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Visualizzazione dei post da ottobre, 2024

Mar Morto?

Nel riflesso del mare vidi immagini di noi scomposte e ricomposte da increspature  lievi ma costanti. Perché noi agli occhi del Mondo mai saremmo ritratto nitido. Perché noi non abbiamo mai saputo  chi siamo. Certo  limpida abbiamo l'idea  di quel che non siamo. Ma nulla ci impedisce  di essere  molto altro. Perché il mare  mai si ferma e muore. Nemmeno se gli Uomini  si ostinano a chiamarlo Morto.

(Niente) tasto di richiamata

È vero. I silenzi non pongono domande. Tra noi scendevano  appena capivo che non avresti potuto  rispondere alle mie domande perché  riguardavano quella parte  del tuo mondo  già occupato. E per noi non esiste  il tasto di richiamata. Nè la voce  che ti dice La invitiamo  a riprovare più tardi. Perché tra noi tutto avviene solamente qui e ora.

No FeriTag

Manda questo video a una persona  che compare  almeno una volta in questo elenco. No. L'elenco non lo ripeterò. Anzi facciamo un gioco. Ti sfido  a trovarlo. Il punto è che tutto questo elenco parla di te. Ma non posso dir(te)lo. E sai perché? Perché ti amo. E chi ama sta attento a non ferire. Anche se questo  vuol dire nasconderti.

Catturare il sole?

Che senso ha catturare il sole con una lanterna? È solo arroganza umana di chi pretende di mettere se stesso al centro di un Mondo che non è fatto solo per gli Uomini.

Burattino altrove

Sarebbe facile  dire anche a te che mi fai soffrire. Sarebbe facile  gridarti in faccia che anch'io merito baci ardenti  e abbracci infiniti e che se non ho tutto questo è solo colpa tua che non vuoi  giocare con me. E già (ti) vedo mentre io grido tu rimani fermo a guardarmi negli occhi. E già (ti) sento mentre non dici una parola. E già sento le tue mani bloccare le mie braccia scomposte di burattino senza fili. Ed è solo grazie a te se ho capito  la bellezza di essere  un burattino senza fili. Capace (se lo vorrà)  di cercare altrove l'amore.

È invidia buona e giusta

Mai avrei creduto che il nostro amore a metà  suscitasse sentimenti d'invidia buona e giusta. Sì, hai capito bene. L'invidia con te è buona. L'invidia con te è giusta. agli occhi di chi in quella lettera al suo cuore chiedeva amore e ha trovato carte e fiocchi brillanti intorno a una scatola vuota sporca  usata. Io invece  non avevo scritto  lettera alcuna  al mio cuore. Eppure mi ha(i) fatto trovare una scatola piccola (ai tuoi occhi) abbracciata a una carta poco appariscente  (sempre ai tuoi occhi, ovviamente). Non c'era alcun biglietto. Bastava la tua voce. Non posso offrirti altro tranne la promessa  di non prometterti nulla. Ma un amore  vuoto di promesse è anch'esso Amore. C'hai mai pensato?

OltrAria

A te, Donna gettata sul ciglio  di un amore troppo vicino al burrone del possesso. A te, Donna  tendo queste parole. Ti auguro  di incontrare labbra capaci di raccontarti un amore così immenso da non poter vivere solo di quell'aria che si insinua tra le labbra fino a sfiorare vibranti corde vocali.

(Fonta)Marrakech

(Probabilmente) vorrei essere anch'io  a Marrakech  immersa in colori (ma tu non ami i vestiti colorati) profumi (quello che indossi è accattivante) suoni (non saprei scegliere tra la tua voce e la tua risata) stoffe (non ho mai sfiorato i tuoi vestiti) cibi (non abbiamo mai mangiato insieme) invece sono qui ma sono con te anche se mi penso percepisco immagino  sempre (più) lontana da te. Sono lontana  da Marrakech. Eppure (con te) svolgo alla perfezione  il mio esercizio  di scrittura emozionale.

Agenda

Com'è fatta la tua agenda? Lasciami un po' indovinare... No. Non ho detto  Sognare . Ho detto Indovinare . E si indovina solo se c'è una sola risposta giusta. La tua agenda  è sicuramente digitale. E chi le ha più  quelle agende personali scritte in modo riconoscibile  tra mille altre. Il mio nome compare su due caselle  di due colonne sempre le stesse. Non posso dirti altro sulla tua agenda. Se non che da tempo oramai  ho escluso  che io sia per te solo un numero.

