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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

Amore vol(teggi)ante

Ballando sola nella stanza vedeva gente passare. Dalla finestra scorse un treno sfrecciare. Anche tu hai da poco scoperto la passione  per la danza. E ti immagino  mentre la fai vol(teggi)are nella sala partenze  in attesa dell'ennesimo volo che vi porti lontano. Eppure voli anche quando  sei vicino a me. Voli da un impegno all'altro  in balia della fretta mentre aspetti l'ennesimo aereo. E il treno? Hai mai preso un treno? Non credo. Troppo lento  per il vostro amore  che vol(teggi)a al ritmo scatenato  di una danza solo vostra.

Avanzi di cucina

(Forse un giorno) ricorderemo il nostro amore pasticciato. Fatto  di avanzi di cucina? Mi piace pensare sia proprio così. Ma non avertela a male. Sono preziosi gli avanzi di cucina. Saperli valorizzare è una vera e propria arte. Ci vuole armonia nell'accostarli  nel legarli con un gusto unico che li rispetti tutti. Questo  è il nostro amore. Un sentimento pasticciato condito con un filo di risate incomprensibili. Il nostro ingrediente segreto?

Tempo avvolto

Tra le pieghe del tempo ho scoperto  che il nostro tempo non è (ancora) finito. Eppure sembra che qui non riusciamo più  nè a parlare  nè a tacere. Non possiamo nemmeno più  sfiorarci. Allora (forse ora lo so) il nostro tempo così infinitamente  ripiegato su sé stesso avvolgerà il nostro tempo  nella dimensione di un sogno dove tutto diventa possibile.

Vesciche

La strada è lunga ma non potrei  chiedere di meglio. Infatti  è la nostra strada. Quella  che insieme percorriamo quando tu sei con me. Quella che da sola percorro quando te ne vai a vivere la tua vita  lontano da qui. Mentre  mi lasci il tempo di raggiungerti a una delle tante fermate che la nostra strada  (ha) incontra(to). Mentre  ti guardo negli occhi guardi le vesciche  del mio cuore  (un po' affaticato)  ma ti limiti a dirmi Oggi non stai bene. E in quella frase  c'è tutta l'impossibilità  di guarirle. Ma non (m')importa. Ora lasciam(oc)i qui a riposare.

Sliding doors

La strada è lunga ma...? Tu che ne sai? A te cosa importa? A queste domande avrei voluto rispondessi per il gusto di scoprire quale strada  avrebbe preso la nostra storia. Invece da te solo silenzi smarriti. Eppure  mi piace pensare che sarebbe stato divertente  lasciarci trascinare al centro  di mille porte girevoli per provare  a entrare e uscire senza soluzione di continuità.

La serratura

Indignarsi non serve a nulla! Non lo dici eppure (so che) lo pensi. È come  posare lo sguardo su un'impenetrabile serratura  e poi andare via. Indignarsi non serve a nulla! Questa volta  lo gridi mentre apri quella porta e la porti con te nel tuo cuore. Il luogo più sicuro che conosci. Perché tu non sei (come) lui. E anche questo puoi gridarlo. Comincia tu. Sono sicura  che lei ti seguirà.

Il danno

Ogni parola non detta è come un gioco con regole sempre diverse a ogni partita. Sorpresa infinita. Un lungo elenco di emozioni ancora da (de)scrivere. Poi arriva la parola detta quella che più non può tacere. O meglio scritta. Ma il danno è fatto. Si rompe il gioco. Sapremmo mai inventare un nuovo gioco io e te?

Soffio al cuore?

Un soffio di vento porta via le parole  che oramai la mia mente non riesce più a trattenere. Volano via persino le parole scritte da altri. Lo stesso soffio che nulla può contro il foglio  che si ostina a stare  di fronte a me. Rimane bianco. Non scalfito dalla penna che tengo ancora in mano. Se solo alzassi gli occhi troverei ispirazione. Ma il vento mi ha rubato anche loro. Quasi a dirmi senza cuore le parole  non verranno più. E il cuore per fortuna sta al sicuro dentro il mio corpo. Al riparo da eventuali  soffi di vento.

Abbraccio anonimo

Sotto la pioggia battente sentii il fragore del metallo gettato a terra prima che mi tradisca e mi porti  via la vita. Sopra di me il cielo nel suo incessante  monologo indifferente. Sotto di me scivoloso asfalto silenzioso. Ai fianchi ancora urla di pioggia battente. Vorrei l'abbraccio di un bar (seppur anonimo).

Maschile

La solitudine è spesso Uomo. Uomo  che si prende i suoi spazi davanti al vuoto orizzonte dell'infinità  di possibilità. Uomo che medita pondera  prima di scegliere. Uomo  che ignora la luce che forse indica una via preferendo rimanere  ancora del tempo  a pensare.

