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Visualizzazione dei post da dicembre, 2024

Muta

Solo un ombrello  alle mie spalle a ricordare  ciò che ho appena fatto. Io con la costante paura di tutto che mi porto addosso come una muta mi sono gettata dall'alto pontile alla ricerca  delle nostre parole mute ma non cancellate dalla corrente impetuosa che io stessa ho attraversato. So cosa mi stai per chiedere. Ho capelli bagnati ma vestiti asciutti perché tu non possa  indovinare le mie forme. Non le hai mai trovate  interessanti. Infatti hai sfiorato solo quelle che ho dato ai miei pensieri attraverso le parole che non ho potuto  far a meno  di scriverti e (purtroppo) di farti leggere.

Stanza di Consiglio

Ho provato ad accogliere la solitudine cacciando fuori lacrime che chiedevano compagnia Ho provato a vivere solo per me stessa realizzando la mia felicità. Ho provato a sentirmi libera in una sola stanza sognandone  un insieme  dove lasciare libera la mia solitudine di vagare. Sono sempre questi  i tuoi consigli. Sto provando  a seguirli ma non è sempre facile. Ecco perché ciò che trovi  quando torni è un cuore  in totale disordine nascosto  dietro una mente in (quasi) perfetto ordine.

Carezze cremose

Cieli azzurri  sopra di me strati blu sovrapposti  come pensieri non detti. Nastri di raso sfioravano la pelle sfumavano nel vento  come carezze mai date. E se questa stanza  desse sul mare? E se le tue dita  fossero intrise  di crema solare non per lenire un dolore ma per regalarmi piacere? Sono questi i miei pensieri non detti che una volta  ti ho donato  ma che tu hai rifiutato  senza per questo  rifiutare anche me. Così  siamo ancora qui. Tu a darmi ciò che puoi. Io a dirti  (in silenzio) che anche questo è amore.

Il FotoLampione

Immobile la guardi allontanarsi. Lei un'ombra ferma  che ti volta le spalle senza decidersi a muovere fosse anche un solo passo nè verso di te nè lontano da te. Potresti approfittare  per raggiungerla  e proseguire  il cammino accanto a lei. Ma non azzardi un passo. Qualcuno ti osserva da un vetro limpido e pulito che le poche foglie appese non riescono a oscurare. E se anche chi vi osserva  da dietro il vetro  si distraesse ci penserebbe  il fulgido lampione  a immortalare la scena.  

Travasi sentimentali

Ho provato, sai? A fare cosa? E me lo chiedi pure? Ho capito. ma voglio sentirtelo dire mentre mi guardi negli occhi. Hai provato a svuotare di significato ciò che (non) siamo (stati). E com'è andata? Male, grazie! Sei l'unica (Donna), (Persona)? che mi ringrazia  anche quando sta male. Grazie per averlo notato. Già, io noto tutto di te. (Abbiamo parlato all'unisono ma te ne rendi conto?). Perché nonostante tutto io e te siamo (in)credibili. Riusciamo a riempire  di noi ciò che non avrebbe  alcun bisogno  di essere svuotato perché non è mai (stato) nè vuoto, né pieno.

Per voce sol(itari)a

Noi che tutto abbiamo  ma niente possediamo noi pensatori  ci ispiramo dal mondo che vediamo. Ma se poi arriva  la monotonia? Già, la monotonia. Che fare  quando arriverà? Lasciare  che rubi l'inchiostro  di cui è imbevuta l'anima? No. Molto meglio cedere la parola  alla fantasia che costruisce un Mondo dove finalmente  posso essere  davvero felice. Non conosco altro modo per combattere  (la) Monotonia. Un nome  un destino. Parlar(si) addosso  con un tono unico (e noioso) finché la voce si spegne.

