Le getto addosso il mio mantello e mi nascondo in modo tale da non perderla di vista ma, soprattutto, senza che lei noti la mia presenza. Provo un sottile piacere quando vedo che interrompe tutto ciò che stava facendo prima del mio arrivo. D'un tratto, la vedo divincolarsi sotto le pieghe del mio mantello; più passa il tempo, più si sente indifesa e sola, e più i suoi movimenti si fanno scoordinati, mentre il suo respiro diviene affannoso. Improvvisamente, sento dei passi avvicinarsi nella sua direzione. Il suo respiro, lentamente, si placa, il suo corpo riprende lentezza e lei riesce a trovare un modo per squarciare il mio mantello affacciandosi così alla luce. Ora mi è chiaro che, anche questa volta sono stata sconfitta. Eppure mi ritengo fortunata: sono riuscita a giocarmela, anche se per pochi minuti. Ci sono occasioni in cui, invece, quando arrivo, con lei c'è già qualcuno pronto ad abbracciarla. Ed allora nemmeno ci provo ad avvicinarla. Il Mantello della Paura,...