Parole di scorta

La felicità  è fatta di attimi e se me ne fossi  accorta prima non sarei rimasta  senza parole. Parole che penso  nell'attimo stesso  in cui le scrivo. Ma troppo spesso non riesco a farne scorta per quella parte di futuro che ormai lo so mi lascia senza parole.

Poco prima del baratro

Mi fermo poco prima del baratro di quella radura erbosa. Erba bagnata e troppo scivolosa per la mia mente confusa. Eppure la penna è a un passo da me. Devo solo  allungare la mano. E allora perché non riesco più  a lasciare  che sia lei a prendermi per mano e a portarmi  con lei al centro delle mie emozioni  più profonde?

Vestiti sparsi

Nel caos  ho trovato chi ha avuto il delicato coraggio  di dirmi che è un caos la mia vita. Parto da qui? Ma non sei un viaggio già da tempo immemore? Anch'io lo credevo. Ma i miei vestiti  sono ancora  sparsi ovunque. E come si può partire senza vestiti? Certo l'amore spoglia  ma al primo appuntamento  è meglio presentarsi  in abiti eleganti.

Ros(Sen)so

Mi volti le spalle ma non sei  mai troppo lontano. Infatti sono ancora molti i momenti in cui il mio sguardo cattura la tua ombra. Certo non avrei mai voluto  tu vedessi la cortina rossa colare dai miei occhi. Rosso non è  cuore spezzato. Rosso non è  ferita che sanguina. Rosso è  ciò che senso non ha  nè per me né per te.

Via dalla prigione!

Oltre la paura  c'è sempre il battito rassicurante di un cuore che mi prende per mano e mi porta lontano da quel vortice  che la paura sa creare  nascondendo  la sua vuota inconsistenza alla mente oramai prigioniera  del suo stesso inganno.

Fum(ett)o

Escono  i miei pensieri  non (sempre) voluti come volute di fumo. Come piccoli cerchi  senza fumetto che partono da me e arrivano...? Non so dove ma si allontanano  sempre più. Esattamente come me  che do le spalle al Mondo per indifferenza  ormai troppo sviluppata.

Schianto

Non mi lascerò  cadere nell'apatia ne sono certa. Perché sono più brava? Nient'affatto. Ma vedi per poter (farmi) cadere dovremmo litigare  talmente forte da andarci a schiantare. Io contro il muro della delusione. Tu contro il muro della frustrazione rabbiosa troppo a lungo repressa. Da quel violento schianto  non sono mai uscita  emotivamente incolume. Almeno fino a quando qualcuno  non mi ha fatto notare che la mia  altro non era che una corsa folle a velocità massima. Con te invece  ho imparato a vivere  rispettando tutti i limiti  (ora di velocità, ora di lentezza). Ma ho anche capito che forse neanche allora  mi faresti cadere. Eppure  non riesco a non pensare  a quando tu te ne andrai. Ma anche allora  guardando verso me  non scorgerai  una donna caduta rovinosamente a terra. Ma vedrai una donna che ha imparato  a stare in equilibrio tra la sua solitudine  e la tua compagnia.

Meditazione

Prima penna poi freccia per puntare  dritto al cuore. Non per ferirlo a morte. Non mi interessa fare così male. Ma nemmeno  per osservarlo così da vicino  fino a comprenderlo. In passato  ho consumato troppo fiato. Ora potrei scrivere. Ma anche l'inchiostro  mi sembrerebbe tempo energie  emozioni  sprecate. Molto meglio un silenzio meditativo e isolato  Perché  chi non è interessato  alle parole non lo è  nemmeno alle parole.

Donna a parte

Non ti appartengo questo lo so. Ciò che non so è se potresti mai considerarmi una Donna a parte. No. Non una bella parentesi  (non sono la bellezza che cerchi). Non una dolce parentesi  (Non sono la dolcezza che cerchi). Forse sì  sono una parentesi. Una delle tante  che nei tuoi giorni sei abituato a riempire  di parole espressive prima di raggiungere  la trama principale  della vita che hai scelto. L'unica  che parla davvero di te.

Alla tua Anima Irrequieta

Troppo spesso mi devo fermare cedere il passo al dolore e aspettare che passi. E tu, Anima Irrequieta non ti fermi mai? Eppure  non si contano  le volte in cui mi hai raccontato  di essere troppo stanco persino per fermarti. Eppure non si contano le volte in cui  ci siamo fermati uno accanto all'altra. Tu di profilo io a fissare un punto  oltre la tua spalla per non farti vedere  le lacrime che sole dentro di me non riescono proprio  a fermarsi.

