lo sa: il loro è l'unico tempo davvero presente. Si tratta inoltre di un presente molto particolare; un tempo pensato insieme. Un tempo in cui lui, anche senza dirglielo esplicitamente, non la lascia sola con i suoi pensieri di un futuro incerto, ma la trascina in un presente anch'esso imprevedibile. (ma, questa volta, grazie all'effetto sorpresa...).

La porta in faccia

Un(')Anima(le) ferita molto tempo fa, ma per lei, è come se questo tempo non sia mai passato. E così, risente l'aspro tono di voce, le parole pedanti (anche se non pesanti), di chi racconta sempre le solite storie. Ed allora prova a dormire; e quando capisse che non ci riuscirà, prova a perdersi tra le pagine di un libro. Poi di nuovo la lacrime. Ma questa volta è un pianto di Paura per un futuro che ancora non sa. Eppure, non smette di pensare che alla Paura che prova ora, potrebbe sbattere una (sua) porta in faccia.

La sfida dei sogni

Deve esercitarsi il più possibile a provare Calma. Le serve ora e le sarà ancor più utile in futuro. E così immagina che la sua vita sia una sottile linea piatta. (Esattamente come quando, ironia della sorte, non c'è alcun segno di vitalità). Ed ancora: i picchi verso l'alto, durante la giornata, corrispondono al turbamento che prova ogniqualvolta sente la Calma allontanarsi da sé e l'incertezza del futuro avvicinarsi pericolosamente. E dire che è davvero assetata di avvenire e che, soprattutto, non vede l'ora di viverlo. E lo vorrebbe persino più sfidante rispetto a quello che le si  prospetta nella realtà. Perché si tratta del futuro che ha sempre sognato. E che sogni sarebbero, se non fossero delle competizioni con se stessi?

Semi & Raccolto

Finalmente riesce a fare ciò che le chiedono da molto tempo: staccarsi da sé per approdare ad altro. E lo fa attraverso le riflessioni suscitate da libri e dagli oggetti cui dà un nuovo ordine nella sua stanza. E, mentre fa questo, si sorprende a voler fare la misteriosa, per evitare di dover scrivere tutto in un un'unico testo, con il rischio di esaurire gli argomenti, e quindi di non riuscire ad esplorare l'altra parte della scrittura quotidiana. E non sta a specificare di quale genere di scrittura si tratti (perché ormai lo sanno tutti di quale genere si tratti. E stata (un po') provocatoria. Ma è il ruolo di chi legge è quello di gettare alcuni semi, che sta a chi scrive trasformare in raccolto.

Osservatrice discreta

Le parla ancora di enormi stanze d'albergo in cui lei potrebbe persino vivere. E non può far a meno di pensare al fatto che nel suo caso, purtroppo, esse sono lontane da lei, sia economicamente che fisicamente. Tuttavia, solo ora, ha trovato il coraggio di diventare protagonista (sebbene sia una dei tanti) di quanto raccontato. Ma questa volta lo fa con una Calma mai provata prima nei loro confronti. Ed è (forse?) per questo motivo che si limita ad immaginare un'enorme stanza inondata dalla luce della gioia di aver finalmente trovato uno spazio in cui il suo corpo non si senta inadeguato. Eppure, nella sua immaginazione, lei se ne rimane sulla soglia limitandosi ad osservare la scena (anch'essa vuota). Forse perché, dopo essersi esposta, ora sente l'esigenza di diventare una discreta osservatrice esterna delle scene che lui le narra.

Ottusa!

L'accusato di essere ottusa, ma lei non prova Rabbia, anzi. Dizionario alla mano, cerca i sinonimi dell'aggettivo ottuso . Tra questi trova la parola smussato . A quel punto esulta felice, lei che scrive anch nel tentativo (non sta certo a lei stabilire se riuscito o meno), di rendersi un po' più accogliente. Dovrebbe essere più acuta (leggi appuntita , accuminata ?). Le dispiace immensamente deludervi, ma non ha mai usato la scrittura come freccia lanciata da un arco. Né tantomeno ha mai avuto l'intenzione di colpire (e magari ferire qualcuno). E così non le importa nulla del fatto che potrebbe ritrovarsi presto con le armi spuntate.

Il GiornaDiario

- Dovresti imparare anche a staccarti da te e ad esplorare nuovi territori. - E chi ti ha detto questo? - Chi ha letto ciò che scrivo, e mi ha fatto notare che dovrei parlare d'altro. - Ti hanno dato qualche spunto? - Mi hanno suggerito, principalmente, di trattare argomenti di cronaca ed attualità. - Insomma, più o meno come se fossi una giornalista... - Credo di sì. - E, secondo te, perché ti hanno detto questo? - Perché, quando scrivo, pare io sappia usare una forma piuttosto accurata. - Fai tesoro di ciò che ti hanno detto, fafacendo però notare loro che, il diario viene anche chiamato Giornale, un motivo ci sarà. - Bene, ma rimane il fatto che dicono che parlo sempre di me. - E tu sorprendili, dicendo loro che - Che la prossima volta mi sforzerò sicuramente di trattare altri argomenti? - No, sorprendili dicendo loro che è verissimo il fatto che scrivi sempre di te, ma comunque susciti in chi ti legge anche pensieri e riflessioni che nulla hanno a che vedere con te...

