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Visualizzazione dei post da marzo, 2021

Fame di casa

Giornata di Rabbia sottile, ma non faticosamente trattenuta  come di solito le capita in questi casi. Già, perché anche oggi, l'argomento è stato piuttosto spinoso. Si è trattato, infatti, di ascoltare i progetti di casa di due giovani innamorati e, soprattutto, di farlo con il sincero sorriso sulle labbra che si meritano di vedere nelle persone che li circondano. E poco importa se, in modo del tutto ignaro, l' hanno riportata alla sua situazione di Donna che desidererebbe una casa ed una vita totalmente sua con tutta se stessa. Ma non è tutto: sempre più spesso le capita di pensare che chi potrebbe assaporare una vita più indipendente, rimane ancorato alla cucina tradizionale; mentre chi sente che sarebbe arrivato il tempo di cambiare decisamente menù, rimane a bocca asciutta.

Minuscoli brividi

Parla proprio di te e con te, stupidissima Paura. Tu che anche oggi, avresti voluto fare di tutto per rovinarle la giornata. Ed invece, ti sei dovuta accontentare di un minuscolo brivido che, per un solo attimo, le ha percorso la schiena. Ma poi, del resto, si sa che l'amore sa andare ad una tale profondità, dove il gelo della Paura deve per forza arrendersi al calore di un cuore che vibra e pulsa. Ed anche questo è un ulteriore passo avanti lungo il cammino verso il coraggio di amare senza farsi abbagliare da ombre paurose. Tuttavia, le sembrerebbe estremamente presuntuoso promettere che, d'ora in poi, non ci saranno più brividi...

Limpido

Anche oggi lui ha pronunciato delle parole (o anche delle brevi frasi) di fronte a cui lei avrebbe ben potuto riavvolgere il nastro e farsi sopraffare dal suo passato di dubbi scatenati dal nulla. Invece ha deciso di lasciarsi andare e ridere di gusto. Questo perché ha finalmente capito che in lui ogni parola ha un significato limpido. Già le sembra di sentire le voci intorno a lei che le vorrebbero gridare: - Come ti sei permessa di dubitarne? - Ma allora non mi sono spiegata! Con la parola limpido , ho voluto indicare una persona che è esattamente come appare. Precisamente come lui, che è capace di donare Gioia a chi incontra, proprio perché la prova nel modo più autentico.

Testa...fiorita

Oggi si è Sorpresa a pensare che, a volte, vorrebbe avere una testa un po' meno ricca di idee, sogni, pensieri e riflessioni. Insomma, in altre parole, le farebbe proprio comodo avere una testa un po' meno...fiorita. La sua vita sarebbe certo più semplice e lineare, sarebbe maggiormente in grado di vivere alla giornata, senza preoccuparsi troppo del domani (spesso anche di quello relativamente lontano dal presente che vive). E, devo dire, che a volte ci ha pure provato, ma con alterne fortune. Ma posso comunque dire che, oggi rispetto a ieri, sia almeno riuscita a lasciarsi il passato completamente alle spalle. E credetemi, non è poco per una persona come lei, così abituata a rimuginare sui fatti e sulle parole. Ma da qui a pensare che lei possa rinunciare (anche solo in parte) alla sua testa fiorita, ce ne corre...

Bisogno di realismo

Non sa ancora se, concretamente, riuscirà a realizzare il suo sogno di andare in vacanza. Eppure sente che, aver provato ad immaginarla con lei, le ha restituito una certa Calma e, soprattutto, fiducia nel futuro. Certo, a completamento dell'opera, ha voluto soffermarsi sulle criticità che, nonostante tutto, inevitabilmente incontreranno. Lo ha fatto per due motivi molto precisi: primo perché non voleva dare l'impressione di non tenere in giusta considerazione un punto di vista diverso dal suo; e secondo perché non le sembrava opportuno che un desiderio così forte le facesse perdere di vista la sua reale situazione, anche solo per un attimo.