La Curdipendenza

Dipendo sempre da qualcuno. E chi meglio di te  può capire cosa intendo? Eppure  è potuto capitare che mi innamorassi di te che non dipendi da nessuno nemmeno quando sbagli. Eppure  sarebbe semplicemente comodo  dire che tutto dipende  dalla Vita che  (forse) con te spesso è stata avara. Ma tu  non te ne curi. E anzi  spargi cura in chi incontri. Ma poi  sulla strada della Vita non vuoi nessuno che dipenda da te.

CuoreMano

Scivolo (o quasi) nel sonno  mentre tu lenisci  il mio dolore. L'unico modo che la Vita  mi ha concesso per dormirti accanto? Non ci avevo mai pensato  eppure  dev'essere proprio così. Mentre il mio cuore vola tra le tue braccia. Mentre le tua mano  scivola lenta. E quante volte ancora  dovrò ripetermi  che dovrei vivere nel qui e ora anche ora  che te ne vai lontano da qui?

Sorriso di mare

Quanto abbiamo sorriso io e te. Prima di te dicevo a tutti  che non mi sarebbe piaciuto  nessuno  che non mi facesse  sorridere  o  (per meglio dire) ridere. Ora  con te anche non increspare mai le labbra  ha un senso profondo come il fascino intatto del mare calmo che rimane uguale a sé stesso anche quando la Vita  vorrebbe imprimere solchi profondi.

A portata d'addio

Ci sono Donne che oramai hanno perso il conto  delle lettere d'addio che hanno scritto al loro perduto amore. Io almeno finora  non ti ho scritto  addio alcuno. Certo  la Curatrice dice che devo sempre farmi trovare pronta con carta e penna  a portata d'addio. Ma nemmeno l'ultima lettera  è servita. Non so  se mai ci sarà  un addio tra noi. O meglio  ci sono giorni  in cui penso che sia imminente  quel giorno. Ci sono giorni in cui penso che la Vita pensi di essere stata  con me fin troppo crudele. E allora ha deciso  di lasciarci in pace standosene ai margini  delle nostre vite e lasciar decidere a noi. Ma come tu ben sai io giro a te la domanda Cos'hai deciso per noi? E stai attento che  se tu non decidi io non decido la Vita non decide rischieremmo  di rimanere così  fino alla fine dei (nostri) giorni.

Armatura cardiaca

Tra le ombre del passato  si nasconde una Donna che ha finalmente trovato il coraggio  di farsi trafiggere la pesante armatura che imprigionava il suo cuore chiuso nella paura di essere finalmente felice. Certo  non è la felicità  che in passato ha immaginato per sé. Ma è tutto ciò  che la Vita  ha deciso di regalarle perché lei non sentisse  il peso  di un cuore  che batte e vive solo per sé stesso.  

Scatto

Ogni alba  è un nuovo distacco  dallo scatto di dolore che mi sveglia  in piena notte. Mentre l'unico scatto che sopporto è quello della penna  che fa uscire l'inchiostro con cui da quando ti conosco  non scrivo più  parole di dolore  ma solo lettere d'amore.

Gargoyle

Mostruosi gargoyle gravano sulle spalle di un uomo. Dietro di lui solo piccoli rivoli di acqua peccaminosa e nerastra. Gli unici che queste creature  non riescono a coprire con la loro mostruosità. E chissà  se un giorno quell'uomo riuscirà a frantumare il peso del peccato  per vivere inondato d'acqua limpida.

Cha cha cha con confine

Due passi avanti due passi indietro. Così inizia un'immobile resa  alla vita senza scelte cui la Vita ci costringe. Invece per te è quel passo di danza che ora ti fa divertire amare  (la danza e non solo). emozionare. Per me è quel confine che sfioro a ogni tuo sguardo  senza mai valicarlo. E così  anche io  idealmente danzo. E poco importa  se lo faccio lontano da te. Ciò che è importante  è farlo  per averti (ancora) vicino.

Cuore (non) piatto

Quando tutto tace  il cuore smette di vagare  e torna  nell'unico luogovdove  anche le peggiori tempeste  altro non sono  che carezzevole brezza marina. Perché il cuore oramai sa  che non esiste amore vero dove tutto è piatto. Un piatto, il nostro  che solo nella realtà  fuori dal cuore rimane vuoto di quella cena che quando tutto tace il cuore  immagina di poter gustare  insieme a te.

I fiori dello scandalo

Donna (forse) non sei il centro dell'Universo e che scandalo se a dirtelo è un'altra donna! Non sei  il centro dell'Universo ma non sei nemmeno  disposta a esserlo. Tu che non fai nulla per togliere dai tuoi occhi  quei banali fiori. Tu che vorresti farmi credere che te li ha donati Lui per impedirti  di vedere  il Mondo con i tuoi occhi!