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Visualizzazione dei post da settembre, 2020

L'unico No

Lo so, vi potrà sembrare strano, ma vi garantisco che non è abituata a dire No. Capita più frequentemente che dica: - Ci saranno altre occasioni. - Lo faremo in un altro momento. - Non ora, ma sicuramente più tardi, non mancherò. Ma oggi ha proprio detto No. Lo ha pronunciato sì tra le lacrime, ma miste ad una relativa Calma, per non esasperare ulteriormente quel rifiuto. Voleva che passasse ciò che sentiva realmente dentro di sé: la rivendicazione di un futuro differente...

Senza sufficienza

Non è certo la prima volta che si innamora. Non è certo la prima volta che coltiva un sentimento non corrisposto. Non è certo la prima volta che si trova a nominarlo almeno una volta al giorno. Eppure è la prima volta che il Mondo non le fa notare quanto diventi noiosa e ripetitiva quando parla di lui. A questo punto qualcuno potrebbe obbiettare che la gente non le sbuffa in faccia, solo perché presa da una forma di cortesia (di cui lei però, non ha alcun diritto di abusare). E se la realtà fosse leggermente diversa? Se semplicemente le persone vedessero in lei una luce nuova?

Prigioniera

Le hanno offerto una pagina bianca. Le hanno detto che avrebbe potuto essere essere totalmente esplicita. Ma lei davvero non ci riesce. È pur vero che oggi aveva iniziato a scrivere senza filtri ma poi, il tutto, ha inevitabilmente virato verso la metafora che, da sempre, nei suoi scritti narra senza dire proprio tutto. Quando oggi se n'è accorta, dapprima si è sentita prigioniera di questo suo modo di esprimersi ma, con il passare delle ore ha capito che non aveva affatto senso sentirsi in gabbia. Se avverte ancora la necessità di fare uso della metafora, forse significa semplicemente che non è ancora pronta a guardare la realtà oltre le grate. E questa nuova consapevolezza le infonde Calma...

Ancora più lontano...

In questi giorni lui è molto lontano e lei vuole sfruttare il più possibile questa occasione per immaginarlo ancora più lontano; ma non in una lontananza generica che, col passare del tempo, sfoc(i)a nell'indistinto oblio, fino a dissolversi completamente. Ciò a cui vorrebbe dare corpo, sono delle vere e proprie scene di vita che lo coinvolgono e di cui lei sente un'eco lontana ma sempre presente. Un'eco che le ricordi, seppur con la dovuta Tristezza, che lui non ha mai fatto (realmente) parte della sua vita.

L'elefante fragile

Non l'ho mai vista così arrabbiata da quando la conosco, ma ho capito che si tratta di difficoltà che affondano nel suo passato e con cui ancora fatica a fare i conti (o con cui non ci riuscirà). Ma questa volta non riesce proprio a dare un ordine preciso ai pensieri. Cosa che, in altre occasioni, l'ha fatta addormentare più serena, nonostante la giornata pesante che ha dovuto affrontare. (l'elefante fragile parlerà in un'altra occasione...).

Un passo indietro?

Chi la conosce lo sa. Di fronte alla sofferenza altrui, è solita fare un passo indietro perché ha sempre molto timore, l'ha già detto più volte. Eppure stasera vuole fare un'eccezione per dire che perché per riuscire a stare dentro al proprio dolore dobbiamo trovare qualcuno che ci accompagni, stia al nostro fianco e provi a farci parlare liberamente di esso. Solo così si può avere la dose di coraggio necessaria per affrontare questa sfida sofferta. Se invece non troviamo nessuno che sia disposto (e/o in grado) di fare tutto questo, molto probabilmente sceglieremo di sforzarci di sorridere anche se dentro ci sentiamo morire.

Lettera al suo dolore

Ve lo garantisco, non è superficialità, la sua. È semplicemente la sua voglia di raccontare di lui (anche) a persone che non li conoscono. Persone che non sanno in quale modo lei stia affrontando il dolore. Un dolore sottile, quotidiano, che colpisce  il suo corpo. Un dolore con cui lei ha imparato a convivere (anche) perché ha deciso di affidarlo ad una persona speciale, capace di renderlo impermeabile alle mie lacrime di Tristezza. In cambio di fragorose risate condivise. Non è certo la prima volta che parlo di lui, ma ho voluto parlare anche del mio dolore, dedicando questa riflessione a quanti non riescono a trovare pace.