Tappe sfrontaforzate

Non sapevo di poter essere così  sentimentalmente  sfrontata. Io che avevo sempre creduto  in un percorso  a tappe forzate (seppur liberamente accettate). Poi  sei arrivato tu. La mia brusca frenata  lungo una strada in salita. Ma non sono caduta battendo la nuca. Piuttosto la Vita mi ha catapultato in avanti ancora una volta  dentro braccia  già occupate. Le tue. Eppure  quando sei con me  vorrei  che il mio corpo  non tacesse  del tutto rassegnato. In fondo io e te siamo due corpi vicini  che potrebbero imparare ad amarsi pur senza sfiorarsi.

Bullismo

Deserti di ghiaccio sabbie di neve aurore di sguardi. La mia vita scorreva in quel varco di emozioni  ove di poche certezze  era fatto il cammino. Un tempo  mi sarei divertita giocando con tutto e il contrario di tutto aspettando che anche il sogno più sfrenato  divenisse realtà. Ora che invece  il Mondo trova normale deserti di ghiaccio  e sabbie di neve temo che il mio sogno rimarrà chiuso in sé. Perché un sogno  non si affaccia alla Vita se ha paura che la realtà  lo umili bulizzandolo per la sua ingenuità.

Lettore Avventato

Ti lasci la luce alle spalle. Fuori il selciato è cosparso  di brani di vite intrise di pioggia. Ne hai già scelti un paio. Cominci a leggerli in attesa  di altri avventori che si avventino su altri pezzi di esistenze altrui. Ma nessuno  occuperà i posti lasciati liberi dalla brezza piovosa. E tu rimarrai Lettore Avventato.

Giacca

Nel rumore del mondo ascoltai  il mio silenzio. Quello  che nemmeno tu eri (più) in grado  di coprire. E così  anche con te  mi sentivo scoperta circondata da vento tanto monotono quanto prepotente. Se almeno potessi prestarmi la tua giacca avrei un motivo  per rincontrarti. Il vento prima o poi  cadrà  attirato da un suolo pesante  prepotente egoista. Solo allora  correrò da te con la tua giacca ancora addosso. Nel silenzio del mondo  ascolt(erem)o la tua giacca mentre  dal mio corpo se ne torna verso il tuo.

Parabola

Visti mai. Visti ora. Visti sempre. Visti nel riflesso nell'ombra nel tempo che passa. Visti anche  a occhi chiusi. La parabola del mio sentimento per te. Non ci avevo  mai visti prima d'ora in modo così nitido.  Non so  se sarà per sempre. Eppure  chi ci vede da fuori cattura persino riflessi di noi invisibili persino a me stessa. E anche quando  qualcuno proietta ombre su quella parte di cuore che tengo per te il mio istinto si dimena e si divincola fino a fuggire  verso la luce. Ma quando chiudo gli occhi non vedo più né te né me. né (tantomeno) noi. Eppure vorrei tu venissi anche nei (miei) sogni laddove tutto è possibile ma non la paura di sognare un sogno troppo grande  per noi due.

Romantica spiona

Che ore saranno? Non lo so. Persino  l'orologio della stazione  si rifiuta di dirmelo. Ma  anche lo sapessi non me ne importerebbe. Il treno qui si ferma  e qui scende anche il mio cuore. Scorgo  la tua sagoma scura sotto il lampione. Ti raggiungo. La lontananza  ci ha rubato le parole  ma non la voglia di stare insieme. Restiamo immobili. È così  che ci trova la luna. Sorrido notando che hai messo un ombrello  sopra di noi. Per ore hai permesso che la luce  sfacciata di un lampione  spiasse il nostro amore e non ti fidi della romantica discrezione  della luna? della rom

Prima del cielo

La terra intorno a me  diventerà arida  e incolta senza che io possa  farci nulla. E forse  anche il mio cuore  farà presto  la stessa fine. Ho sperato  ci fosse un modo  per coltivare  un sentimento liberatorio. Invece  mi ritrovo  curva su me stessa con il peso  delle attese disattese a gravarmi sulle spalle. E tu come esperto giardiniere  spunti i rami. affinché non sfiorino mai il cielo. Ma non te ne farò  una colpa. Io  ti ho dato in mano  le cesoie. E anche ora che tu vorresti che un altro  (non necessariamente giardiniere) si prendesse cura di me io rimango qui a rimirare le mie forme perché quelle che mi hai dato non mi dispiacciono affatto.