Arrogante Venezia

Dopo tanto tempo, finalmente oggi è uscita di nuovo. Dovrebbe esser felice per quasto e, soprattutto, grata alla Vita. Ma davvero non ce la fa; e si sente pure in colpa, per questo. Ma probabilmente, non è altro che l'effetto primavera. O, per meglio dire, similestate. Ed è proprio questo il punto. Estate per lei vorrà ancora dire Triste immobilismo. Sempre più difficile da sopportare. E non può dirlo a nessuno. Eppure vorrebbe salpare; ma farlo da un porto accogliente. Via allora la gretta e scorbutica ed arrogante Venezia che, in cambio di una vacanza a lungo sognata, pretende un tributo di fatica eccessivo. Ma, superata la partenza, vorrebbe sentirsi, almeno per una decina di giorni, libera di andare, conoscere, magari parlare altre lingue. Al ritorno è vero, sarebbe sempre lei; nulla si stravolgerebbe. Semplicemente lei avrebbe un'altra storia da raccontare. 

Come Penelope

Come aveva ampiamente previsto, stasera si ritrova a sorridere di tutte le tensioni interne che ha vissuto in questi ultimi giorni. E così si ritrova a vestire i panni della moderna Penelope, che tesse e disfa la tela delle sue insicurezze senza che nessuno abbia fatto o detto nulla che possa giustificare questo suo atteggiamento. Ed ancora spera che arrivi il giorno in cui i fili saranno talmente consumati da non poter più costruire alcun legame. E sarà il giorno in cui, invece, nei suoi legami con le persone, finalmente riuscirà a lasciarsi andare. Esattamente come ha fatto oggi, del resto, quando ha deciso di concentrarsi sulla tela di Gioia intrecciata con le loro risate; pur sapendo che, ad un certo punto, si sarebbe dovuta disfare.

Spiccare il volo

Per quanto si sforzi di rimanere Calma e tranquilla il pensiero di un un altro giorno emotivamente complicato non le dà pace. Eppure, nei suoi giorni vuoti di lui ne approfitta per fare il punto della situazione Ma il risultato è sempre lo stesso. Lei che vorrebbe abbandonarsi alla gioia mentre il suo cuore si ostina a non voler sentire ragioni. E così solo nel sonno riesce a vedere la Gioia spiccare il volo sulle ali della Calma.

Complicità?

È vero. Forse potrebbe chiedergli il motivo di così tanta confidenza tra loro. O non sarà mica per caso che lui le risponderebbe semplicemente: Fa parte del mio carattere estroverso; mi comporto così con tutte le persone che incontro; perché tanto stupore? Se lo conosce a sufficienza, sa che queste parole non sarebbero le sue. Piuttosto, le si piazzerebbe davanti (questa volta sì, con gli occhi sgranati), e le rivolgererebbe la domanda delle domande: Il mio atteggiamento ti dà fastidio? Scusa, non me n'ero accorto prima, altrimenti, credimi, non mi sarei mai permesso di parlarti in quel modo. A quel punto avrebbe fine (anche) la loro (finta?) complicità, che qui ha dovuto chiamare Amore perché l'Amicizia non è contemplata nel gruppo di emozioni di cui scrive ogni giorno...

Dare e ricevere

Da lui si lascerebbe sorprendere ogni giorno, in fondo l'ha sempre saputo. Ma, ciò che non aveva mai considerato prima d'ora è il fatto che possa essere lul a dirle qualcosa che la lascerebbe a bocca aperta. Finora infatti, ha sempre considerato le loro condivisioni come qualcosa in cui era soprattutto lei a ricevere (e lui a dare). E non pensate che ciò avvenga perché il loro sia un rapporto sbilanciato. Infatti, cosa c'è di paritario in una relazione puramente professionale? Apparentemente nulla. Ed ecco, ancora una volta che si conferma la 'stranezza' del loro legame. Lui che impiega tutte le sue migliori energie per farla stare meglio, lei che colpirebbe qualsiasi azione pur di valorizzare al massimo le sue capacità (professionali certo, ma soprattutto, umane).

