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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Sott'acqua

Aveva avuto  il suo inizio così  senza avvisare nessuno. La malattia? Il nostro amore? Lascio dilagare solo il nostro amore nella speranza che tutto sommerga. Corpo. Anima. Mente. Paure. Uno alla volta o tutto insieme più non m'importa.

Fuga tuffata

Giocattolo . Odi(av)o la sua finzione plasti(fi)cata gommosa in una parola artificiosa. Che mi lascia(va) stremata a rincorrere con ira la sete di realtà E tu? Vi sei mai rimasto intrappolato ? Come ne sei uscito? Forse tuffandoti sin da bambino nel vero gioco della Vita?

Onniscenza?

So sempre Come ci sono finita qui? Tutta colpa del mio corpo inetto e indolente. E tu che mi parl(av)i di obietttivi e traguardi? Anche allora  il mio corpo non sapeva come fosse  finito lì. Altro  che il mio cuore. Narratore onniscente ha sempre saputo ma ancor'oggi  si diverte  a non (farmi) capire nulla.

Letto di Mare

Vieni fuori alla luce  delle cose. Lascia  che la Natura ti sia maestra. Maestra severa dal corpo maestoso ma per nulla formoso. La forma accoglie. La maestà occupa. Territoritori non animi. Il mare no. Al mare riposa l'Anima distesa su di letto senza egoistiche sponde padronali.

Sacco d'Amore

Non (è)  funziona(le). Non ha  mai funzionato e ti ostini a tenerlo? Altro non è che un rifiuto! Racchiuso però in un sacchetto vivo e pulsante non in plastica inquinante. E lì lo terrò. Al riparo da un Mondo che per presunta ecologia non fa differenza tra il mio amore oltre il rifiuto e il possesso che fa del rifiuto un laccio al collo di un sacco.

L'attaccapanni

Ancora vagano i miei occhi cercando  un attaccapanni  per abbandonare qui il buio che da troppi anni mi porto addosso. E poco importa se è l'unica (mia)  pelle che oramai  riesci a toccare. Non è la mia anima ! È solo una maschera . Quella che oggi indossi (anche) tu per proteggermi dal (tuo) corpo malato. Non sai che proteggermi  (da te) è Missione Impossibile ?

(Vita di) Gutenberg

Un quotidiano nasce  con l'alba e al tramonto muore. Una rivista nata oggi morirà tra sette giorni. Se oggi nasce un libro mi sopravviverà. Anche  se l'ho letto una sola volta. Anche se l'ho amato. Anche  se l'ho odiato. Anche  se nemmeno di uno sguardo l'ho degnato. Mi sopravviverà nella sua integra bellezza. Altre mani e altri occhi incontrerà purché  gli riservino (almeno) una rispettosa carezza.

BrandAmore

Io e te non (cono)s(c)iamo banalità. Io e te che mai parliamo del tempo che (su di noi) passa come capricciosa nuvola indecisa. Io che difendo il nostro amore di marca in un mercato appassionato di anonimato. Tu  che la marca  la indossi su un corpo che anonimo non lo è mai  stato.

Set(os)a

Scrivo (bene) per ripararmi dalla tua assenza. Non scrivo per incapacità di raggiungere l'eccessiva distanza  tra noi. Non scrivo perché so già che scriverei (troppo) male. Sarebbe un insulto  gridato alle (tue) spalle Ma io e te non (ci) gridiamo  mai addosso alla (nostra) rabbia. Piuttosto la ricopriamo di scivolosa seta aspettando che cada lasciandoci vestiti solo  delle nostre risate  (spesso)  silenti.

Bor(ios)a

Anche io  valgo un amore  con risposta positiva. Ma dove trovarlo? Lontano da te. Risposta scontata. Ma accanto a te respiro già amore. E accanto  a un altro? L'aria (potrebbe) lascia(re) insoddisfatti i polmoni o riempirli di bora sferzante con boriosa ingordigia.

Uomo di ghiaccio

(Mi) dici Non ci saranno mai pattini  ai miei piedi. (Ti) dico Hai ragione. Non sei un uomo di ghiaccio. Eppure (mi) tendi la mano quando la Vita mi spinge  sul ghiacciato  ciglio di un futuro incombente. Ti seguo e mi ritrovo al centro della pista. E se  un'immensa brace esplodesse sotto di noi? A spegnere tutto (tranne noi) arriva la Vita che finalmente  mi dice Non sei malata di arrivismo che finalmente  ti dice Il poeta sei tu. (Lei scrive. Solamente).

Patente

Non era un segno era tutto presente in quell'istante. Ci eravamo  già incrociati ma era stato un incrocio  così velocemente attraversato da non lasciare segno alcuno di frenata. Il secondo sguardo da ferma travolse pure la mia memoria di conducente abusiva  senza patente.

Tri(e)ste

Carissima Trieste, ero triste  quando ti ho lasciata. Per il Mondo eri avara  sconnessa (ma non) dis connessa. Anzi. Era lì  tutto il mio mondo. Riguardo l'unica foto di quel traguardo. Se ho lasciato Trieste senza essere (troppo) triste lo devo a chi come te in quella foto non c'è.

Sottocoperta

(Se ci amassimo saresti) un'avvolgente coperta posata addosso prima che tutto travolga e sconvolga il mio stare in questo tempo in questo Mondo. Sotto questa coperta mi sento al sicuro da ogni possibile crollo mentre scrollo parole protettive e rassicuranti.

Penombra

Spingimi oltre la soglia di un futuro che non fa che accendere  luci disorientanti. Regalami  un soffuso tramonto da cui io possa farmi ammaliare .

Cesello

Il pensiero fa al posto mio. E non è elegante cesello mosso d'arte armoniosa. Ma solo solco profondo e ossessivo lasciato da un'idea  altamente esplosiva. Il solco  non si copre  mai del tutto. L'esplosione non diverrà mai gentile cesello. Eppure non posso aspettare che arrivi qualcuno a togliermi dalle mani gli attrezzi del mestiere. E allora  li nascondo in fondo alla mente. Affinché  nessuno veda i miei gesti sgraziati.

Pazz(i)a!

Siamo palline da tennis fuoriuscite da un barattolo impazzito. Sai già che non ho  mai capito davvero le regole del gioco. Sarà qualunquismo ? Sarà indifferenza? Che importa! Di nulla ha bisogno il nostro  vortice di pazza euforia !

Sei persino (in) Leopardi!

Tu  come Silvia per Giacomo vieni a distrarmi dal Mondo  che sembra non saper più parlarmi. Tu  che odi il silenzio e lo riempi di te. E io che lo faccio mio per ascoltarlo quando sono nel Mondo.