Attaccare bottone

Sa perfettamente di essere in grande ritardo, eppure ha avuto l'intera giornata per scrivere. Possibile che si riduca sempre all'ultimo. La preferivo di gran lunga quando, qualche mese fa, e per alcune sere consecutive per giunta, quando è riuscita ad attaccare bottone con me, ad un'ora decente. Ora, vorrei tanto scivolare in un pigro sonno ristoratore, ma ho pensato che fosse meglio prima concederle ancora qualche minuto di Calma riflessiva, che le permetta di scrivere, altrimenti poi, chi la sente, domattina?

Come un boomerang

È strano, il dolore. Travolge, sconvolge, irrompe nelle Vite. Sfonda le porte di cuori quieti che chiedono solo di vivere in pace. E come se non bastasse, spesso ci impone un silenzio nascosto dietro un sorriso. E a chi dice che celare o mostrare è solo questione di scelte, lei risponde che il rispetto è il primo insegnamento della Vita anche quando non vogliamo anche quando non capiamo. Ma le resta ugualmente il timore di non capire quando e se le persone soffrono. Di non poter rendere una mano. Di non poter asciugare una lacrima. Ed è come un crudele boomerang. Più ha timore e più intorno a lei le persone nascondono. Più le persone nascondono e più lei teme per loro.

Cuore (al) sicuro

Mentre lui le narra un altro episodio della sua vita, lei lo ascolta con particolare attenzione, alla ricerca di piccoli particolari (nella voce, nelle parole usate e nell'espressione degli occhi) che le possano infondere un po' di Calma. Una Calma che vorrebbe trovare non per sé stessa, ma per lui. Ciò che la spaventa di più, infatti, è che sia il suo cuore a soffrire; al contrario invece, le dà immensa pace saperlo sereno anche (e soprattutto) nell'Anima.

Senza benda

Teme di avere mani incapaci di trattenere la Gioia. No, non siate precipitosi, nel giudicarla. La conosco troppo bene per temere che mi costringerebbe a starle accanto contro la mia volontà. Il problema sta piuttosto nel suo timore che io possa sfuggire di mano, lasciandola facile preda di ansia e paura. Anche se non mi è dato il potere di decidere per quanto tempo potrò stare al suo fianco, ho chiesto aiuto alla mia Amica Fortuna, la quale mi ha promesso che, una volta tanto, si toglierà la benda per vegliare meglio sul suo cammino.

Senza pace

Fa la spola tra i pensieri troppo fitti che non lasciano spazio per nient'altro. Si aggrappa alla scrittura per tentare di mettere ordine. Sa che esso potrebbe durare molto poco eppure, si precipita a pensare che questa sia l'unica soluzione. Perché forse, neanche il sonno riuscirà a darle veramente pace. Lei che utilizza il buio della notte per rivivere tutto da cima a fondo. Paura compresa.

Ambiguità domestica

Da quanto tempo non le capitava di guardare con occhi Tristi, la Vita altrui? Eppure, da quando si conoscono, quella di stasera, non è la prima volta che le capita di guardare da lontano scene di quotidianità felice tra le mura di case in costruzione. E a chi le fa notare che nessuno potrà mai garantirle che sarebbe stata felice, risponde che avrebbe solo voluto avere un'occasione di sperimentare la gioia di una casa, esattamente come pensava di poter fare, fino a qualche tempo fa, con la ricerca di un lavoro. Più passa il tempo e più si convince che anche da casa, si può essere ottimi professionisti. Ma un lavoro per quanto ricco di soddisfazioni possa essere, non potrà mai sostituire la gioia di una vita domestica tutta per sé (o per loro?).