Gelo e cielo

Quante poesie gli ha dedicato Nel corso della sua pur breve vita! Amore mai compiuto ostacolato solo da sé stessa e dalle sue stupide illusioni. Come ghiaccio su gemme ancora acerbe le condanna ad un presente inutile. Eppure quanto le piacerebbe imparare a coltivare l'unica pianta che nel suo giardino non ha ancora attecchito! Ma non c'è alcun manuale di giardinaggio che la guidi in questa impresa. Ed allora non le rimane altro da fare che aggirarsi nel suo giardino scrutando il cielo in attesa di un pur timido raggio di sole che interrompa il gelo.

Stabilità

Per quanto si sforzi, non riesce proprio a credere che sia più saggio perseguire la serenità invece della Gioia. Non che la prima non le faccia comodo, sia chiaro. È solo che lei ha bisogno di emozioni forti; e la Gioia, per lei, lo è sicuramente. Perché? Perché è una sensazione di pienezza. La Gioia, infatti, ha il potere di trascinare con sé tutto ciò che la circonda. Perché non ha detto tutto ciò che incontra lungo tutto il suo cammino? Perché ritiene che la Gioia abbia la capacità di sentirsi completa anche quando sta immobile nella sua posizione. E lei, che si professa tanto nemica dell'immobilità, come fa ad essere così attratta da qualcosa che sta (ben) piantato a terra? Perché, in questo caso, la forza è sinonimo anche di stabilità.

Imprigionata in un abbraccio

Proprio oggi, le tornano in mente i momenti in cui l'abbracciava con tutta la forza di cui è capace per spegnere la Paura che le restituisce pensieri confusi quando non addirittura bloccati. Ed erano ancora lontani i tempi in cui riusciva a tenere a bada la Paura. Ora, invece, ha imparato ad avvolgersi da sola, in quell'abbraccio che porta con sé tutto il conforto. Eppure, quando le si avvicina a circondare il suo corpo, sente che può far riposare anche la sua anima. Oggi come ieri. Perché sa che sarebbe un grave errore pensare che la Paura possa scomparire senza essere imprigionata in un abbraccio. Grazie mille per esserci sempre, carissimo Papà!

Ai quattro angoli del cuore

Dov'è finita la detenzione che l'ha accompagnata fino a pochi giorni fa? Quella che sbandierava ai quattro angoli del cuore? Quella che le faceva dire che no, non si sarebbe fatta più prendere la mano nemmeno dalle delusioni? È noto, infatti, che meno ci si aspetta dalle situazioni che si vivono, e meno sarà probabile rimanere scottati e delusi. Eppure, più passa il tempo, e più lei sembra aver smarrito la capacità di farsi scivolare tutto addosso. Potrebbe giustificarsi dicendo(si) che è tutta colpa della sua sensibilità (eccessivamente) empatica che la porta a vedere tutto in un modo persino abbacinante. Ma no, lei non si fa ingannare così facilmente da sé stessa. Ed è proprio per questo motivo, che ricomincerà ad affrontare tutto con la sua consueta Rabbia grintosa.

Pezzi di giornata

Prendere tempo. Fare un respiro profondo perché, prima o poi, tutto torna a posto. Ma che razza di tempo è prima o poi ? Non avere fretta. Mettere in pausa il pensiero. Fare un respiro profondo. Ma il suo respiro si fa, di minuto in minuto, sempre più affannoso. L'attesa non le ha mai infuso Calma. Anzi. E non già perché lei odi aspettare. Anzi. Si direbbe che provi persino un pizzico d'orgoglio per la sua capacità di attendere senza chiedere impazientemente: Che ore sono. Si sta facendo tardi. Chiama a sé tutta la Calma che le riesce di raccattare in giro tra i pezzi di giornata appena trascorsa prima di essere costretta  a cedere il passo ai suoi vorticosi pensieri.

Bruciore in gola

Da quando si conoscono, è la prima volta che, pensare a lui le provoca Tristezza. Pensa a lui e a come sono (troppo?) diversi. No, non sono opposti; ed infatti non si attraggono. Ma non è questo, il motivo della sua Tristezza. È piuttosto da ricercare nella sua inadeguatezza nel renderlo davvero felice, perché la vita che le descrive, non si svolge sugli stessi percorsi. E allora lei ha la tentazione di chiudersi la porta alle spalle, di cacciarlo dalla sua esistenza, perché rimanere nella stessa stanza non ha più senso, considerato il fatto che (forse) non hanno (mai avuto) nulla in comune. Eppure, per la prima volta da quando si conoscono, ne è realmente consapevole. Per la prima volta da quando si conoscono, questa consapevolezza le brucia in gola.

