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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

Torcia

Fu subito veemenza l'amore che prov(av)o per te. Lo stesso che ho imparato a sottrarre all' oscurità ogni volta  che lo sent(iv)o minacciato. Con me c'è sempre la luna pendente . Con lei illumino la freschezza di ciò che siamo.

Che fastidio questi incipit!

Le nostre cicatrici  raccontano... Posso confessare che questi incipit  mi infastidiscono? Le nostre cicatrici  non esistono. Esistono  le mie e le tue. Vorrei dirti  che tu le mie le conosci a memoria. Lo so. Sono presuntuosa. Non puoi  certo ricordare solo le mie cicatrici. Certo  posso provare a immaginare  cosa ti abbiano narrato. In realtà  una verità molto banale. Ho sofferto molto  e forse soffrirò ancora. Ma la mia sofferenza  non ha e non avrà mai nulla di speciale  per farsi da te ricordare.

Ancora

Il mare mi ha insegnato  che  (anche) io e te (pos)siamo (essere) onde accolte dalla riva e respinte al largo. A volte  con lenta sensualità. A volte con urgente impeto. Anche noi ci siamo accarezzati spesso. Raramente la rabbia ha preso il sopravvento. Sul fondale la fiducia di un'ancora che tutto ferma in mezzo al moto.

Fiele

Non è (stata) stanchezza  la mia piuttosto un richiamo a ciò  che er(avam)o quando soffriv(am)o. Entrambi a scambiarci nettare  di fiele prima di ricominciare a mescolare i colori che ci rend(ev)ano migliori.

Sbando

Sotto le maschere rimane nulla. Perché le nostre sono cadute ancor prima di indossarle. E così alla domanda Chi sei tu per me? non (pos)so mai rispondere. E se un giorno una risposta ci sarà te la darò dietro una maschera. Così non sentirai la delusione attraversarmi la voce. Così non vedrai la tristezza far sbandare i miei occhi.

(Solo) posti in piedi

Dentro un'alba ancora dormiente luci flebili assopivano pensieri latenti. Nel dubbio del cuore le certezze parevano lente ma fremevano risolute e risolte d'esperta cagione. Mi sorprese, quindi  essere vittima di un risveglio  così smarrito da ricordare a malapena il giorno, il mese l'anno  in cui mi trovavo. Momentaneo sollievo trovai nelle tue parole decise. Comincia oggi più non aspettare. La sala contiene oramai solo scomodi posti in piedi. Tu allora  fammi entrare. Che male c'è  se prima di (ri)cominciare ho voglia e bisogno  di respirare?

E lo sai

Sono qui (e lo sai) ma ignori il sibilo del cancello . Così  rimango fuori dalla tua vita. Ma non chiedermi  di cancellare l'unica verità che sbiadita non sarà mai. Il mio infinito desiderio.

Comparsa

Ho imparato a brillare quando ? No. Non ho imparato a brillare. Brillo  senza saperlo. Lo scopro solo quando gli altri vedono i miei occhi  che ti guardano  e dentro vedono una luce che illumina solo la nostra scena e che si spegne quando lascio il palco e torno alla mia vita da comparsa.

Talento

Quante volte ti ho detto: la   goccia ai lati del mio sguardo è solo rugiada . E quante volte mi hai fatto dono del tuo laconico consenso. Solo così ho potuto reggere il peso del presente (che qualcuno chiama dono ). Applausi per i talentuosi attori che siamo!

Trasloco

Come pesava il castello di silenzi a mezza bocca che mi ero caricata sulle spalle per nasconderti l'amore  che non potevo dirti. Un giorno sono caduta. Abbiamo scavato a mani nude e a poco a poco  siamo riemersi dalle macerie. Ancora oggi il mio cuore reca tracce  di polvere e calcinacci. Ma tutto sparisce quando capisco che tu hai trovato un'altra stanza per abitare il mio cuore.

Pass(at)o d'ombra

Se la città avesse un cuore non mi lascerebbe insofferente e triste a ogni tua partenza. Ma mi chiuderebbe in un abbraccio volante per poter seguire i tuoi passi attraverso  strade, vicoli e palazzi. Ma tu  nulla vedresti perché la mia ombra ti darebbe le spalle. E tu vivi  guardando sempre avanti.

Arte spezzata

O Frida cara anch'io come te domo il dolore con l'arte ma non quella d'amare. Arte che anzi ha rischiato più volte di finire spezzata come vertebre e bacino dell'anima mia. Ma se nulla di ciò è (ancora) accaduto lo devo alle mani di colui che non tornerà perché accanto (mi) è sempre rimasto.

Due facce (della stessa medaglia)

Accarezzo la mia pagina stropicciata come fosse il tuo volto  stanco ma lucente . Con te il confine del domani si dissolve. Lo chiamano  masochismo . Lo chiamo serenità.