Disappunto (leggero)

Hai mai chiesto perché? Quante volte si è sentita rivolgere questa domanda? Ogni qualvolta si lamenta dei giudizi che gli Altri riservano alle sue scelte. Ma di fronte a questa domanda prova sentimenti ambivalenti; da un lato sente che avrebbe tutto il diritto di avere una risposta a questa domanda, dall'altro però, forse presa dalla fretta di ricevere risposte, non trova mai la forza ed il coraggio di lasciare alla Calma la parola affinché (si) possa creare il clima migliore per ricevere risposte. E cosi si ostina a guardare da lontano le leggere smorfie di disappunto con cui il Mondo spesso giudica le sue scelte.

Ali

Le hanno raccontato la storia di un volo tarpato da ali incollate. Le hanno raccontato la storia di un procedere lungo il cammino della Vita con una lentezza esasperante. Ma, fra le righe di questa storia, ha subito visto l'uomo che ha fatto delle ali tarpate un mezzo alternativo per volare ugualmente e della lentezza un pretesto per narrarsi reciprocamente, mentre si cerca comunque di raggiungere una meta. Ed allora, cosa c'entra il mio vestito Nero di Rabbia? C'entra perché è lo strumento che il Mondo utilizza per legarla al suolo di un'esistenza sempre uguale a se stessa; priva di quegli slanci emotivi che, invece, solo la libera scelta di seguire il suo volo, può garantirle. 

Fiction

Fossi al suo posto, avrei un groviglio di Rabbia, Tristezza e Paura per una situazione che, oramai, la domina da troppi anni. Tanto che, spesso, viene attanagliato dalla sgradevole sensazione di trovarsi davanti a noiose repliche televisive, tanto sono ripetitive le sue (non) storie di (non) amore. Eppure questa volta, ha deciso di rimanere Calma, provando a smontare fotogramma per fotogramma, battuta per battuta, questa noiosissima fiction falsamente sentimentale che la sua Vita. Solo in un secondo tempo, potrà decidere liberamente se godersi lo spettacolo così (de)costruito, oppure provare a scrivere una nuova sceneggiatura...

Porte chiuse

Ha deciso di lasciarsi alle spalle tutti i dubbi che finora le ha attanagliato il cuore. Non le è ancora chiaro se questo suo atteggiamento le spalancarà (o meno) le porte dell'Amore. Ma di una cosa è certa: non può sperare di far entrare quel sentimento che porta nelle stanze dell'Anima un vento nuovo, se la stanza è ingombra di inutilità ostacolanti. Ma non è finita qui: pare che la Vita le stia chiedendo di compiere scelte sentimentali più razionali, rispetto a quelle del passato. Ma ciò sembra possa comportare, ancora una volta, la chiusura di un'altra porta; di quella che l'Amore privilegia per entrare nelle esistenze delle persone: l'innamoramento. E a questo inizio, lei non è ancora sicura di poter (voler?) rinunciare.

La forza dell'abbattimento

Vorrebbe essere come quei muri di mattoni su cui si fa una breccia per poter passare indenni dalla parte opposta. Ma per raggiungere la meta era indecisa se abbattere il muro prendendo una rincorsa frontale, circumnavigarlo lentamente fino a trovarsi, quasi magicamente, dalla parte opposta, oppure privarlo della sua potenza decisiva, rimuovendo un mattone alla volta, prima che se ne accorga. Lo farà usando la forza delle parole, l'unica ascia indolore che conosce e, soprattutto, la sola di cui non ha Paura.

I falsi scalatori

- Lo sai che nei confronti dei falsi scalatori provo una profonda Tristezza? - Aspetta un momento...e chi sarebbero questi falsi scalatori? - Sono coloro che non vogliono (o non possono) ammettere di sentirsi fragili. - Scusa, ma non capisco? - Pensaci: cosa fai quando vuoi nascondere qualche aspetto 'scomodo' di te? - Lo celo dietro il suo opposto. - Ecco, appunto. I falsi scalatori sono coloro che sentono l'esigenza di raggiungere a tutti i costi la cima più alta della montagna, rifiutandosi di mostrare i lividi provocati dalla fatica della scalata. - C'è ancora qualcosa che mi sfugge, in questo tuo ragionamento. Perché parli di falsi scalatori? - Perché quelli veri sono coloro che non esitano a scendere quando si sentono troppo stanchi per arrivare in cima, e se ci arrivano con l'aiuto di qualcuno, si sentono così irrimediabilmente fragili da suscitare in me una profonda Tristezza.