Un cuoco eccellente

Passerà anche questa volta. Ormai c'è quasi abituata alla Calma piatta tra loro. Una Calma di cui lei non sente più il sapore. E, proprio per questo motivo, non le sono mai piaciuti i cibi insipidi. Certo, li mangia comunque. Non sopporta lo spreco del cibo così come non tollera di considerare tempo sprecato quello trascorso in sua compagnia. E poi, perché paragonare il loro tempo al cibo insipido? Lui è la persona di sempre. Semmai è lei a cambiare troppo velocemente. Non è affatto un suo problema perché lui è sempre stato un cuoco eccellente pronto ad offrire il meglio di sé.

Passivo abbandono

La verità è che non ha più lacrime. Eppure, avrebbe ancora molta strada da fare. Non ha più lacrime perché tutte le Emozioni le sembrano pellicole sbiadite di storie già vissute. Non ha più lacrime nemmeno da dedicare alla Rabbia inconcludente. Non sa credere a chi le dice Finché c'è rabbia c'è dialogo finché c'è dialogo c'è speranza. Eppure gliel'hanno detto in tanti. Ma lei è stanca; stanca di credere e sperare. Ed allora si affida alla Tristezza. Che non spera nulla. Che non crede nulla. Che chiede solo un po' di passivo abbandono...

Creatività

Si era quasi illusa di aver impresso il ritmo giusto alle sue parole. Eppure oggi si ritrova a scrivere tutto in ritardo esattamente come le accadeva qualche settimana fa. E lo dice, non già perché crede che la scrittura sia una gara a chi arriva prima (che poi, comunque, lei sarebbe l'unica concorrente) quanto piuttosto perché, così facendo, sottrae tempo all'assenza di luce e, quindi, alla fantasia dei Sogni e delle Stelle. E poco importa se ha imparato a sognare da sola; da tempo, ormai, si fa bastare la sua calma creatività.

Esattamente come a scuola

No, non si sente al sicuro. Semplicemente, ha cercato d'imparare a stare in bilico sulle sue sensazioni. In realtà, più di un anno fa, ha scritto che avrebbe studiato i 366 giorni che l'aspettavamo, per sapere sempre quale direzione prendere. Poi, lo sappiamo tutti, l'anno ha preso una piega ben diversa. E ora che è passato del tempo, lei ha ripreso a studiare per tentare di prevedere (e prevenire?) le mosse dei giorni futuri. Non s'illude di essere riuscita a sconfiggermi totalmente ma spera, in qualche modo, di riuscire ad ingannarmi. Non a caso, anche con me sta adottando lo stesso metodo che a scuola le permetteva di non sentirsi troppo sola, diversa e, in fondo, in balia del giudizio altrui. Per questo lei si gettava a capofitto nello studio. E così studia ed analizza anche me. Affinché la Paura non possa coglierla impreparata.

Sapori emozionali

Anche oggi ha vissuto momenti di serenità, grazie a lui. Eppure, non è riuscita a lasciarsi andare alla Gioia, come avrebbe voluto. Eppure, tra loro non è cambiato proprio niente. Anzi, hanno potuto vivere anche un momento di relax, davanti ad una tazza di té (o, per essere più precisi, di infuso alla frutta). Ma non ha provato le stesse emozioni che la travolgono davanti al loro caffè. Forse perché, in modo fin troppo automatico, è stata lei ad aprire un'anonima bustina di zucchero, che di solito, negli infusi non usa. O forse perché il caffè, con il suo sapore deciso, meglio si accompagna alle emozioni forti che lei vive nei loro momenti di pausa.

