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Pellicola

Una voce roca ha preso possesso di un angolo di cielo soltanto. Ma subito il suo respiro affannoso forse a lungo trattenuto mi urta le labbra. Getto la testa indietro cercando  un po' di sollievo. Ma i miei occhi vanno a sbattere contro la volta celeste di nero livore. Fuggo dal suo sguardo rabbioso gettando gli occhi sulle mie scarpe insozzate  da un impasto maleodorantse di terra intrisa di pioggia. Respiro più forte per espellere l'odore insopportabile. Il bianco  illumina i capelli ma subito dopo li spegne. Cerco riparo ma vado a sbattere contro poche gocce di pioggia che diventano  trasparente pellicola che repentina  mi avvolge. Nulla può contro il vento  che ha cominciato a scuotere il Mondo là fuori. Ancora uno strato di pioggia. Il rumore  delle mie mani che staccano lembi di maglietta dalla pelle oramai condensata.

Concerto

A chi dice che è effimero il nostro amore rispondo se inconsistente fosse nulla per te sentirei. E anche se il mio corpo non è pianoforte  da sfiorare. E anche se le tue dita non sono d' aurora boreale il reale  riverbero delle tue parole mi convince che vittima non sono di un Mondo che tutto  (tranne te) mi ha tolto.

Ostello

Ho lasciato la porta socchiusa non per aspettarti ma per permettere ai miei pensieri di uscire  a cercarti . Affannati vagheranno per ore respirando il buio. finché  non ti incontreranno  per caso. E lo giuro mai vorrebbero trattenerti o sbarrarti la strada. Ma la vedi  quella porta laggiù? Ha sbattuto contro la mia paura di perderti. E ora  che non hanno  più un posto dove stare continueranno a vagare in attesa di trovare anche un piccolo ostello per poter riposare.

Zitto!

Il tuo arrivo mi trova (quasi sempre) a terra muta. Pian piano poi il respiro si fa più regolare. Le parole cominciano a uscire sempre più alte ma non raggiungono mai le vette dell' ardore . Eppure mi concedo la gioia di cucire a doppio filo ogni tua parola. M'illudo così di tacitare il cuore che la mente vorrebbe condannare  a un eterno letargo .

Turbante

Bianco come il turbante di schiuma che vorrei indossassi anche per me almeno una volta. Bianco come il cotone che guardasti  nascere in cielo  e morire a terra in un'inconsistente camicia d'acqua.

Pentola

Da troppo tempo oramai sono (fatta di)  paure senza bordi . Sconfinato è anche il tuo essere lontano . Allora  cosa mi rimane per resistere come pianta che stagione dopo stagione non rinuncia a  rifiorire ? Rimani tu che asciughi il mio timore. Tutto perfetto, allora? No. Mi manca un piatto di pasta cucinato da te e con te mangiato mentre mi fai ridere fino alle lacrime che si mescolano ai cristalli di sale abbandonati  sul fondo  della pentola.

D'annata fretta

Non mi dai nemmeno il tempo di decidere cosa  portare con me e cosa  lasciarmi alle spalle. Urlo di sirena. Il battello  sta partendo. Non so se augurarmi che si incagli nel sedimento di un brindisi (tra noi) mai avvenuto. Eppure  vago ubriaca tra i miei pensieri erranti privi persino di quella pietosa bugia che recita(va) Risponderò alla tua attrazione (per me).