Corpo d'artificio

Mi ha colpito  il tuo corpo non artificiosamente  scolpito. Il tuo corpo che ho trovato immediatamente e naturalmente  affascinante. Certo  anche la natura ha bisogno di tempo  per essere ciò che è. Ma l'artificio richiede ancora più tempo Il tempo  che impiega l'Uomo a crearlo dal nulla. Ma tu  dici di non essere  uomo da fuochi d'artificio. Eppure  (ormai lo sai) il tuo corpo  è la prima cosa di te che abbia esploso in me un fuoco d'artificio.

Il peso della paura

Se avessi avuto  meno paura avrei potuto mollemente  distendermi  a pelo d'acqua. Invece  mi sforzo di stare in equilibrio  sul bordo del vortice. E a chi mi chiede  perché non riesca a trovare  il mio posto nel Mondo rispondo semplicemente  che è tutta colpa  del peso della paura.

Piume, pelle, carne, ossa

Abbiamo  imparato a cadere  ma anche a... Sicuramente  non a stare in piedi. Sicuramente non a camminare. Anche se a volte sogno ancora di noi  che impariamo a volare. Non su ali  di piume  pelle carne  ossa. Ma su ali d'acciaio  come fanno tutti gli umani. E se anche  la Vita  non dovesse mai insegnarci a volare spero che almeno capisca quanto io abbia bisogno delle tue ali per non perdere quota  e schiantarmi al suolo. 

Innocuo fuoco

Le fiamme vorrebbero infliggere colpi mortali  a misteriose pagine. Ma misteriosa è anche la passione che brucia in fretta il tempo trascorso tra le pagine  di un libro.

Compagnia metallica

Se potessi  fermare il tempo vorrei  essere sola. Perché solo  a una Donna in compagnia delle sole Quattro Ruote è consentito decidere davvero  quale cammino potrebbe intraprendere  la sua esistenza.

Vani(Cit)tà

Stanco di una città così vanitosa da non saper far altro se non specchiarsi  in se stessa costringendo anche la volta celeste  a fare altrettanto  l'uomo le volta le spalle.

A rapporto!

Ogni fine porta con sé  un nuovo inizio. Non per noi. Noi  che non amiamo i rapporti già scritti. Quelli dei Soccoritori. Quelli ingabbiati nelle azioni già consolidate e nei tecnicismi della lingua. Forse perché  non ci siamo mai (vicendevolmente?) soccorsi. O forse sì! Tu l'hai fatto molte volte quando il mio dolore  era troppo forte. Hai mai fatto rapporto? Credo solo a te stesso. Ma cosa scriveresti (su di me?). Nulla. Perché  i tecnicismi precostituiti non lasciano traccia negli occhi che si guardano. Perché non possono tradurre  le parole che ci diciamo  a bassa voce. Così  alla Centrale arriverà un foglio  con le sole parole Intervento riuscito ma non ancora concluso.

L'uomo nero

Raggi viola colorano i profili di una città notturna liberata da angosciosi spiriti scacciati  dall'uomo nero.

Buio a ore

Oltre il buio c'è sempre altro buio. Non ne avrei timore se il buio rendesse infinite le ore  del nostro  fantasioso amore.

Cammino di luna

Cupa soffocante  pietra antica  opprime vicoli già troppo stretti. Solo la luna si fa largo a fatica  provando a tracciare  un nuovo cammino.

Dita di nuvola

Le tue dita sui miei occhi  sarebbero state banalmente  troppo poco. Così  le hai trasformate  in un'avvolgente nuvola. Reggo tra le mani  qualcosa di pesante. Anche senza  poter vedere  so che è una valigia. Eppure  non ricordo  viaggio alcuno che mi abbia portato fin qui. E tu? Quando arriverai? Aspetterò. Ora ho capito. Sei tu la vera sorpresa.

Francobollo bianco

Se stringessi un tuo messaggio tra le mie mani sarebbe solo  un laconico foglietto. Non dovrebbe nemmeno nascondersi al Mondo assumendo le dimensioni di un francobollo. Sarebbe  il più inutile. A che serve  un francobollo bianco? Io che con te non ho mai usato  francobollo alcuno. Le mie parole sono sempre giunte a te per la via più breve  e più sicura. Perché parte dalle mie labbra dalle mie mani dalle mie dita (il luogo più lontano...).