L'unica possibilità

Da troppo tempo non sa più sorprenderlo come, invece, lui meriterebbe. O forse, semplicemente, non ne ha più avuto l'occasione. Certo, le opportunità vanno create attivamente piuttosto che attese passivamente. Ma lei non ha alcun diritto di creare nulla (né per  lui, né con lui). Vero questo, vorrebbe che arrivasse un momento in cui lei non potrebbe far altro che coglierlo di Sorpresa e lui non potrebbe sottrarsi a questo stato di cose improvviso. No, non pensate che qualcuno lo abbia costretto, a rimanere in quella stanza, con lei. L'unico problema è che fuori di lì, il Mondo sembra essere talmente insensibile, da non riuscire più a capirli. Quella stanza diventa allora l'unica Sorpresa reciproca che è loro consentita.

Aria pungente

Ha ritardato persino ad uscire, tanto era fastidiosa l'aria pungente che la circondava. Eppure lei si sentiva molto più Calma di ieri. Perché ormai è quasi esperta in materia e sa perfettamente che, spesso una ventata, (per quanto sferzante), sa infondere tranquillità. L'importante è, come sempre, avere la pazienza di aspettare il momento di un placido tramonto in riva al mare. Altrimenti la sua impazienza la porterebbe a rifugiarsi in un caos chiassoso e indistinto. Ma lei ha bisogno come l'aria, di sentire i suoi pensieri quietarsi, cullati dalla brezza marina.

Giallo pallido

Oggi si è svegliata con l'illusione di stare decisamente meglio. Perché capita sempre, quando arriva il loro giorno. Ed invece no, sa solo dedicargli un sorriso giallo pallido, che nulla ha da spartire con la Gioia che lui le porta anche oggi. E non c'entra nulla il fatto che lui non ami particolarmente il colore giallo che, invece lei apprezza moltissimo. E non c'entra nulla il fatto che nel suo giardino ci sia una pianta di mimose, fiore che, invece, lei ha imparato ad apprezzare da poco. E non c'entra nulla il fatto che, nella sua versione più pallida, il giallo sia il colore della polpa del limone, agrume che lei adora per il suo gusto fortemente aspro, con una traccia di salato in prossimità della buccia. Quell'aspro e quel salato per lei sinonimo di emozioni forti. Quelle che prova quando stanno insieme.

Investigatrice a metà

Anche oggi non c'è stato verso che stesse calma. Anche oggi si è lasciata travolgere da un moto di Rabbia causato, ancora una volta, dalla mancanza di un confronto serio e sereno su ciò che sta capitando intorno a loro. Per la verità, intorno a tutti. Ma oggi, il vero problema essere un altro. Infatti, mentre l'onda rabbiosa la faceva annaspare, nella sua mente passava l'identikit di me stessa che ha imparato a farmi qualche anno fa, e che sta tuttora cercando di affinare. E così, anche stasera, si sforza di guardarmi dal di fuori, nutrendo qualche certezza e molti dubbi. Dalla parte delle certezze abbiamo il fatto che sono il prodotto della sua frustrazione provata per (l'ennesimo?) mancato ascolto. All'opposto, si colloca il suo non saper cosa fare di fronte a questa situazione. Vorrebbe provare a mettersi nei panni di chi contesta fortemente la sua Rabbia ma, contemporaneamente, vorrebbe poter dire: prendo le distanze da ciò che non posso gestire. Ed è c...

Se non è un mio problema, allora non è un problema

Se non è un mio problema, allora non è un problema. Dovrebbe provare Rabbia, di fronte a questa frase. Ed in realtà, la prova in modo piuttosto forte. Tuttavia si sforza di stare Calma e, per ottenere questo risultato, chiederebbe il permesso di andare altrove, almeno per un po'. Perché sente l'insopprimibile necessità di rimanere in sintonia con il Mondo che la circonda. Una sintonia fatta di dialoghi fossero anche incrociati, durante i quali, a volte, ci si interrompe vicendevolmente, ma dove, comunque, si cavalca la stessa onda. Ed invece, intorno a lei, vede gente che invoca pazienza, ma solo perché non è toccata direttamente dai problemi. E quindi non si sforza nemmeno di riconoscerli, negli occhi degli Altri. Occhi di fronte ai quali ci si mette solo per recitare la parte di chi, anche senza parlare, sembra dire, Se non è un mio problema, allora non è un problema .