Sbocca(Devia)re

Il coraggio nasce quando? Zero punti fermi. Tanti  punti di domanda quanti sono i momenti  che richiedono coraggio. Come delta di fiume  il coraggio non ha un'unica fonte ma quando nasce sa già dove andrà a sboccare. Pensi infatti  che non mi sia servito coraggio  a far uscire  dalla mia bocca  tutto ciò  che ti ho detto? E anche se  la diga  che hai costruito  giuri che vorrebbe  solo deviare il corso di ciò che (ci) raccont(iam)o non stiamo facendo nulla  per evitare  pesanti silenzi sbarrati.

Vittoria a tavolino?

Quante volte  abbiamo giocato io e te con quasi tutto tranne con il mio sentimento. Eppure  abbiamo avuto  posizioni opposte sin dal primo giorno ma lui è rimasto in mezzo a noi per molto tempo. Poi un giorno ho smesso di giocare. Per un po' sei rimasto in campo a ricoprire  il tuo solito ruolo. Difensore  (di te stesso?). Io invece ho cominciato inspiegabilmente  ad attaccare. Tu hai tentato più volte  di fermare il gioco. Ma io  non ho mai avuto il coraggio  di attraversare il tunnel  diretta verso gli spogliatoi. Ora  non so più  a che punto siamo. Vorrei concederti la vittoria a tavolino. Ma ho l'impressione  che non accetteresti mai.

(L')amore spiega(to al) Non amore

Ora spiegami qual è la differenza tra me e te. Tu che  non mi potresti  mai amare se ami già (lei) e se non mi hai mai amato. Io che  non potrei mai amare  qualcuno che avrò incontrato  per caso  mentre vag(av)o alla ricerca di qualcuno  che (forse ti assomigli ma) non sia tu. Perché lo so. Anche se tornassi indietro non ti troverei più. E guarderei avanti per tornare  dal mio attuale amore. E se un giorno ti capitasse  di incontrarlo per strada ti prego  spiegagli tu il motivo  del mio falso amore (per voi due).

Fumo taglia(to con il) fuoco

Ti penso ancora. Sì, lo so, non dovrei. Eppure  ti penso ancora e non illuderti  che nel mio pensiero  ci sia la razionalità necessaria  per scordarmi di te e di ciò che non è (stato). E in questo  sei uguale  a chi è venuto prima di te. Ricordo anche ognuno di loro Ricordo  che non fa più male perché avvolto dalla nebbia che un tempo è stata  fumo negli occhi. Eppure nessuno di loro ha mai fumato. Nemmeno tu. Il fumo infatti  allontana l'amore. E io dovrei  allontanarmi da te? Ma con te il fumo non avrebbe ragione  dei miei sentimenti. Io che con il tempo  ho imparato  a rilevare il fumo molto prima che mi investa. E allora  inventati un altro modo per chiudermi fuori dalla tua vita. Che ne dici  di provare  con una porta tagliafuoco?

MondoGate

Se potessi volare  mi fermerei al gate  di un'areoporto qualsiasi purché si trovi alle porte di un Paese  che ancora non hai colorato nel tuo mappamondo  dei viaggi mancanti. No. Non pretenderei  di partire con te  a bordo delle tue stesse ali. Ti aspetterei di fronte al gate  da cui ti avrò  visto partire. Starei lì per giorni e giorni  incurante  di tutte le occhiate  sospettosamente curiose di passeggeri troppo frettolosi  per sopportare  chi blocca impunemente  la fila. Sarei pronta  a seguire gli agenti  che (forse) vorrebbero perquisirmi  alla gentile ricerca  del corpo del reato  che (non) mi porto addosso. Cosa potrebbero mai trovare se il mio corpo non reca alcun segno del mio amore per te?