Cauta apertura

Ha trascorso le ultime settimane ad immaginare ciò che oggi ha avuto il coraggio di vivere. È finalmente riuscita ad aprire il suo cuore. Certo, lo ha fatto in modo cauto, ma non per timore; piuttosto, lo ha fatto nel tentativo di non turbare quella preziosa atmosfera delicata che ha sempre caratterizzato il loro legame (anche nei momenti che le sono parsi più difficili). Sicuramente, dopo aver concluso il suo discorso, si è sentita più serena. Quanto a lui, non ha mancato di ascoltarla con dedicando, ad ogni sua parola, l'attenzione che le riserva sempre. E ciò l'ha resa ancor più sicura di sé. Tutto questo, mentre in lei si faceva largo una Gioia profonda; quella di chi sa che, d'ora in poi, nulla sarà come prima, perché il coraggio l'ha cambiata, e non può più tornare indietro.

Aspettando che diventi passato

Sono qui con lei ma non so nemmeno io per quale motivo. Forse perché la vedo aggirarsi nei labirinti della sua Vita, senza una meta apparente e, soprattutto, senza entusiasmo. Non ha voglia di nulla. Non è certo la prima volta che le capita. Di solito, le è sufficiente isolarsi per un po' dal resto del Mondo, per ritrovare il proprio equilibrio; ma oggi no. Oggi è tutto diverso. Si sente intrappolata in un'Emozione che aveva quasi dimenticato, almeno da quando ha imparato a rifugiarsi nella scrittura. E non ha nemmeno la curiosità di capire cosa le riserverà il domani. Di sicuro si immagina un futuro in cui dovrà rimanere a guardare, aspettando che diventi passato.

Non ci può essere che Luce

Dovrebbe provare Rabbia, ma preferisce pensare all'inizio della sua giornata. Certo, l'incubo che l'ha colta alle prime luci dell'alba non è stato facile da gestire. Ma lei si è spinta oltre e ha dato voce a (quasi) tutto. Vicino a sé ha incontrato la Calma necessaria per combattere i pensieri convulsi. Ma non le sono state necessarie tante parole (che, per la verità, avrebbe avuto pure timore a pronunciare per la paura di ferire). Infatti tra loro non ci sono segreti perché, una volta condiviso il mistero della Vita, non ci può essere che Luce.

Ombre cinesi

Di nuovo lei, la Paura di dover affrontare un dolore devastante ed improvviso. Ma dura solo un attimo e poi se ne torna da dove è venuta. Cioè dal nulla. E nel nulla se ne sono tornate come ombre cinesi quando allontana le mani dall'unica parete illuminata nella stanza. Tornerà a farle visita? Purtroppo teme di sì. Ormai è fin troppo esperta quando le parlano di Paura. E sa che, una volta trovato casa nom se ne va facilmente. Certo, nel corso del tempo ha imparato ad addomesticarla affinché faccia meno danni possibile. Ma lei tornerà perché non si può vivere sempre e solo al buio nel timore delle ombre cinesi.

Ricordo in ritardo

Presa da giorni abbastanza sereni, le è sfuggita la sofferenza, forse perché è più comodo ricordare i giorni felici anche degli altri. Ma sa che neppure questo è un valido motivo. Lei che di dolori ne ha vissuti tanti anche se mai di una portata così atroce. E prova una grande serenità mentale mentre lo dice anche se, proprio chi oggi soffre maggiormente, le ha insegnato a non fare mai la classifica dei dolori. Eppure, questo ricordo in ritardo, la fa sentire molto in colpa. Lei che ha costantemente bisogno di qualcuno con cui condividere la Tristezza. È vero, nell'ultimo periodo, lei è molto cambiata e ora preferisce asciugare le proprie lacrime, prima che diventino visibili al Mondo. Forse potrebbe complimentarsi con sé stessa, per questo risultato; ma non voglio dimenticare come tutto questo sia frutto delle tante persone che mi sono state vicine quando non ero assolutamente in grado di far fronte da sola alla Tristezza.

L'altro cuore

- Il mare mi ha sempre regalato una gioia incontenibile. - E oggi no? - Oggi, più che gioia, ho provato una grande Calma. - Qualcosa è andato storto? - Assolutamente no. È stato tutto perfetto, come del resto lo è sempre il tempo che mi è concesso trascorrere al mare. - E allora? - Semplicemente, credo sia ancora presto per abbandonarmi completamente alla gioia. Infatti, non credo sia possibile essere autenticamente felici, se il nostro cuore, da giorni, è avviluppato in una sofferenza che sente molto presente (anche) dentro di sé, ma di cui ancora non conosce la portata. - Ed allora, non sarebbe stato più saggio rimanere a casa? - Ma stai scherzando? Il mare non è la montagna. Lui sì che sa raccogliere davvero tutte le mie Emozioni! - Certo, ho capito e sono sicura che saprà farlo anche questa volta. - E sarà sempre al mare che tornerò, nella speranza di potergli finalmente affidare la mia gioia, che porterà inevitabilmente con sé anche quella provata dall'altro cuore....