Declino inconcludente

Sa che non dovrebbe provare Rabbia. Siamo tutti nella medesima barca. Eppure, non ce la fa più a vedere i suoi progetti evaporare in una nuvola d'incertezza ed indecisione. Eppure, non c'è racconto al Mondo che l'appassioni di più di quello di coloro i quali progettano il loro futuro. E poi ci sono le volte in cui anche lei vorrebbe provare a raccontare la sua idea di Domani. Ma pochi sembrano seguirla ed ascoltarla veramente. Forse hanno paura che lei possa soffrire. Ma tanto, non cambia proprio niente. Per lei, già questa situazione comincia ad essere fonte di subdola sofferenza. E non le possono nemmeno affibbiare la storiella del capirai-quando-sarai-più-grande perché, in questi momenti, si sente scivolare, giorno dopo giorno, verso un frustrante declino inconcludente.

Timidezza velata

L'ha perdonata, ora può dirlo con certezza. Anche se non è riuscita a raccontargli in modo chiaro in che cosa avesse sbagliato. Ed è strano per lei, così abituata ad esprimersi (quasi) senza filtri. Sì, anche di fronte a lui, in qualche modo, ha imparato ad essere meno timida. Ma poi, mi chiede: siamo proprio certi che un leggero velo di timidezza le stia così male? Assolutamente no. In fondo, ha sempre sognato di avere quel tanto di timidezza che, è vero, forse le donerebbe...

Oceano ostile

Non sa ancora se piangerà gioiosamente per me, oppure piangerà sommessamente mentre lui, per la prima volta da quando si conoscono, le lancerà uno sguardo così carico di astio, che lei non riuscirà neppure a sostenerlo. Probabilmente lui non se ne andrà per sempre ed anzi, dovranno continuare a frequentarsi Dio solo sa ancora per quanto tempo. Ed allora, la pena peggiore sarà il gelo impenetrabile che avvolgerà ogni loro gesto. E le parole? Quelle proprio non ci saranno più, non potendo nemmeno contare sul fatto che morirebbero sulle loro labbra. Come dite? Come fa a sapere tutto questo? Semplice: quando si tratta di lui, è ormai abituata a portare tutto alle estreme conseguenze. Lo fa per sentirsi più al sicuro in caso di pericolo. Come chi impara a nuotare, per non correre il rischio di annegare nelle profondità di un Oceano decisamente ostile.

La chiarezza del giovedì

(Ri)pensa alle sue parole, decisamente fuori posto. Ma, come sempre le capita in queste occasioni, preferisce custodire tutto nel suo cuore ferito. Già: con quale permesso parla di cuore ferito ? Semmai, dovrebbe essere lui a provare Rabbia nei suoi confronti. È vero, lui non sa ancora nulla delle parole decisamente fuori posto che lei ha incautamente pronunciato. O, per meglio dire, anche lui esattamente come fa lei, potrebbe (già) aver ripassato i loro ultimi dialoghi, aver trovato la frase colpevole, ed aver provato anche più di una semplice manifestazione di disappunto. Quanto a lei, invece, sente che la Rabbia è un lusso che non può permettersi, specialmente considerando la situazione in cui si trova. (Il massimo a cui può attingere sono occhi velati di Tristezza). È pur vero che, in prima serata, ha deciso di scrivergli affinché si prepari al momento in cui cercherà di arginare le conseguenze delle sue parole. Certo, ha impiegato non poco a decidere se scrivergli o meno....

Eterna freschezza

Se son rose, fioriranno. Si dice sempre così, quando si parla di me, l'Amore. Proprio a questo pensava lei, mentre si preparava ad iniziare una nuova giornata. Sì, proprio lei che non sa minimamente prenderei cura delle piante, pensava ai boccioli di rosa. Già, le stesse che in poco più di un battito di ciglia fioriscono, lasciando l'Umanità in balia di un'estenuante attesa. Almeno sapesse cogliere i fiori. Potrebbe almeno illudersi di poterli tenere in casa, immersi in un vaso colmo d'acqua. E, poco prima che il suo mazzo di rose, conclusa il suo ciclo vitale, potrebbe persino provare a renderne eterna almeno qualcuna, essiccandola. Ma è perfettamente consapevole che sarebbe tutto inutile. Un Amore vive se inondato da freschezza eterna...