L'ultimo ramo

L'Uomo ha reciso   l'ultimo ramo a cui un altro uomo stava aggrappato. Un uomo indeciso se aderire all'evoluzione  oppure rimanere aggrappato alle sue primitive certezze  che la Civiltà si è illusa  di aver conquistato. Così si scopre sorda al richiamo  di chi l'ha preceduta. Sorda all'urlo  di una bocca inutilmente aperta.

Opposte precarietà

Barche arenate su sabbia solo apparentemente arida. Come arida  e senza scampo è l'atmosfera tempestosa che le circonda. Questa è la Vita. Perennemente in bilico tra opposte precarietà. Aridità di sentimenti  contro sentimenti così travolgenti da non poter essere  arginati. Aridità di futuro contro futuri troppo affollati di scelte possibili. Eppure coltivare sentimenti travolgenti e saper orientarsi in un ingorgo di troppi futuri è l'unico modo proteggere la Terra  da aridità e tempeste.

La freccia e la Dea

C'è stato un tempo in cui  la mia mente opaca ha nascosto nel sorriso sincero  di un amico un pessimo nemico  da colpire in fretta e con ogni arma possibile.  Fosse anche  un'antica freccia  scagliata da un lucente cavallo da corsa. Ringrazio e benedico la Dea Fortuna  che ha tenuto  quella freccia  attaccata saldamente  al proprio arco. Se non ci fosse  stata lei tra te e la mia freccia  i nostri cuori sarebbero stati lentamente abbandonati dalla loro energia vitale che invece ci vede ancora qui a colpire  con ogni arma possibile tutto ciò che potrebbe  farci del male.

Morbidi cuscini?

Ignoro i morbidi cuscini dalle tinte tenui che qualcuno ha posato accanto a me con un tacito monito È lì che si deve dormire! Ma io preferisco farmi cullare dal dondolìo immobile  di un'altalena. Non sono più  una Bambina. Sono una Donna. Ma chi può dirmi  quale porta devo aprire  per entrare nel mondo dei sogni?

Grigionera

Il Mondo non mi vede? Il Mondo  non mi ascolta? Io  non guardo  più il Mondo. Io  non ascolto  più il Mondo. Ti siedi  accanto a me. Mi versi addosso i quattro colori essenziali. Colori che non mi coprono tutta. Colori che lasciano intatta la mia grigionera essenza. Colori che mi rimangono addosso. Come addosso mi rimarrà  la presenza di te nella mia vita. Colata colorata che esalta la cornice grigionera.

Donna di cenere

Parole scritte a mano su un foglio che chi guarda  potrebbe  non solo leggere ma sfiorare  e persino afferrare tanto è reale. Così come è reale la mano che scrive. A scrivere invece  è un'evanescente Donna di Cenere. Ma i suoi pensieri no. Rimarranno  impressi nella carta. Perché il corpo  se ne può andare. La mente  deve rimanere.

Labbra d'acqua

Non sono io la Donna in equilibrio danzante a pelo d'acqua. Troppo aggraziati i suoi statici movimenti. Troppo femminile  il vestito che indossa. Solo l'acqua  mi appartiene davvero  anche se  non posso baciarla. Anche se sarebbe da me baciare labbra d'acqua perché mi è proibito  baciare labbra di carne.

Carta temporale

Mani a coppa a propagare l'eco  di parole mute. Mani che lasciano scoperti gli occhi chiusi su un Mondo estraneo. Nessuno  ha avuto  davvero pietà di quest'uomo altrimenti  non lo avrebbe inchiodato a una fotografia. Digitale quindi eterna. Senza la speranza che la carta temporale  un giorno se la porti via per sempre.

(Quasi) senza colori

Tempo. Pittore (quasi) senza colori. (Quasi) solo Nero. Grigio. Bianco. Donne e animali  hanno accettato  la nuova condizione. Erba e fiori ancora si ostinano a tingersi. Mai e poi mai il tempo  potrebbe concepire nè erba  nè fiori neri  grigi bianchi.

7 ore di distanza

Non servirebbe  altro che  il coraggio di (ri)vivere insieme  quel momento  in cui invece  ti ho lasciato solo con le mie parole razional romantiche. Le peggiori  da quando ci conosciamo. O forse non servirebbe  (a) nient'altro  che (a) farci rivivere ciò che insieme abbiamo  comunque vissuto  anche se a 7 ore di distanza.

Cielo di rabbia

Le stelle ci osservano mentre noi osserviamo  io e te vivere  sotto il cielo che stelle oramai  non ha più. La notte non ci è mai appartenuta. Ignorare le stelle  mentre ci guardano  è la nostra rabbia  verso un mondo  che mi vuole innamorata ma non a te vicina.