Il rifugio della pazienza

Sembra che l'abbia fatto di proposito, per dedicargli non uno ma addirittura due pensieri prima che la sua giornata possa dirsi conclusa. La verità è invece che entrambi i biglietti che ha trovato quest'oggi le hanno fatto pensare a lui (non che sia poi così difficile, per la verità...). Comunque, tornando a noi (anzi a loro), in principio fu il sorriso, poi arrivò la sofferenza con il suo carico di pazienza necessaria per sopportarla; se poi ci si mette anche la maleducazione di chi non capisce, il gioco è fatto...ed è così che i suoi modi autenticamente pazienti diventano il rifugio perfetto per affrontare le prove della Vita con con tutta la Calma possibile ed immaginabile. Con buona pace delle persone maleducate, costituzionalmente allergiche all'azione calmante della pazienza.

L'altra Metà

Madre e Figlia. L'una la Metà dell'Altra, in un rapporto simbiotico anche quando imboccano strade opposte. Anche lei vorrebbe poter vivere dentro un'Altra Metà, a cui dà semplicemente un nome diverso; non lo chiama Madre, ma lo chiama Amore. (Amore oltre quello della Madre, ben s'intende). E soffre di una Rabbia diversa. Non per qualcosa che le è stato tolto ma per ciò che non ha mai conosciuto. E no, non prova Rabbia contro chi vive accanto ad un'altra Metà. La sua Rabbia va a chi le dice che ho tutto (specie una Famiglia) e che non può (non deve?) chiedere altro per essere felice.

Lasciare per strada

Con il passare del tempo ha deciso di lasciare per strada persino i libri. Scelta sofferta questa, perché fino a non molto tempo fa, non si sarebbe mai permessa di fare un simile affronto ai suoi fidati Amici di Carta; ora invece li posa volentieri su altre mani, a patto che se ne prendano degnamente cura. In linea generale però, quando pensa al verbo lasciare , le vengono in mente tutte le persone che, per varie ragioni non fanno più parte della sua esistenza. E poi c'è lui che è tornato nella sua vita. Una Sorpresa che lei ha voluto fare a se stessa con tutte le sue forze.

Moderare i termini

Le esperienze si accumulano come programmi scolastici o piani di studio all'università. E noi dobbiamo studiare ed inventarci sempre nuovi modi di vivere. E quando si vuole fare della Vita un racconto, ci vengono imposte regole precise, tutte ispirate ad una presunta moderazione. Prendete per esempio la Gioia; se ne parliamo troppo, sembriamo persone sguaiate e superficiali; se, al contrario, ne parliamo troppo poco, passiamo per coloro che non sono in grado di godersi la vita. E con il Dolore non va poi meglio: mai narrare troppo, perché poi ognuno ha i propri problemi a cui pensare e tutti sembrano essere penosamente uguali. Ed allora, sai che noia se tutti si mettessero a raccontare? A questo punto, non possiamo fare altro se non augurare a questi insegnanti troppo severi di poter trovare, sul loro cammino, qualcuno che insegni loro ad andare incontro alle Emozioni altrui, con il rispetto tipico di chi sa che, mentre istruisce, può anche imparare. Spero si sia intuito il ...

Agenzia matrimoniale?

È stata lei a dare il la alla loro conversazione. Per la verità, non è la prima volta che capita. La novità di oggi è che è riuscita a dare voce alla sua solitudine sentimentale. Lo ha fatto usando un tono gioioso e leggero, naturalmente; complice anche la sua disponibilità a non lasciare cadere nel vuoto le sue mezze frasi. Per parte sua, lei ha avuto gioco piuttosto facile, abituata com'è a parlargli quasi solo esclusivamente usando un registro ed un tono scherzosamente professionali. Ed è proprio grazie a questa loro ormai collaudata capacità di non prendersi troppo sul serio, che sono riusciti ad arrivare alle soglie di una fantasiosa Agenzia matrimoniale...