VistAscolto

Non ti ho sempre dato  ascolto. Eppure io voglio sempre  essere ascoltata. Non lo faccio  perché non ti rispetto. Se qualche volta  mi hai sorpreso  a non ascoltare  le nostre parole avrai anche notato  che anche i miei occhi  erano altrove. A guardare  un punto lontano oltre noi. Solo ora che  questo particolare di noi è tornato in superficie capisco che  non era l'attenzione  da te che volevo distogliere  ma il mio sguardo. Sguardo che spesso si nascondeva dal tuo corpo. Corpo che  rimaneva muto ma con me parlava.

Risata temporalesca

Nell'oscuro immenso  un frammento. Terso, imbrigliato, malcelato. Un bagliore improvviso mi strappa un sorriso. Tu mi inviti  a fissare su di te il mio sguardo per placare il terrore di quel bagliore improvviso che nella mia mente  è già devastante temporale. Invece  accanto a te continuo a sorridere. E anzi, sai che ti dico? Vorrei ridere di brutto. Ma non oso farlo. Rischierei  di perdere l'equilibrio  e cadere fra le tue braccia.

Dopo il segnale acustico

Un solo trasloco in quarant'anni di vita. Non proprio un modello  di mobilità. Eppure c'è stato un tempo  in cui non sopportavo  il mio immobilismo. Avrei voluto  scappare lontano. Ma mi limitavo ad agitarmi sul posto rendendomi spesso ridicola. (Anche) ora i miei movimenti  sono maldestri  spesso incontrollati perché non sanno  dove mi port(eran)no. Ma hanno finalmente capito  che non potranno mai andare troppo lontano. Pena essere irreperibili e non poter nemmeno  lasciarti un messaggio  dopo il segnale acustico.

Sufficiente diplomazia?

Tu  dici una parola. Io la ripeto. Qui finisce la corrispondenza tra me e te. Il significato invece ci vede rispedire  al mittente  le nostre reciproche soluzioni. E così all'infinito. Come oramai infinito  credo sia il nostro esserci  una di fronte all'altro. Ma ora che ci penso anche la parola fronte non ha per noi significato alcuno. Perché  siamo sempre (stati) una accanto all'altro come nei peggiori incontri bilaterali . Perché  ho imparato ad avere sufficiente diplomazia nell'andare via nei momenti in cui  non c'è più posto  per me  nella tua vita.

Palazzo vitale

La Vita. Un palazzo a più piani. Nasciamo  al piano terra. Viviamo  nei piani di mezzo. Muoriamo  nell'attico  vicino alle nuvole che ci attraggono fuori dalla Vita. Un luogo cosparso di libri sparsi. Parole scritte  da noi o da altri. Parole  che non abbiamo avuto il coraggio  di lasciare nel palazzo vitale.

Tappe & Soste

Nella profondità degli occhi  ho visto ciò che  fino a un attimo prima  non pensavo nemmeno  di poter provare. Io che prima di te conoscevo a memoria  le tappe dell'amore. Io  che ho ancora memoria  ma è ora è piena solo di assurdo desiderio di te. Un desiderio  che non conosce più tappe nè soste che non siano  il tuo rifiuto  di vivere l'amore con me.

Corteggiamento a(l) tappeto

Dovrei forse praticare un assiduo corteggiamento seriale? Spero seriamente  che il Mondo non si aspetti questo  da me. Ebbene sì, Gentili Signori Il corteggiamento è pratica troppo seria per essere compiuta in serie o a tappeto  che dir si voglia. Perché ormai dovreste saperlo, Gentili Signori. Una Donna come me non può far altro  che inciampare sui vostri tappeti. Quindi mi vedo costretta a declinare l'offerta  con ferma gentilezza. Preferisco  fermarmi qui accanto a un uomo che mi ha detto  No . ancor prima che iniziassi a corteggiarlo. Ma almeno non mi messo al tappeto  con mosse scorrette  (e dolorose). E dove non c'è dolore  ci può essere solo (la conquista del)la felicità.