(O)scurità

Nelle sue intenzioni dovrebbe essere Triste ed io con lei, naturalmente! Eppure la vedo indecisa tra me e la Rabbia più nera. Quale volto indosserà oggi? Mi permetto di suggerirle un (o)scuro broncio solitario; ma fatto non di quella solitudine pacata con cui, specie ultimamente, si trova in ottima compagnia. La solitudine che le propongo oggi è molto più simile a quella che l'affliggeva qualche anno fa, quando si lamentava di non avere Amici. Certo, ora è tutto diverso: adesso, quando si sente sola, sa che si tratta di un'emozione domenicale, destinata a svanire con l'inizio di una nuova settimana. E poi, a ben pensarci, neanche saprebbe come allontanare da sé questa solitudine, indecisa com'è persino sulla direzione alternativa da prendere.

(In)consapevole conquista

Ha imparato a cullarsi nell'(in)consapevolezza di ciò che (non) sarà. Ha cominciato a coltivare la curiosità quotidiana di capire quale direzione prenderà il loro vivere. E per questa sua sorprendente conquista deve solo ringraziare la sua incapacità di conquistare un Amore capace di consapevole reciprocità.

Andata e ritorno

Pazienza, un fiume che scorre lento e calmo da me a te. Pazienza, nel seguire le rigidità del mio corpo per un tempo di cui abbiamo conosciuto l'inizio ma di cui non sappiamo la fine. (Ma poi finirà mai?) Pazienza, un fiume che scorre lento e calmo da te a me fatto di ciò che tu non sarai mai e che io ho imparato a non volere. Nella consapevolezza che non si tratta di un fiume lungo i cui argini io possa sperare di trovare un terreno fertile, su cui poter esercitare la costanza di alimentare un seme, attendendo un tempo propizio per la sua crescita. Perché la primavera è un tempo di passaggio, esattamente come lo è l'autunno, per te. Passaggio da tempo di gioia assolato ad un tempo di gioia innevato. Due tempi in cui ti allontani dal nostro fiume fatto di amichevole pazienza per immergerti in un mare d'Amore di cui io non faccio parte.

Il permesso di sognare

In via del tutto eccezionale, mi limito ad ascoltarla mentre osserva una fotografia che una sua cara Amica le ha inconsapevolmente regalato. La foto rappresenta il suo soggetto preferito: il mare. Ma, mentre la fotografa sembra provare una certa noia di fronte ad esso ( Ancora tu/ma non dovevamo vederci più? ), lei vorrebbe rispondere che sarebbe il suo luogo di vita ideale; che vorrebbe svegliarsi ogni mattina e addormentarsi ogni sera, cullata dalle onde del mare e dall'abbraccio di lui. Ma, a ben pensarci, è proprio l'assenza di quell'abbraccio che le regala, anche stasera, il permesso di sognare...

Impedimento nascosto

Questa volta il respiro affannoso non l'ha colta in maniera improvvisa, ma bensì le ha dato tutto il tempo di lasciarmi decantare. Perché, come ho già avuto modo di raccontare in un'altra occasione, nel corso degli anni, ha imparato a dominarmi. Esattamente come avveniva all'epoca della Paura peggiore, anche stamattina ha usato tutte le strategie possibili per nascondermi agli occhi degli Altri, perché, ancora oggi non sopportebbe  che le scelte di Vita di chi le sta accanto, venissero impedite dalla forza paurosa con cui a volte ancora  mi capita di avvinghiare la sua esistenza.

Scivolare

Ora è finalmente più consapevole del fatto di dover provare a scivolare verso una quotidianità (almeno parzialmente) diversa. Fino a qualche tempo fa, infatti, si è adagiata sul racconto di ciò che la Vita, a suo modo di vedere, non voleva offrirle. Ma perché ha usato il verbo scivolare? Perché esso non indica necessariamente un'azione del tutto fuori controllo e, quindi, pericolosa,  tutto fuori controllo e, quindi, pericolosa, ma può anche essere sinonimo di un cambiamento lento, meditato e...Calmo...