Tempeste & Siccità

In quel momento  un brivido, un tormento. Fece un passo indietro  scavalcando  il suo passo. Neppure la porta della stanza  sbarrava la sua fuga. Lo fecero invece gli occhi di lui. Di nuovo quel brivido  quel tormento. Masse d'aria bollente  contro masse d'aria gelata a formare una tempesta. Tanto bastò  al suo cuore  per non sapere più  dove andare. Insieme  sbarrarono porte e finestre  al vento siccitoso di una torrida estate. Si guardarono negli occhi  finché lacrime lente  placarono tempeste dissetando siccità.

Giardino spettrale

Lampadine da giardino indicano un cammino bianco ottico attraverso un giardino  blu spettrale. Ma un albero reale mi aspetta all'orizzonte custode, sotto le sue fronde di un raggio di sole giallo reale.

Il veliero e la luna

Da molte notti oramai i dolori non mi concedono alcun riposo. È il primo argomento  di oggi tra noi. Tu, invece sei sempre più felice col passare del tempo. E così  mi limito a parlare di me. No, il mio  non è indifferente monologo. Semplicemente  non voglio turbare la tua serenità  ritornando  su noi. E così  mi viene naturale  improvvisare una scaletta  di argomenti neutri. Esattamente  come facevo  all'inizio di noi. Allora  la scaletta (mi) serviva  ad arginare le tue battute  quando ancora solo io sapevo di noi. Ora vorrei che la scaletta  mi portasse sulla cima di un veliero  dove poter ammirare la luna mentre le chiedo di farti tornare da me anche se non smetterai mai di viaggiare senza di me.

Bacino

Acqua. Elemento Princip(al)e  tra noi. Tu, Principe. Io, Donna ostinata che fatica(va)  a contenere un sentimento  a cui tu sei abituato ma io decisamente no. Almeno non in questa forma improvvisa e dirompente come fragile  bacino di contenimento. Bacino impacciato di un corpo storto e bloccato  dal dolore. Come argine che blocca l'acqua  prima che renda irriconoscibili i contorni di un paesaggio. Ma, in fondo  anche noi  abbiamo saltato argini entro cui  non ci riconoscevamo più. E, se sarà necessario  continueremo a farlo pur di vivere il nostro legame. Un legame  che non sapremmo  mai contenere tra le limitate lettere  di un nome.

Rompighiaccio

Un abbraccio  può trasformare. O sarebbe meglio dire  potrebbe trasformare. O  avrebbe potuto trasformare. Se solo i nostri abbracci  non fossero stati coperti  da un invalicabile  strato artico. Non so come sia potuto accadere. Non lo so (forse) perché sia io che te siamo rimasti intrappolati nel nostro ultimo abbraccio. Quello che tu  da me non volevi ma che io  ti ho strappato  con tutta la forza della rabbia  di quel momento. Da quel momento più nulla tra noi. Solo parole. Spesso anche quelle incrostate di ghiaccio. Io e te saremmo mai raggiunti da quella nave rompighiaccio che ci riporti laddove tra noi tutto è iniziato?

Dita strappate

La nostra storia (inconsistentemente)  digitale. No. Io e te  siamo sempre stati maledettamente reali. Ma fin dall'inizio ho scritto di te usando (quasi esclusivamente) le mie dita. E ora che forse potrei strappare la nostra storia  per riuscire a voltare pagina realizzo che dovrei strapparmi  le dita. Impossibile  (oltre che estremamente doloroso!). L'ennesima prova  che ciò che non può finire è destinato a continuare.

Le due colonne

Rallenta il pensiero. Ma come si fa? E poi rallentarlo fino a fermarlo? Fermarlo su che cosa? Su di te? impossibile. Mi dicono sempre  che dovrei dimenticarti! Veramente  usano l'espressione Guardarsi intorno . Perché  anche per guardarsi intorno  ci si deve fermare Per capire  quale direzione prendere? Forse avete ragione voi (Tu e il Mondo). Mi fermo qui. Dividerò la mia mente  in due colonne. Ciò su cui mi posso fermare a sinistra  Ciò su cui non mi posso fermare a destra. E alla fine  corro via lungo la corsia che separa  le due colonne.